Alfonso Maruccia

Jammie Thomas, eterni ritorni

Nuovo processo lampo e nuovo verdetto per la mamma del P2P, che si vede ancora una volta comminare una multa stratosferica per aver messo in condivisione 24 brani sulla rete di Kazaa. La storia ripete se stessa, e non sembra finire qui

Jammie Thomas, eterni ritorniRoma - Jammie Thomas-Rasset e i suoi legali avevano già rifiutato l'accordo con le major per il pagamento di un risarcimento da quasi 20mila dollari, al contrario chiedendo alla giuria di valutare il danno effettivo subito dall'industria musicale. Dopo un terzo processo lampo quella stessa giuria ha stabilito invece che 24 brani messi in condivisione su Kazaa vanno compensati con 1,5 milioni di dollari da versare a RIAA e alle etichette discografiche.

Il terzo atto della lunga storia processuale di "mamma Jammie contro le major" si è dunque concluso come sempre, vale a dire con l'industria del copyright che lamenta di trovarsi sull'orlo del fallimento a causa della pirateria e con un gruppo di giurati che puntualmente disattende le raccomandazioni del giudice, comminando multe stratosferiche oggettivamente impossibili da pagare per una donna madre di due bambini che non naviga certo nell'oro.

"È il giorno della Marmotta", ha detto il giudice Michael J. Davis del Corte Distrettuale del Minnesota aprendo il terzo processo a Jammie Thomas-Rasset con gli stessi presupposti dei processi precedenti. E come nel film con protagonista Bill Murray, difesa e accusa si sono per l'ennesima volta confrontate sulla legittimità delle pretese delle major e sulla proporzionalità di una multa che nel secondo grado di giudizio era arrivata a quasi 2 milioni di dollari.
Jammie Thomas-Rasset continua a proclamarsi innocente, ma la sua difesa (curata dai legali Kiwi Camara e Joe Sibley) accoglie la responsabilità della donna nel reato di infrazione del copyright concentrandosi piuttosto sui danni realmente subiti dalle etichette. Danni che non andrebbero calcolati oltre il valore di mercato dei 24 brani condivisi su Kazaa, vale a dire 1 dollaro a brano per 24 dollari totali.

E invece, nonostante la precedente decisione del giudice Davis di ridurre la multa precedente da quasi 2 milioni di dollari a massimo 54mila biglietti verdi, anche questa volta la giuria ha chiesto una somma fuori scala: Jammie Thomas-Rasset deve pagare alle major 1,5 milioni di dollari di danni per le 24 tracce musicali di cui sopra. Una richiesta che mette in luce l'arbitrarietà della stima dei danni: la prima multa comminata a Thomas-Rasset ammontava a 222mila dollari, la seconda a 1,92 milioni e infine la terza a 1,5 milioni di dollari.

RIAA si dice ancora una volta soddisfatta della decisione della giuria, ringraziandola "per il suo servizio" e per aver "riconosciuto la gravità della cattiva condotta dell'imputata". Viste le precedenti posizioni prese dal giudice Davis, ci sono al contrario pochi dubbi sul fatto che la multa verrà ancora una volta ridotta a una somma enormemente inferiore. Resta da stabilire se questa volta Thomas-Rasset deciderà di pagare o continuerà a chiedere di ricompensare l'industria con l'equivalente del valore di mercato dei 24 brani incriminati. La guerra, anzi il giorno della marmotta, continua.

Alfonso Maruccia
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48 Commenti alla Notizia Jammie Thomas, eterni ritorni
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  • Anche il presidente della FIMI si e' pronunciato su questo episodio, naturalmente posizionato in difesa - http://nbtimes.it/?p=8108

    "Non c’è stato alcun accanimento della discografia. Alla signora Thomas era stata proposta fin da subito una transazione intorno ai 5,000 US $ per una vicenda le cui prove erano inconfutabili. D’altra parte se le prove non fossero state così schiaccianti non si capisce perché la signora Thomas sia stata condannata in ben tre giudizi diversi. Jammie Thomas è la vittima di questa vicenda, ma non è stata immolata sull’altare giudiziario dall’industria ma da chi ha voluto sfruttarla per combattere una battaglia sulla pelle della Thomas stessa".
    non+autenticato
  • ... immagino come abbiano ringraziato i membri della giuria.

    Immagino anche che non abbiano figli altimenti, probabilmente, starebbero dicendo alla giustizia americana che sperano di essere multati e trattati allo stesso modo quando toccherà a loro: se addirittura il giudice arriva a dire che si sono bevuti il cervello....

