Mauro Vecchio

Videogame violenti, si accende il dibattito

Spaccatura in seno alla Corte Suprema sulla legge californiana che vieta la vendita o il noleggio a minori di anni 18. A rischio la tutela del Primo Emendamento costituzionale. Si teme l'estensione ad altre opere

Roma - Una vera e propria spaccatura, formatasi di recente tra i vari membri della Corte Suprema statunitense. Materia dell'acceso dibattito, la legge con cui la California vieta la vendita o il noleggio di videogame violenti ai minori di anni 18. Una misura sacrosanta per i suoi principali promotori, il senatore repubblicano Leland Yee e il governatore Arnold Schwarzenegger.

Tutti i gamer di minore età dovrebbero infatti essere tutelati da titoli potenzialmente nocivi ad un sano e robusto sviluppo psichico. Un assunto contestato dall'industria, rappresentata dalla Entertainment Software Association (ESA), che si era rivolta alla più alta corte a stelle e strisce per una presunta violazione del Primo Emendamento, quello a tutela della libertà d'espressione.

E in effetti alcuni giudici della Corte Suprema statunitense hanno posto allarmati interrogativi, soprattutto sulla potenziale estensione di tali misure ad una più vasta schiera di opere e contenuti. Come sottolineato dal giudice Antonin Scalia, anche un'innocua favola scritta dai fratelli Grimm potrebbe contenere del materiale non adatto allo sviluppo di un bambino.
Lo stesso Scalia ha poi chiesto agli altri membri della corte cosa si intenda effettivamente per videogame deviante, ma soprattutto come lo si possa mettere a confronto con un "normale videogame violento". Secondo il giudice, la stessa tradizione statunitense a sostegno della libertà d'espressione non dovrebbe mai permettere alle autorità nazionali di mettere al bando certe rappresentazioni della violenza.

Non affatto concorde un secondo gruppo di giudici, che ha invece tirato in ballo una sentenza della stessa Corte Suprema risalente all'anno 1968. Quando la corte guidata da Earl Warren vietava la distribuzione di alcune opere letterarie da parte di un publisher di New York. Il fatto che fossero classificabili come non oscene per gli adulti non avrebbe escluso un potenziale danno nei confronti di soggetti di minore età.

Simpatie sono dunque state espresse nei confronti della legge promossa dal governatore della California, che imporrebbe a retailer specializzati nella vendita o nel noleggio una multa pari a mille dollari per aver venduto ad un minore titoli contenenti una lunga lista di materiali contrari allo sviluppo psichico, tra cui pornografia, omicidio, gioco d'azzardo.

La Corte Suprema dovrebbe ora raggiungere un verdetto entro la prima metà del prossimo anno. Appare probabile una richiesta formale alle autorità californiane che dovrebbero a quel punto dimostrare un legame diretto - presumibilmente di natura scientifica - tra un videogame violento e le turbe psichiche di un minore. Un rappresentante di ESA ha già sottolineato come queste prove manchino finora all'appello.

Mauro Vecchio
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