Alfonso Maruccia

Google acquisisce BlindType

Mountain View fa la spesa autunnale e compra una promettente start-up specializzata nel riconoscimento dei caratteri durante la digitazione "libera". Complemento ideale per la dotazione di Android, ma gli avvocati sono in agguato

Roma - Google fa compere ancora una volta e si assicura la proprietà di BlindType, una start-up che ha progettato una tecnologia innovativa per facilitare la digitazione del testo sui microscopici touch-screen degli smartphone di nuova generazione. Ampiamente prevedibile l'adozione della tecnologia su dispositivi Android, ma all'orizzonte si profilano guai giudiziari e scontro ancora più acceso con la corazzata di Apple e i suoi iProdotti.

"Siamo felici di annunciare l'acquisizione di BlindType da parte di Google", annuncia la stessa start-up sul suo blog ufficiale. "Sappiamo che la digitazione sui dispositivi mobile può essere un'esperienza frustrante - continua il post - ed è per questo che abbiamo lavorato sodo per rendere la scrittura su touch più facile e veloce che mai, cioè come dovrebbe essere".

L'acquisizione di Google permetterà al minuscolo team di BlindType di partecipare attivamente alla "innovazione mobile prossima ventura" entrando dalla porta principale, vale a dire attraverso la - più che probabile - integrazione della sua tecnologia nel sistema operativo Android e l'implementazione negli smartphone basati su di esso.
In maniera non dissimile da quanto fa Swype, la tecnologia di BlindType permette all'utente di concentrarsi sui percorsi mnemonici dei tasti dello standard QWERTY più che sulle minuscole, sovente inutilizzabili tastiere fornite dagli ambienti mobile. Al contrario di Swype, BlindType si focalizza più sul riconoscimento delle parole nascoste dietro i "punti" toccati dall'utente piuttosto che sulle linee continue.

Sulla carta il nuovo acquisto darà a Google un vantaggio importante nel miglioramento dell'usabilità dei dispositivi androidi rispetto alla concorrenza. Ma dietro l'acquisizione di BlindType potrebbe esserci qualche grattacapo di natura legale: i brevetti di FingerWorks, società pioniera delle tastiere multitouch basate anch'esse sul riconoscimento di una matrice di punti, sono attualmente in mano ad Apple.

Alfonso Maruccia
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