massimo mantellini

Contrappunti/ L'apertura di Facebook

di M. Mantellini - Cambio di passo e di prospettiva? Fino a oggi l'avvento di Facebook non ha cambiato drasticamente il modo di comunicare in Rete. E l'email, la vecchia email, anche questa volta sopravviverà

Roma - Quindi, alla fine, la grande muraglia cinese che Facebook ha pazientemente costruito in questi anni sembra destinata ad essere dimenticata? Come certi errori di gioventù che si fatica a riconoscere come propri? Facebook è nato ed è cresciuto dentro l'ossessione di una nuova riservatezza. Era il requisito indispensabile per la sua crescita, per essere riconosciuto dagli utenti come un luogo nuovo per le proprie relazioni di rete, la costruzione di uno spazio recintato dove sentirsi contemporaneamente al sicuro e liberi di esprimersi, protetti da una piattaforma impermeabile ai motori di ricerca e, per una volta, giocata sul patto della riconoscibilità anagrafica e sociale.

Ognuno di noi è se stesso su Facebook, con il proprio nome e cognome (o almeno così doveva essere) e non assomiglia al solito cane della famosa vignetta, protetto dallo schermo del proprio terminale internet dalle mille curiosità altrui. Per un certo periodo questa alterità di Facebook è stata contemporaneamente molto originale e un po' ridicola, fino al punto in cui un link ad una pagina web creato dentro la piattaforma generava un messaggio di avviso del tipo "attenzione stai uscendo da Facebook"; era, senza accorgersene, la versione elettronica di un'altra famosa battuta, quella del giornale londinese che titola "Nebbia sulla manica, il continente è isolato".

Per qualche tempo l'ipertrofia gigantesca del numero dei suoi iscritti ha consentito a Facebook di continuare a ragionare come se Facebook fosse un universo a sé stante dentro la rete Internet: 500 milioni di profili che, non infrequentemente, specie in paesi con bassi tassi di crescita di Rete come il nostro, hanno davvero creato migliaia di nuovi utenti minimamente consci di cosa esistesse fuori dai confini del proprio social network preferito.
Poi, lentamente e per fortuna, la muraglia di Facebook ha iniziato a fare i conti con il resto della Rete, gli alert sono scomparsi e il social network ha iniziato a ostacolare sempre più vistosamente le aspettative di privacy dei propri utenti e a vendere dati e status update ai motori di ricerca come chiunque altro. Non poteva del resto essere altrimenti, visti gli infruttuosi e ripetuti tentativi di monetizzare diversamente i profili della clientela rimanendo dentro i confini confortevoli del social network. E oggi l'annuncio dell'apertura di una webmail che faccia concorrenza a Gmail è tanto significativa nella logica del ritorno di Facebook verso la rete Internet da assomigliare ad una cattiva idea. Anche se si parte da 500 milioni di utenti, anche se Microsoft darà una mano.

Chi segue le cose di Internet ricorderà perfettamente le ricerche e gli studi sulla fine della posta elettronica, strumento reietto e mille volte sbeffeggiato negli ultimi anni per lo meno dall'utenza più giovane della Rete. La posta elettronica depressa dallo spam, bruciata sul tempo dalla freschezza sincrona dei sistemi di messaggeria e poi, infine, definitivamente affondata dalla posta interna di Facebook, nuovo standard de facto - diceva qualcuno - della comunicazione testuale ai tempi delle reti sociali.

Impossibile non farsi venire alla mente il Mark Zuckerberg immaginato da Aaron Sorkin in "The Social Network", pellicola nelle sale cinematografiche in questi giorni: un bravo ragazzo in fondo, altalenante fra autismo e grande talento, fra arroganza e sensibilità infantile, con tutto il corteo di immense complessità che circondano e complicano in un istante una grande idea esplosa fra le mani.

Il percorso di Facebook in questi anni risolve questa ambiguità, la declina nel solito altalenare fra esigenze di protezione e esposizione pubblica, fra la costruzione di una nuova rete indifferente alla Internet conosciuta e il desiderio sempre più forte di esserne parte attiva: la presentazione della webmail annunciata per oggi serve se non altro a dismettere ogni dubbio sul proprio vizio di immaginarsi differenti.

