Claudio Tamburrino

AP: soldi per le news. Raccolti da noi

Una sorta di SIAE delle notizie. Per rispondere al problema della remunerazione delle notizie

Roma - Il CEO di AP Tom Curley ha parlato della possibilità di creare un intermediario per raccogliere i diritti di proprietà intellettuale relativi alle notizie.
Il problema che Associated Press si è posta per darsi questa risposta è sempre quello della remunerazione dei media digitali e la protezione dei loro contenuti: "Siamo rimasti a guardare mentre altri soggetti inventavano nuovi e creativi utilizzi delle nostre notizie, tagliando i nostri benefici", ha sottolineato Curley.

AP già in passato aveva cercato di proporre una sorta DRM per tracciare e controllare la circolazione delle notizie, ed ora questa idea torna integrata da un sistema di raccolta dei diritti modellato su quello dell'industria musicale.

Evidentemente la sortita di AP ha ancora tutti i connotati della provocazione: basti pensare alle difficoltà che si incontrerebbero nel distinguere tra due diversi racconti di un fatto e nello stabilire come uno dei due abbia utilizzato iniquamente la proprietà intellettuale dell'altro, magari nel caso in cui il secondo sia un commento del primo o dei fatti in esso raccontati.
Tuttavia Curley è andato oltre, e ha parlato del modo in cui questo ipotetico intermediario, una sorta di SIAE delle notizie, avrebbe potuto raccogliere le royalty dovute: "licenziando i contenuti protetti da proprietà intellettuale a smartphone e tablet come iPad".

E in queste operazioni, anche se per il momento confonde la licenza probabilmente da dare ad un'app e non ad un dispositivo, la stessa AP dovrebbe ricoprire un ruolo centrale.

Claudio Tamburrino
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