Claudio Tamburrino

Amazon, di meno per più riviste

La strategia è quella di ridurre la propria fetta di entrate per aumentare i periodici nel Kindle Store. Per cui si stanno preparando anche strumenti di pubblicazione ad hoc

Roma - Amazon abbassa la quota di royalty che terrà per sé per cercare di spingere gli editore a vendere più versioni digitali delle proprie riviste in Kindle Store.

Mentre, infatti, il mercato degli ebook sembra rispondere bene alle strategie adottate dagli operatori (saranno poco meno di un miliardo i libri digitali comprati entro la fine del 2010, con un trend che promette per il futuro ancora crescita), il volume relativo ai periodici non soddisfa Amazon che si concentra adesso nel cercare di incrementare l'offerta ad essi relativa: agli editori di riviste e giornali concederà dal primo dicembre la stessa percentuale prevista da App Store: 70 per cento all'editore, 30 per cento per sé.

Requisiti richiesti: rendere le pubblicazioni accessibili a tutti i device e applicazioni Kindle e offrirle in tutti i Paesi in cui l'editore ha diritti. La trasversalità dell'offerta, cioè la possibilità di mantenere la promessa-slogan "compra una volta, leggi dovunque", è una condizione chiave, secondo Amazon, per la diffusione della sua offerta.
Amazon sembra così aver ceduto da un lato alla competizione di Apple (con una mossa logica che permette ora agli editori di equiparare il prezzo dei contenuti su entrambe le piattaforme), dall'altro alla pressione degli editori che vedevamo nel precedente modello di ripartizione delle royalty un ostacolo alla diffusione di versioni digitali più a buon mercato.

In concomitanza con la nuova proposta agli editori, Amazon ha poi annunciato uno strumento che dovrebbe permettere agli editori di meglio interagire con la piattaforma: si chiama "Kindle Publishing for Periodicals" ed è per il momento disponibile nella versione beta.

Nel settore, su cui si gioca anche molta della competizione tra Amazon e Apple, anche a Cupertino ci sono stati non pochi ostacoli relativi alle quote da riservare agli editori, tanto che la questione ha rischiato di portare ad una rottura tra la Mela e il Time. Risolta la questione delle royalty, tuttavia, ci si attende ora da Apple una sezione in iTunes Store dedicata esclusivamente alle riviste.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
  • BusinessAmazon, vendite da record. ImprecisateDigitale batte carta, il 2010 già supera il 2009 nelle vendite di dispositivi. Ma nessun numero è in realtà stato divulgato
  • AttualitàEditoria, Apple pretenderà la sua fetta?Il 30 per cento del prezzo d'abbonamento, il 40 dei ricavi pubblicitari: indiscrezioni sulla nuova politica dei prezzi di Cupertino per le riviste distribuite via App Store. In ballo, per gli editori, la possibilità di offrire abbonamenti
  • BusinessAmazon, milioni per i pannoliniIl retailer online ha speso 540 milioni di dollari per acquisire Quidsi, società statunitense che controlla alcuni siti di e-commerce. Tra questi, Diaper.com. Ad interessare è un algoritmo per la gestione del magazzino
8 Commenti alla Notizia Amazon, di meno per più riviste
Ordina
  • ma perke serve a qualcosa leggere i giornali? si ad annoiarsi.

    con internet l informazione me la faccio da solo come anche l'opinione...ma capisco che la massa vuole essere guidata.
    non+autenticato
  • - Scritto da: iupiter
    > ma perke serve a qualcosa leggere i giornali? si
    > ad
    > annoiarsi.
    >
    > con internet l informazione me la faccio da solo
    > come anche l'opinione...ma capisco che la massa
    > vuole essere
    > guidata.

    non è che un sito o un blog debba essere per forza imparziale e senza influenze esterne, per il solo fatto che sta su Internet...
    Per non parlare dei siti di riviste e giornali, che riportano le stesse notizie del cartaceo.
    Funz
    12980
  • La strategia è quella di la propria fetta di entrate

    Secondo me manca qualcosa tra "di" e "la propria fetta".

    Potrebbe essere "allargare"?
  • A proposito di errori, non ha molto senso dire che ora e 70/30 la ripartizione se non si dice quant'era primaTriste

    l'avro' anche letto ma mica lo ricordo, pur essendo facile presupporre un 60/40
    non+autenticato
  • - Scritto da: jiraya
    > A proposito di errori, non ha molto senso dire
    > che ora e 70/30 la ripartizione se non si dice
    > quant'era primaTriste

    Questo rapporto 70/30 inaugurato da Apple con il suo AppStore e degli Apple hater tanto criticato, sta ormai diventando lo standard di tutti gli store online...

    Probabilmente prima c'erano accordi caso per caso. Tipicamente i "grandi" hanno più potere contrattuale e spuntano tariffe migliori dei "piccoli".
    La novità del rapporto 70/30 è stata proprio la "democratizzazione" del rapporto commerciale, indipendentemente da chi si ha davanti. Che mi sembra anche giusto per i piccoli produttori che così non vengono penalizzati
    non+autenticato
  • fosse pure 99/1 io sarei l uno contro apple.

    al portafogli ci tengo...prima pensavo di dover stare attento solo sull' autobus..poi ho visto i prezzi apple.
    non+autenticato
  • - Scritto da: iupiter
    > fosse pure 99/1 io sarei l uno contro apple.
    >
    > al portafogli ci tengo...prima pensavo di dover
    > stare attento solo sull' autobus..poi ho visto i
    > prezzi
    > apple.

    Perchè se vendi il tuo libro in libreria quanto pensi di prendere?
    Il 99%? Ahahah
    Se prendi il contrario del rapporto stile Apple (cioè il 30%) è già tanto, ma TAAAANTO!
    non+autenticato
  • è già tanto se ti tocca qualcosa Sorride


    - Scritto da: MacBoy
    > - Scritto da: iupiter
    > > fosse pure 99/1 io sarei l uno contro apple.
    > >
    > > al portafogli ci tengo...prima pensavo di dover
    > > stare attento solo sull' autobus..poi ho visto i
    > > prezzi
    > > apple.
    >
    > Perchè se vendi il tuo libro in libreria quanto
    > pensi di
    > prendere?
    > Il 99%? Ahahah
    > Se prendi il contrario del rapporto stile Apple
    > (cioè il 30%) è già tanto, ma
    > TAAAANTO!
    non+autenticato