Facebook è tuttora una grande startup, ancora senza troppe idee su come fare i soldi, eppure i commentatori di tutto il mondo parlano in questi giorni di un nuovo dualismo con Google per la conquista della rete Internet. Forse è presto per dirlo, forse l'annuncio di un nuovo servizio di posta elettronica non è sufficiente per immaginarlo. Più probabilmente Facebook da oggi inizia a raccontare se stessa per quello che è sempre stata. Una azienda Internet come tante altre: con molti utenti in più e idee ancora stabilmente confuse su cosa fare da grande. Esattamente come accade con Google l'unica cosa certa è che anche Facebook crescerà o perirà maneggiando i nostri dati, le nostre foto, i nostri pensieri. Ed esattamente come accade con Google questa non è del tutto una buona notizia.

Massimo Mantellini
Manteblog

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32 Commenti alla Notizia Contrappunti/ L'apertura di Facebook
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  • Il futuro è MySpace.
    www.myspace.com
    non+autenticato
  • - Scritto da: Campione di riserva
    > Il futuro è MySpace.
    > www.myspace.com

    Fantascienza?
    non+autenticato
  • Perchè Google non compra Facebook?! Cosa aspetta?!
    Anche ad una cifra folle la comprerei sen fossi al posto di BigG
    non+autenticato
  • 1 - dubito che gliela vendano
    2 - andrebbe in contro a una causa antitrust che dubito vincerebbe
  • Dal mese scorso la società per cui lavoro ha implementato regole per la navigazione chiudendo Facebook etc etc.   Bimbiminkia in lacrime ma notevole incremento della produttività...
    non+autenticato
  • - Scritto da: il turista
    > Dal mese scorso la società per cui lavoro ha
    > implementato regole per la navigazione chiudendo
    > Facebook etc etc.   Bimbiminkia in lacrime ma
    > notevole incremento della
    > produttività...

    Il favore in questo caso lo hanno fatto anche ai dipendenti.
    non+autenticato
  • non sapevo che i bimbiminkia avessero un lavoro serio.
    Pensa te.

    Le aziende italiane usano i bimbiminkia come forza lavoro...
    Poi si lamentano del fallimento: adesso ho una ragione in piu sui vari perchè.

    Bravi imprenditorucoli delle mie suole.
    non+autenticato
  • anche il mio netgear dg834g lo fa, basta bloccare "*facebook.com*", piuttosto il problema è quando ci accedi con hidemyass.com che critta anche l'url.
    Dovresti bloccare qualunque sito di proxy.
  • In quella dove lavoro io l'accesso a Internet è sempre stato chiuso, salvo che per un numero di persone pari a meno del 5% del personale, e in base all'attività lavorativa svola.
    L'accesso è consentito a tutti invece per siti che sono ritenuti di interesse aziendale (ci sono anche dei giornali, tra l'altro..)
    non+autenticato
  • >Facebook è tuttora una grande startup,
    >ancora senza troppe idee su come fare i
    >soldi, eppure i commentatori di tutto il
    >mondo parlano in questi giorni di un nuovo
    >dualismo con Google per la conquista della
    >rete Internet.

    Facebook ha le idee chiarissime su come fare i soldi, li fa già da tempo. Probabilmente anche piu' chiare di Google, che al momento non riesce a monetizzare niente oltre adword.

    Chi conosce il mercato della pubblicità sa quanto sia importante indirizzare le campagne pubblicitarie verso il target prescelto. Facebook permette di fare cio' ad un livello di granularità che Google si sogna.

