Editori francesi attaccano il Web

Con un'azione coordinata gli editori online francesi cercano di dominare i contenuti prodotti. Si chiama Geste l'ultima frontiera della internet incompresa. Colpi di coda di vecchi sistemi

Parigi - I siti devono assicurare pubblicamente che non posteranno sulle proprie pagine contenuti che appartengono a terzi e gli utenti devono sottoscrivere una policy con la quale si impegnano a non riprodurre senza autorizzazione informazioni contenute nei siti che visitano: questa l'essenza di GESTE, la campagna che in questi giorni vogliono far partire gli editori francesi di servizi online.

L'idea è quella di colpire la "riproduzione abusiva" di contenuti di vario genere, da articoli di informazione a saggi di settore e via dicendo. GESTE mira a realizzare una sorta di "carta della buona internet" da proporre poi anche agli editori di altri paesi. Una carta che, oltre a dettare regole per editori e navigatori, si lancia ben oltre apparendo in tutta la sua clamorosa obsolescenza: intenderebbe controllare i link ipertestuali, impedire la creazione di archivi fatti con materiali di terzi e addirittura vietare la presentazione su siti terzi di sintesi non autorizzate di servizi online.

Ciò che veramente preoccupa di questa iniziativa non sono solo i contenuti ma anche il fatto che un ampio schieramento di soggetti, di editori on e off line, sembra intenzionato a spalleggiarla.
Inutile dire che una qualsiasi regolamentazione dei link ipertestuali così come una limitazione delle presentazioni di altri siti e altri contenuti non è soltanto editorialmente pericolosa ma è anche del tutto impraticabile. La speranza, dunque, è che la duttilità della rete consenta a GESTE e ai suoi fiancheggiatori di comprendere che l'unica strada possibile è quella più indigesta alle strutturazioni esistenti, quella della condivisione dell'informazione e del sapere. Una lezione che, a quelli di GESTE, rischia di costar caro.
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