Claudio Tamburrino

Google contro Groggle: l'accordo

L'assonanza costa il nome al sito australiano. Che si trasforma nel pių sobrio Drinkle

Roma - Groggle, il sito dell'imprenditore australiano Cameron Collie, ha raggiunto un accordo con Google: cede, in pratica, nome e dominio.

Il sito, che vuole offrire un servizio di comparazione prezzi tra bevande alcoliche vendute in una determinata zona, si era ispirato per il nome al termine grog, che in Australia e Nuova Zelanda indica genericamente una bevanda alcolica. Ora, tuttavia, dovrà cambiarlo nel più comune Drinkle.

Data l'assonanza con il più famoso motore di ricerca, infatti, da Mountain View era arrivata la richiesta di ritirare dominio e marchio, o di vedersela in tribunale. E Collie, pur ritenendo la richiesta di Google esagerata (dal momento che era altamente improbabile confondersi tra le due entità) alla fine ha ceduto.
La trattativa è durata sei mesi: dal momento che Google non si è molto mossa dalle sue posizioni originali, si dovrebbe utilizzare un altro termine. Dopo essersi visto respingere diverse soluzioni, come un disclaimer da anteporre al sito e una diversa colorazione del marchio utilizzato, alla fine è stata l'australiana a cedere, preferendo evitare il tribunale, cambiando nome e indirizzo.

Eventuali altri particolare dell'accordo sono rimasti riservati, non è dato dunque sapere se vi sia stato passaggio di denaro.

Per fortuna dei proprietari australiani, peraltro, il sito non era stata ancora inaugurato: la vicissitudine non può che avergli fatto pubblicità.

Al momento, peraltro, la piattaforma non è ancora attiva, ma l'indirizzo groggle.com.au indirizza già (e lo farà ancora per un anno) al nuovo indirizzo, su cui campeggia, accanto al nuovo nome, il simbolo "tm" che avverte che il marchio è stato depositato (come d'altronde era già stato fatto con il nome precedente).

Claudio Tamburrino
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