Mauro Vecchio
mercoledì 10 novembre 2010

Creative Commons? A norma di legge

Violati i termini di una licenza CC. Un teatro belga è stato condannato a risarcire una band locale per aver usato senza autorizzazione un loro brano. Si tratta di un'infrazione della legge sul diritto d'autore

Roma - Si tratta di una decisione che confermerebbe il pieno valore legale di licenze libere come le Creative Commons. Un giudice belga ha infatti sottolineato come siano direttamente riconducibili al diritto d'autore. In pratica, il mancato rispetto dei possibili usi di un'opera rilasciata in Creative Commons sarebbe del tutto equivalente ad una violazione delle leggi sul copyright.

Il caso preso in esame del giudice è quello di una band locale non meglio specificata, precedentemente scagliatasi contro una società specializzata in eventi teatrali, l'ASBL Festival De Theatre De SPA. Un teatro in particolare aveva infatti preso in prestito una canzone del gruppo, modificandola in più parti per adattarla ad un messaggio pubblicitario relativo alla prossima stagione.

Lo spot era andato in onda su alcune emittenti radiofoniche locali, scatenando le ire del gruppo. I sei componenti avevano chiesto al giudice una sanzione di circa 10mila euro, in seguito alla violazione da parte della società dei termini fissati dalla licenza in Creative Commons a protezione del brano. Che prevedeva si dovesse chiedere l'autorizzazione a procedere per chiunque volesse sfruttare l'opera a fini commerciali, oltre che effettuare modifiche.Non solo. La specifica licenza autorizza il download e la conseguente condivisione delle opere solo in seguito all'attribuzione della loro paternità, indicando - magari a mezzo link - il suo autore di riferimento. Nessuno di questi termini era stato rispettato nello spot del teatro. Alla band erano poi stati offerti 1500 euro in compensazione dei danni subiti. Somma rifiutata dai sei musicisti, che avevano deciso di avviare una causa legale.

Il giudice ha così obbligato la società a versare 1500 euro per ogni termine di licenza non rispettato. Rifiutate le tesi della difesa, che aveva sottolineato come i responsabili del teatro fossero caduti in un errore in buona fede. I loro legali avrebbero dovuto conoscere i meccanismi delle licenze, essendo rappresentanti di un soggetto che lavora in ambito culturale. Negati alla band i 10mila euro richiesti: una compensazione del genere sarebbe paradossale, perché più cospicua di quella che sarebbe stata negoziata nell'ambito di un contratto fra la band e la società.

Mauro Vecchio
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79 Commenti alla Notizia Creative Commons? A norma di legge
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  • ...anche se non saprei ancora se come modello economico funzioni.


    Ma questa sentenza è un grande passo per la libertà e contro la pirateria!
    non+autenticato
  • Il valore legale di questa sentenza di questo belga è soltanto carta straccia, capito?Arrabbiato

    Uno mica può mettersi a decidere per conto suo come rilasciare le proprie opere! Il copyright lo decidono gli enti appositi, e la SIAE ne è il più fulgido esempio, capito?Arrabbiato

    Ed ora equo-compensateci a più non posso altrimenti finisce male!Arrabbiato

    Parola di SIAE
    non+autenticato
  • La licenza Creative Commons deve essere tutelata allo stesso modo di qualunque altra. Il giudice non ha fatto altro che applicare correttamente il diritto.
    Ci sono diversi "livelli" di licenza CC, e ognuno di essi stabilisce con precisione cosa sia lecito fare con l'opera e cosa no.
    Nel caso che l'autore abbia optato per una licenza che impedisce le alterazioni, ha pieno diritto di richiedere la tutela in caso di violazione.
    Qualcuno forse confonde CC con "fate quel che vi pare, per quel che me ne frega". C'e' anche un livello del genere, ma non e' l'unico.
    non+autenticato
  • appunto, la legge dovrebbe essere uguale per tutti e non fare distinzioni sulla base dei termini di licenza o ancora peggio del soggetto che mette materiale sotto licenza.

    E' una ottima notizia che sia stata imposta la CC. Ma il fatto stesso che questa sia una notizia e' preoccupante.
    non+autenticato
  • Non concordo con l'ultima frase (una compensazione di 10K€ sarebbe stata paradossale perchè eccedente il valore commerciale).

    Il risarcimento deve sicuramente prevedere una penale per chi ha violato la legge, quindi il compenso DEVE eccedere il valore che sarebbe stato trattato commercialmente.

    Altrimenti chiunque altro si sentirà autorizzato a "provarci" dato che non c'è rischio.
    non+autenticato
  • La notizia del giorno e' che e' uscito un film di animazione libero e gratuito.

    http://attivissimo.blogspot.com/2010/11/lopen-sour...

