Claudio Tamburrino

Tetris, una cura contro i flashback?

L'impegno visivo-spaziale che necessita diminuirebbe il sintomo principale delle condizioni di stress successivo ad un trauma

Roma - Un esperimento che ha il sapore delle torture mostrate in Arancia Meccanica ha dimostrato che il longevo Tetris, oltre ad essere in grado di intrattenere generazioni di videogiocatori, può avere un ruolo terapeutico preventivo in specifiche situazioni come nel disturbo post traumatico da stress (DPTS).

Il DPTS è l'insieme delle forti sofferenze psicologiche che segnano la psiche in seguito ad un evento traumatico, catastrofico o violento. Fra i sintomi principali l'esperienza di brevi flashback del trauma abnorme subito.

La dottoressa Emily Holmes dell'Università di Oxford ha cercato di ricreare le condizioni inducendo i flashback a 60 cavie cui sono stati mostrati video di incidenti stradali, affogamenti e operazioni chirurgiche: 20 partecipanti, poi, sono stati scelti a caso per giocare dieci minuti, nella mezz'ora immediatamente successiva alle immagini forti, a Tetris. Il risultato è stato che nelle settimana successive loro subivano meno flashback e punteggi più bassi nel test di valutazione DPTS.
L'utilizzo dello storico videogame, infatti, secondo la dottoressa Holmes occupa le risorse cerebrali impiegate nel processo visivo-spaziale: in questo modo diminuirebbe la capacità di ricordare le forti componenti visive che possono involontariamente creare flashback, non intaccando peraltro la memoria.

Oltre a Tetris alcuni dei volontari sono stati sottoposti, dopo le immagini traumatiche, al gioco Pub Quiz Machine 2008 (una serie di quiz) che sembra tuttavia incrementare la frequenza dei flashback. Tetris, al contrario, è stato trovato efficace "se giocato entro le sei ore critiche successive al trauma".

Il videogioco vintage non ha specificità curative, ma rappresenta semplicemente un impegno visivo-spaziale per il cervello: un intervento cognitivo non invasivo che, distraendo il cervello e permettendo di diminuire i flashback che altrimenti si subiscono nelle settimana immediatamente successive al trauma, potrebbe essere utilizzato come trattamento preventivo (da affiancare ad una specifica - successiva - psicoterapia psicotraumatologica).

Claudio Tamburrino
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5 Commenti alla Notizia Tetris, una cura contro i flashback?
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  • ...non credo che qualcuno a 6 ore da un trauma psicologico grave abbia gran voglia di mettersi a giocare a Tetris...
    Funz
    12995
  • situazione parecchio diversa, ma io tanti anni fa, avevo pasticciato un po' con l'LSD. Senza voler ripercorrere qui tutta la storia, posso solo dire che Doom per me è stato abbastanza terapeutico: finché sparacchiavo niente flashback o pensieri. Il cervello aveva altro fa fare.
    Mi era venuto in mente l'altro giorno - in tutt'alto contesto - di usare i videogiochi - diciamo qualcosa di più moderno - anche per disturbi complusivi, tipo i giocatori incalliti delle slot machine.
    Secondo me funziona. Ma il vizio io non ce l'ho. Quindi solo un'idea. Magari trovate un conoscente che faccia da cavia.
    Quando dico che funziona intendo dire che non è una cura, né per i flashback dell'LSD - che avranno bisogno del loro tempo per squagliarsi del tutto; né per i giocatori di slot machine o per chi soffra di disturbi post-traumatici, che andranno accompagnati anche da che ne so, da psicoterapia, ecc. Dico solo che i videogiochi possono secondo me alleviare i sintomi (come detto nell'articolo) o di rovinarsi un po' meno (nel caso delle slot) finché i disturbi non sono curati.
    non+autenticato
  • semplicemente proprio perché tengono il cervello occupato in altre attività per un periodo abbastanza lungo
  • Interessante, grazie della risposta
    Non sapevo che l'LSD avesse effetti simili, spariscono mai del tutto?
    Funz
    12995
  • di solito infatti non li ha. E nel caso, di solito spariscono pure. Piuttosto rapidamente. A me sono spariti. Diciamo in tre mesi? boh... erano tanti anni fa. Non mi ricordo. Cmq periodo orrendo. Non che vivessi dentro a continui flashback, ma il solo fatto che arrivassero quando meno me lo aspettavo di fatto mi limitava di parecchio.
    non+autenticato