    Leggete questo e capirete perchè Facebook ha concrete possibilità di durare a lungo e diventare un serio concorrente per Google.

    http://www.wired.com/epicenter/2010/11/google-fear...
    non+autenticato
  • Scusa ma se si parla di monetizzazione sulla pubblicità FB rispetto a Google è più che una startup ed ha sicuramente meno informazioni dato che Google può contare sul suo motore di ricerca per reperirle.
  • 600.000.000 di account... beh sembra abbastanza per avere informazioni...
    non+autenticato
  • Il motore di ricerca più usato al mondo più posta picasa maps e non so quanta altra roba...direi che è abbastanza di piùOcchiolino
  • Account con descrizione di gusti, età, interessi che permettono di mirare con notevole precisione il marketing degli inserzionisti.
    Google ha i motori di ricerca, sa cosa viene cercato, ma non sa chi sono e come raggiungerli con pubblicità mirata.
    Ecco perchè FB rischia di dare un serio fastidio a Google.
    non+autenticato
  • > Google ha i motori di ricerca, sa cosa viene
    > cercato, ma non sa chi sono e come raggiungerli
    > con pubblicità
    > mirata.

    Si che lo sa, attraverso la login.

    È sufficianete che un utente acceda ad un servizio e non cancelli il cookie per essere perfettamente tracciato, sia quando usa Google che anche quando non ci accede, visto che hanno comprato doubleclick.

    Con Chrome poi si inizia ad accedere a Google alla prima lettera che si mette nella barra degli indirizzi anche se vuoi andare direttamente al sito della tua banca e in ogni caso se lasci attivo il flag del controllo antiphishing tutta la cronologia di navigazione passa per i loro server.

    La Mail invece è letta da Robot ma i contenuti non possono essere venduti nè essere letta da esseri umani, perché la posta (PRIVATA) è protetta dal quinto emendamento. I messaggi Privati di Facebook per quello che ne sò non sono nemmeno considerati POSTA ma contenuti e quindi anche il contenuto in teoria è accessibile dall'azienda.
    non+autenticato
  • Genere, età, indirizzo esatto, livello di istruzione e reddito, gli interessi propri e del proprio gruppo di amici.
    Tutte informazioni fondamentali per indirizzare al meglio una campagna pubblicitaria. Tutte informazioni che Google non ha o non puo' usare.
    non+autenticato
  • Secondo me il miglior veicolo di pubblicità resta il motore di ricerca: se hai bisogno di qualcosa o semplicemente cerchi informazioni non accedi a facebook ma apri la pagina di google, scrivi quello che ti interessa e google oltre ai risultati della ricerca ti da la pubblicità di quello che cerchi quando lo cerchi. A parer mio non c'è metodo più preciso.
  • Google quelle informazioni le ha tutte, se usi un account GMail e nel frattempo navighi...
    Sa chi sei e ti fa una profilazione perfetta. Oltre al fatto che legge nelle tue mail (si, niente privacy. Come e peggio di Facebook) e aggiunge pubblicità mirata a seconda delle keyword usate.
    La cosa che mi fa incazzare è che analizza pure la mia mail se la mando a un destinatario GMail. E io non ho accettato nessun contratto che dice che mi possono profilare...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mettiuz
    > Secondo me il miglior veicolo di pubblicità resta
    > il motore di ricerca: se hai bisogno di qualcosa
    > o semplicemente cerchi informazioni non accedi a
    > facebook ma apri la pagina di google, scrivi
    > quello che ti interessa e google oltre ai
    > risultati della ricerca ti da la pubblicità di
    > quello che cerchi quando lo cerchi. A parer mio
    > non c'è metodo più
    > preciso.

    non proprio, gli adolescenti odierni invece di google utilizzano facebook per cercare le persone (e non solo, testato personalmente su un gruppo di 16enni)
    non+autenticato
  • E come sempre per arrivare a facebook cercano su Google anche se conoscono l'indirizzo, anche questo lo puoi riscontrare in un gruppo di sedicenni
  • Io l'ho visto come un altro modo per prendere informazioni dagli utenti.
    Prima mappavano solo le informazioni scambiate dentro fb. Ora mapperanno anche quelle da e verso l'esterno.
    In pratica, anche se io non sono su fb, se un mio amico mi manda email loro sapranno che siamo amici, che magari ne abbiamo in comune e così via.
    Forse adotterò una soluzione drastica: bloccherò tutte le mail provenienti da @facebook.com.
    Forse rimarrò isolato dal mondo intero ma è pur sempre vero che lo sono già: io in fb non ci sono...
    non+autenticato
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