Claudio Tamburrino

Caso Foxconn, violenze e abusi?

Un nuovo studio mette l'azienda al centro di una serie di accuse per le condizioni di lavoro dei suoi dipendenti. Dai piani alti smentiscono. In ballo ci sono commesse milionarie

Roma - Foxconn, il produttore elettronico asiatico già coinvolto in episodi controversi per le condizioni in cui lavorano i suoi dipendenti, è di nuovo al centro della polemica: e l'accusa è proprio di abusi ai danni dei lavoratori.

A tirare in ballo l'azienda, partner tra l'altro di Apple, Nintendo, Sony, Nokia e HP, sembrerebbero stavolta dati raccolti da ricercatori universitari che sembrano delineare un quadro di condizioni di non sicurezza sul lavoro, addestramento violento e salari bassi.

A condurre la ricerca studenti e professori di 13 università cinesi, quattordici dei quali avrebbero avuto anche accesso alle strutture dell'azienda per poter essere testimoni oculari. A divulgarli è stato il Global Times, giornale controllato dal Governo, che stando alle indiscrezioni avrebbe alcune "questioni in sospeso" con l'azienda.
Ad essere intervistati sono stati 1.736 lavoratori e la situazione che è emersa è delle più nere: nonostante l'annuncio di un aumento salariale del 30 per cento sembrerebbe che al massimo i lavoratori ne avrebbero visto uno del 9,1 per cento, perdendo al contempo alcuni dei benefici e dei bonus che gli venivano garantiti; in alcuni impianti, poi, circa la metà della forza lavoro è costituita da stagisti costretti a fare gli straordinari e i turni di notte, anche se la legge in materia lo proibirebbe (ma, secondo il Global Times, non avrebbero contratti per cui non risulterebbero né per le autorità né per il welfare).

Accanto alla questione salari minimi, inoltre, secondo il sondaggio il 38,1 per cento avrebbe subito invasioni della privacy da parte dei superiori e il 16,4 per cento sarebbe stata vittima di violenza.

Infine, anche le condizioni sanitarie sarebbero deprecabili: almeno uno degli intervistati avrebbe riferito che, nei 16 anni di servizio presso Foxconn, solo due volte avrebbe ricevuto una visita medica, la cui ripetizione regolare sarebbe, per il contatto quotidiano con i materiali pericolosi cui è sottoposto, necessaria per legge.

Foxconn ha smentito tutto, affermando che anzi il proprio impegno è a favore di un ambiente di lavoro ideale che stimoli "la felicità e il benessere dei suoi dipendenti".

Nintendo è intervenuta nella vicenda, dichiarando che il proprio codice interno impone il rispetto delle condizioni di lavoro e di diritti umani dei dipendenti anche da parte dei partner, e che per garantirne l'ottemperanza conduce ispezioni regolari degli impianti di produzione. Stesso sistema di controlli basato sull'autoregolamentazione è attuato anche da altre grandi aziende, tra cui le altre coinvolte con Foxconn e che già in passato hanno espresso i medesimi commenti.

Claudio Tamburrino
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8 Commenti alla Notizia Caso Foxconn, violenze e abusi?
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  • Grazie alla delocalizzazione i cinesi stanno piano piano apprendendo gli standard lavorativi occidentali. Stanno acquisendo diritti. Stanno anche vedendo crescere i loro redditi. Non bisogna guardare la delocalizzazione solo in chiave negativa. Gli scambi, le contaminazioni sono sempre positive. Apple dice di guardare molto da vicino la situazione e io credo alla loro parola.
    Senza la delocalizzazione delle aziende occidentali pensate che le cose per i cinesi sarebbero andate meglio? No, è il contrario. Le cose là stanno solo migliorando.
    non+autenticato
  • E qua peggiorando!
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonimo
    > Senza la delocalizzazione delle aziende
    > occidentali pensate che le cose per i cinesi
    > sarebbero andate meglio? No, è il contrario. Le
    > cose là stanno solo
    > migliorando.

    Pensavo fosse merito delle lotte dei lavoratori. Invece tu mi dici che il problema non solo è la premessa della soluzione, ma addirittura la soluzione stessa!

    Grandioso! Assunto come lobbysta!
  • Rinchiuderlo, invece?
    In qualche posto con le pareti imbottite?
  • - Scritto da: Valeren
    > Rinchiuderlo, invece?
    > In qualche posto con le pareti imbottite?

    Gli scambi commerciali sono un elemento fondamentale. Credi che se non ci fossero aziende occidentali là da loro si preoccuperebbero dei problemi dei lavoratori? Le aziende occidentali hanno creato delle differenze rispetto alle altre, perché richiedono standard più alti e condizioni migliori per i datori di lavoro.
    Conta più una Apple per cambiare le cose di un inutile premio nobel per la pace dato per protesta, cosa che fa solo irrigidire i rapporti.
    Le guerre nascono quando ci sono problemi commerciali, chiusure, dazi. Con questa strada della delocalizzazione invece la Cina diventerà sempre più libera. Così come molti pensavano che con il ritorno di Hong Kong sotto la Cina avrebbe trasformato quest'ultima facendola tornare indietro nel tempo, invece in questi anni è successo il contrario.
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonimo
    > Gli scambi commerciali sono un elemento
    > fondamentale. Credi che se non ci fossero aziende
    > occidentali là da loro si preoccuperebbero dei
    > problemi dei lavoratori? Le aziende occidentali
    > hanno creato delle differenze rispetto alle
    > altre, perché richiedono standard più alti e
    > condizioni migliori per i datori di
    > lavoro.

    Richiedono che? Quale azienda scusa? La Nike?A bocca aperta

    > Conta più una Apple per cambiare le cose di un
    > inutile premio nobel per la pace dato per
    > protesta, cosa che fa solo irrigidire i
    > rapporti.

    Solo facinorosi, giusto? Certo che tu sei proprio lobbysta in testa. Almeno ti pagassero per fare l'avvocato del diavolo.

    > Le guerre nascono quando ci sono problemi
    > commerciali, chiusure, dazi.

    Pensavo nascessero dai nazionalismi e dall'interesse per il petrolio.
  • Volgiono il posto da dirigienti per i propri parenti... e la foxconn non molla...
    non+autenticato