    Questo sara' il futuro.
    Produrre film di qualita' senza chiedere un centesimo e' possibile.

    Le major possono chiudere (i videotechini lo hanno gia' fatto).
  • Come notizia del giorno è un po' vecchia per la verità, Big Buck Bunny, ad esempio, è in rete già da quasi due anni e mezzo.
    non+autenticato
  • Mha... e chi li paga quelli che lavorano al film? Cioè, io che lavoro, otto e piu' ore al film, come pago affitto e cibo?

    NON è questo il futuro. Il lavoro SI paga.
  • tra l'altro, stiamo parlando di 16 mesi di lavoro, per 15 (!!!) minuti. chiunque ha una mezza idea di come funzionano le produzioni dei film di animazione, sa che è stato tutto fatto nei tempi morti durante il lavoro su altre produzioni (pagate)
  • Falso, altrimenti avrebbero usato gli stessi strumenti delle altre produzioni, e non blender.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Falso, altrimenti avrebbero usato gli stessi
    > strumenti delle altre produzioni, e non
    > blender.

    premessa, io lavoro nei vfx: il team che ha sviluppato quel corto, lavora (e viene pagato) su produzioni commerciali per pagarsi la pagnotta. hanno usato blender in quanto "fans" e per far vedere che anche con blender si può fare se proprio ti impegni un certo tipo di animazione. gli strumenti delle altre produzioni li paghi. blender, no.

    secondo punto: pixar, dreamworks ed anche molte compagnie minori, usano nel 80% dei casi, sistemi proprietari sviluppati in-house, basati su maya, nuke od altri soft. blender, non lo prenderanno mai in considerazione, perché se anche è possibile fare qualcosa di simile, non ha la stessa base utenti ed è molto più difficile raggiungere gli stessi risultati, nello stesso tempo che con maya, ad esempio.
  • Ovvio che per i film commerciali non usano blender, lo dicevo anche io. Il punto è proprio questo: se hanno usato blender, dimostrano che non l'hanno fatto con le attrezzature usate per i film commerciali.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Ovvio che per i film commerciali non usano
    > blender, lo dicevo anche io. Il punto è proprio
    > questo: se hanno usato blender, dimostrano che
    > non l'hanno fatto con le attrezzature usate per i
    > film
    > commerciali.

    Si certo, il discorso è che (soprattutto in Italia) c'è gente convinta che
    deve scaricare musica gratuitamente, guardare film gratuitamente, leggere libri gratuitamente
    cosa che in un mondo ideale (che non esiste) sarebbe anche una cosa interessante.
  • > Si certo, il discorso è che (soprattutto in
    > Italia) c'è gente convinta
    > che
    > deve scaricare musica gratuitamente, guardare
    > film gratuitamente, leggere libri
    > gratuitamente
    > cosa che in un mondo ideale (che non esiste)
    > sarebbe anche una cosa
    > interessante.

    E infatti, noi puntiamo ad ottenere un mondo ideale.
    non+autenticato
  • > Mha... e chi li paga quelli che lavorano al film?
    > Cioè, io che lavoro, otto e piu' ore al film,
    > come pago affitto e
    > cibo?

    Se a quelli che hanno fatto il film andava bene così, tu che c'entri?

    >
    > NON è questo il futuro. Il lavoro SI paga.

    È questo il futuro, invece. La vendita delle copie è finita.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > Mha... e chi li paga quelli che lavorano al
    > film?
    > > Cioè, io che lavoro, otto e piu' ore al film,
    > > come pago affitto e
    > > cibo?
    >
    > Se a quelli che hanno fatto il film andava bene
    > così, tu che
    > c'entri?

    era un progetto esterno dal loro lavoro ufficiale. anche io a volte lavoro per corti che mandiamo poi in giro per festival, fuori dal circuito commerciale. ma sono due cose diverse. nessuna post produzione commerciale usa o userà mai blender in produzione, seriamente, manca la base utenti e il programma non è abbastanza potente, modulare ed il fatto che sia gratutito non ha alcun senso

    >
    > >
    > > NON è questo il futuro. Il lavoro SI paga.
    >
    > È questo il futuro, invece. La vendita delle
    > copie è
    > finita.

    la tua visione dei film anche allora:) vaglielo a dire al panettiere che da domani non compri più il pane perché la vendita del pane è finita, ed il suo lavoro non verrà più pagato, perché TU hai diritto al pane gratuitamente. ho scritto panettiere ma potevo scrivere idraulico marmista barista
    ho prostituta. il senso discorso non cambia
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