Mauro Vecchio

UK, la cura Mandelson al microscopio

I provider British Telecom e TalkTalk hanno ottenuto un'approfondita revisione del controverso Digital Economy Act. Si dovrà ora verificare la sua compatibilità con le attuali direttive europee

Roma - Si tratta di una decisione che potrebbe di fatto ostacolare la prossima introduzione della cosiddetta cura Mandelson al file sharing illecito. I giudici della High Court of Justice britannica inforcheranno gli occhiali, per valutare l'effettivo grado di legalità del controverso Digital Economy Act.

Una legge ampiamente contestata, in particolare dai rappresentanti di due tra i maggiori provider del paese. British Telecom e TalkTalk avevano infatti sottolineato come il testo fosse stato approvato in tempi insolitamente brevi, con appena il 6 per cento dei membri parlamentari presente al momento della trasformazione in legge.

Una posizione già assunta da un gruppo di parlamentari di Londra, scagliatosi contro una cura al P2P ritenuta draconiana, irrispettosa nei confronti dei più basilari diritti dei netizen. Gli utenti sarebbero stati disconnessi senza un'adeguata possibilità di difendersi; i più vari siti sarebbero stati inseriti in una speciale lista nera per violazione presunta del copyright.
British Telecom e TalkTalk hanno così ottenuto in aula un'approfondita revisione del Digital Economy Act, che verifichi in alcuni punti fondamentali la sua compatibilità con le leggi europee. In particolare quella con le attuali direttive sulla privacy e la protezione dei dati personali. La legge d'Albione dovrà inoltre rispondere sulle disposizioni europee in materia di commercio elettronico.

In ballo ci sarebbero - almeno secondo i due provider britannici - i diritti fondamentali di milioni di utenti, vittime potenziali di un meccanismo di legge grossolano e soprattutto circondato da un alone di incertezza. Un assunto contestato dai vertici del Department for Business, Innovation and Skills: la cura Mandelson non sarebbe solo in armonia con le leggi europee, ma anche con i diritti di consumatori e fornitori di connettività.

Le autorità d'Albione sono quindi tornate su un concetto ormai trasformatosi in una vera e propria litania. Il Digital Economy Act sarebbe fondamentale per preservare l'integrità economica dell'industria culturale nazionale, spezzando alla radice un fenomeno che ogni anno ruberebbe allo stato qualcosa come 400 milioni di sterline.

Dello stesso avviso i rappresentanti della British Phonographic Industry (BPI), che hanno sottolineato come i tentativi di British Telecom e TalkTalk siano destinati al fallimento. La cura Mandelson avrebbe dovuto iniziare a guarire il copyright britannico agli inizi del 2011. La revisione dell'alta corte è prevista per il prossimo febbraio. Che il governo di Londra debba già cercare un nuovo vaccino?

Mauro Vecchio
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