MS-antitrust, il DOJ si tira fuori

Il ministero della Giustizia americano decide di non difendere in tribunale l'accordo antitrust stretto con Microsoft. Una posizione che rende la vita meno difficile ai due stati che ancora perseguono l'azienda

Roma - Massachusetts e West Virginia dovranno percorrere in tribunale una via in salita ma non così ripida come temevano, visto che il ministero della Giustizia americano (DOJ) ha deciso che non difenderà attivamente l'accordo antitrust stretto con Microsoft. Come si ricorderà, quell'intesa portò virtualmente alla fine del procedimento contro l'azienda di Redmond.

I due stati americani vanno in aula sostenendo che a Microsoft avrebbero dovuto essere comminate pene e sanzioni più severe di quelle decise dalla Corte d'Appello che ha dato il suo via libera all'accordo. Per questo i due stati, come noto, hanno rifiutato di sottoscrivere quell'accordo e ne chiedono una revisione.

In questi mesi Microsoft è riuscita piuttosto agevolmente a porre fine ad una serie di procedimenti legali avviati in alcuni stati sebbene abbia dovuto difendersi dalle accuse provenienti da parte dell'industria di settore.
Ora i due stati, che continuano da soli una battaglia antitrust che decine di altri stati hanno dato per conclusa, non dovranno battersi in tribunale anche contro il ministero della Giustizia.

R. Hewitt Pate, assistente del procuratore generale degli Stati Uniti, ha comunque sottolineato che il ministero intende controllare che l'accordo con Microsoft sia seguito in tutti i particolari e ha assicurato che c'è la volontà di "studiare le posizioni di coloro che ritengono che vi siano problemi che devono ancora essere affrontati. Posso assicurare - ha detto - che se rileviamo comportamenti anticoncorrenziali prenderemo tutte le misure del caso".

A novembre inizierà il dibattimento sulla posizione di West Virginia e Massachussets.
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