    Se vogliono ottenere il risarcimento devono dimostrare la reale portata del danno economico, ma non ne sono capaci.
    non+autenticato
  • mi ricorda un film di fantozzi...
    non+autenticato
  • 92 minuti d'applausi!
    non+autenticato
  • Sai benissimo che ti fanno pagare i danni di tutti, non si accontentano di quelli che hai causato tu...
    non+autenticato
  • Il patto è: risarcimento massimo di 24 dollari, oppure chi ha fatto causa può anche unirsi a BB e MGM.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Il patto è: risarcimento massimo di 24 dollari,

    Da pagarsi in monetine da 1 cent, preventivamente intinte in liquami di porco.
  • uuuhmm che idea...
  • E ne faccio un esempio:

    Una nota azienda per il trasporto pubblico su rotaie, nel caso in cui scrocchi un passaggio non pagando il biglietto, ti fa una multa di circa 100 euro.

    Calcoliamo la multa che dovrebbe arrivare se scrocchi 24 passaggi:

    24 * 100 = 2.400 euro

    Okey

    Una canzone costa molto meno di un biglietto del treno medio come mai fanno pagare una multa di..

    1.500.000 / 24 = 62.500 dollari

    per ogni "infrazione"?

    Anche con il cambio, rimangono comunque eccessivi.

    Ok, li ha "condivisi" con altri, ma giustifica poco la multa per un infrazione non poi così "grave".

    Insomma, ha scaricato 24 canzoni e le ha condivise, non ha certo tirato su il racket dei cd musicali copiati per i venditori ambulanti...
    non+autenticato
  • In Italia il biglietto del treno/metro costa più di un brano su iTunes, lì, negli USA, costa meno.

    Il concetto è chiaro, colpirne uno per educarne cento. C'è bisogno di mobilitazione in massa (denunciateci tutti!), per far capire che il problema non è il p2p, ma il loro MODELLO DI BUSINESS che non è profittevole, ed è invece anacronistico, e nonostante ciò riescono a guadagnare lo stesso, non certo come quando non esisteva la Rete e la pirateria come la conosciamo oggi.

    Se fossi un cittadino americano, e dopo questa vicenda saprei che potrebbe capitare anche a me, mi verrebbe da chiedere, ma le istituzioni restano a guardare, hanno preso bustarelle forse? E Obama il salvatore del popolo a che cavolo pensa?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Andreabont
    > E ne faccio un esempio:
    >
    > Una nota azienda per il trasporto pubblico su
    > rotaie, nel caso in cui scrocchi un passaggio non
    > pagando il biglietto, ti fa una multa di circa
    > 100
    > euro.
    >
    > Calcoliamo la multa che dovrebbe arrivare se
    > scrocchi 24
    > passaggi:
    >
    > 24 * 100 = 2.400 euro
    >
    > Okey
    >

    Ti anticipo che non sono contro la pirateria, ma credo di capire su cosa si basino per effettuare questo tipo di multa, per quanto possa suonare illogico.

    > Una canzone costa molto meno di un biglietto del
    > treno medio come mai fanno pagare una multa
    > di..
    >
    > 1.500.000 / 24 = 62.500 dollari
    >
    > per ogni "infrazione"?

    Se consideriamo il valore di una canzone 2E allora loro fanno 2 x 10 ^ (Numero di scaricanti) in questo modo due diventa facilmente una cifra esponenzialmente alta. (Per quanto la metodologia sia assurdamente mal pesata.

    >
    > Anche con il cambio, rimangono comunque eccessivi.
    >
    > Ok, li ha "condivisi" con altri, ma giustifica
    > poco la multa per un infrazione non poi così
    > "grave".
    >
    > Insomma, ha scaricato 24 canzoni e le ha
    > condivise, non ha certo tirato su il racket dei
    > cd musicali copiati per i venditori
    > ambulanti...
  • Una multa da 1 milione di euro e oltre per una persona normale non ha senso...è ovvio che non la pagherà mai...

    se il problema sono 20mila euro, apri un blog, chiedi aiuto...e vedrai che bene o male li raccimoli....se non tutti, almeno una parte...

    ma pensate a quello che hanno speso questi sfigati della RIAA....altro che 20mila, saranno almeno a 60-70mila....

    morale:

    spendi 60 per ottenere 20...(dopo 3 anni e senza manco gli interessi?)

    un affarone direi!

    Sorride
  • Ti dimentichi che non li hanno ancora ottenuti!

    E la signora fa bene a non pagare nemmeno i ventimila: le majors non devono avere niente.
    non+autenticato
  • giustissimo

    quanto all'idiozia: verissima, ma loro voglio che sia un caso esemplare...
    punirne uno, per..etc

    ma andassero a lavorare...
    non+autenticato
  • Per non parlare del danno d'immagine che stanno ottenendo. O forse sperano che spaventando la gente, per disincentivare gli scaricamenti, i loro affari miglioreranno? Della serie "ogni download è un acquisto mancato". Ha ragione Lady Gaga.
    non+autenticato
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