Alfonso Maruccia

Bit.ly, crescita nonostante tutto

Il popolare servizio di URL shortening mette insieme quasi nove milioni di dollari di investimenti. Nonostante la minaccia delle autoritÓ libiche contro i domini .ly, bit.ly continua ad attrarre denaro e interesse

Roma - Bit.ly è uno dei servizi di URL shortening più popolari, un "mostro" da 200 milioni di link ristretti al giorno e 6 miliardi di link in un mese (settembre). E la start-up continuerà a crescere visto il perdurante interesse di business e investitori, i quali hanno ben deciso di pompare qualcosa come 8,9 milioni di dollari nell'azienda che ora conta 17 impiegati in tutto.

La popolarità di bit.ly è inizialmente cresciuta grazie al fatto che il servizio rappresentava lo "shortener" standard di Twitter, e anche in seguito alla decisione di quest'ultima di fare da sola gli indirizzi bit.ly hanno continuato a proliferare. Ora i link su Twitter rappresentano solo un terzo del volume di traffico totale di bit.ly, mentre si dimostrano avidi fruitori del servizio social network quali Facebook e MySpace.

Utenti consumer a parte, l'attrattiva di bit.ly dal punto di vista professionale e aziendale consiste nella disponibilità degli account Pro: grazie a questa caratteristica, siti di informazione e blogger "pro" sono in grado di tenere sotto controllo le statistiche in merito agli indirizzi URL abbreviati seguiti dagli utenti.
Il New York Times è particolarmente interessato alle possibilità di tracking e analisi offerte dal servizio, tanto che il prossimo prodotto "social" del quotidiano ("News.me") è stato realizzato in partnership con bit.ly. Gli investitori continuano a fornire denaro a bit.ly, eppure non è un buon momento per tutti i domini di poche lettere basati su TLD libico: è ancora fresca la memoria dell'incidente di Vb.ly, il servizio di URL shortening gestito da Violet Blue e Ben Metcalfe "espropriato" dal registry NIC.LY per una presunta violazione delle condizioni d'uso.

Il registry libico torna sulla questione e riafferma le sue idee, vale a dire l'illegalità di Vb.ly in quanto servizio "sex friendly" specificatamente diretto a utenti adulti. Tutti gli altri business basati su TLD .ly possono star tranquilli, dice NIC.LY, anche se il registry preferirebbe che i nomi di dominio di poche lettere ("art.ly", "lda.ly" e via elencando) restassero a uso e consumo locali. Nuove espropriazioni di dominio si profilano all'orizzonte?

Alfonso Maruccia
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