Alfonso Maruccia

Ray Ozzie, memo d'addio

L'ex-Chief Software Architect di Redmond torna sulla questione Microsoft e nuvole. Tirando le somme di cinque anni di lavoro. E mettendo a confronto i progressi di BigM e della concorrenza

Roma - Ray Ozzie ha oramai abbandonato il suo ruolo di Chief Software Architet presso Microsoft, ma a quanto pare lo sviluppatore di Lotus Notes ha ancora qualcosa da dire riguardo il lavoro sin qui svolto in quel di Redmond. E soprattutto su quello non svolto, gli obiettivi raggiunti parzialmente o comunque non al livello di integrazione che il manager sperava.

Dov'è finita la svolta epocale di cui parlava Bill Gates cinque anni fa anticipando l'entrata in gioco di Ozzie in uno dei ruoli operativi più prestigiosi in quel di Redmond? Ozzie concede a Microsoft il merito di aver fatto notevoli progressi in merito all'integrazione tra i suoi modelli di business tradizionali e il cloud computing, ma dal memo Dawn of a New Day traspare anche il malcontento per quello che si sarebbe potuto fare e non si è fatto.

Nel futuro "inevitabile" descritto da Ozzie, le esperienze di computing sono necessariamente "transmediali e intra-dispositivo", incentrate sui network sociali o aziendali dell'utente e con la possibilità di sincronizzare ogni genere di dispositivo con la "nuvola" di dati disponibile sui server remoti dell'organizzazione/servizio di riferimento.
Dove si colloca Microsoft in tutto ciò? "Nonostante il nostro enorme progresso", dice Ozzie, "alcune delle opportunità che indicai nel mio memo cinque anni fa restano ancora da realizzare". Ozzie aveva una visione "chiara" di come andava eseguito il balzo evolutivo del modello di business di Redmond, eppure i concorrenti hanno superato Microsoft "nelle proprie esperienze mobile, nell'integrazione senza soluzione di continuità tra hardware e software e i servizi, e nel social networking e in una miriade di nuove forme di interazioni sociali Internet-centirche".

Ufficialmente Ozzie continua a supervisionare i business Microsoft - Xbox e Windows Phone 7 in particolare - ma a giudicare da quel che traspare dal suo nuovo memoriale pare evidente che il manager si sia messo in rotta di collisione con una visione manageriale avversa, che gli ha lasciato meno libertà di quanta lui avrebbe voluta per operare al meglio.

Alfonso Maruccia
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