Alfonso Maruccia

Addio al padre della geometria frattale

╚ morto Benoit Mandelbrot, il matematico che ha reso celebri i frattali. Il suo contributo fondamentale per la formalizzazione della teoria e lo sviluppo delle applicazioni ad essi collegati

Roma - Il 14 ottobre scorso (ma la notizia si è diffusa solo durante il fine settimana) è morto Benoit Mandelbrot, insigne studioso di origini polacche creatore della geometria dei frattali. Mandelbrot, che aveva 85 anni ed era affetto da cancro pancreatico, se ne va lasciano in eredità al mondo scientifico e non solo una visione rivoluzionaria all'interno delle forme della natura.

Fuggito a 11 anni dalla Polonia occupata dai nazisti, Mandelbrot si stabilì a Parigi con la sua famiglia studiando presso l'Ecole Polytechnique. La carriera universitaria lo condusse in seguito presso il California Institute of Technology e poi alla Princeton University, dove lavorò sotto il patrocinio di nientemeno che John von Neumann in persona.

Nel 1958 Mandelbrot approdò alla IBM e vi rimase per 32 anni, prima di dedicarsi all'insegnamento come professore emerito presso la Yale University. Fu proprio alla IBM, durante gli anni '80, che Bandelbrot mise nero su bianco il suo celebre libro La geometria frattale della natura, dove assieme alla matematica dei frattali venne per la prima volta illustrata figurativamente la geometria da essa derivante.
Nello stesso periodo in cui gli "home computer" stavano prendendo il sopravvento sulla società statunitense, Mandelbrot popolarizzò uno dei concetti più rivoluzionari della scienza moderna: il frattale è un oggetto geometrico "simile a un cavolfiore romanesco", spiega la ricercatrice in statistica Catherine Hill, "una curva che riproduce se stessa all'infinito" con forme caratteristiche sempre identiche sia che si zoomi in avanti o indietro in una particolare sezione del frattale stesso.

Mandelbrot ha dato il nome all'insieme omonimo, una formula matematica in grado di generare una delle forme complesse più celebri degli ultimi decenni, in ambito specialistico così come nel grande pubblico. Il set di Mandelbrot e i frattali sono intimamente connessi alla storia dell'informatica, visto che solo con l'avvento di calcolatori elettronici sufficientemente potenti è stato possibile avere una visualizzazione grafica di questo tipo di forme geometriche.

Le ricerche sui frattali sono valse a Mandelbrot un Premio Wolf per la fisica assegnato nel 1993 e il Japan Prize for Science and Technology nel 2003. Il matematico franco-statunitene non è riuscito a vincere un Nobel quando era in vita, ma l'importanza del suo lavoro si fa sentire in parecchi ambiti applicativi dalla fisica alla geometria passando per la finanza. Ed è indubbio che i frattali giocheranno un ruolo di primo piano anche in futuro, visto che le "curve che riproducono se stesse all'infinito" sono una caratteristica comune in natura, nelle nuvole, nelle catene montuose e altrove.

Alfonso Maruccia
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