Mauro Vecchio

Kin, risveglio dalla tomba mobile

Torneranno sul mercato i due socialfonini Turtle e Pure, terminati nella scorsa estate da Microsoft dopo un clamoroso fiasco commerciale. Il carrier Verizon accantonerà costosi e obbligatori piani tariffari. A cosa serviranno allora?

Roma - Si tratta di un ritorno del tutto inatteso, quasi un risveglio dall'oltretomba mobile. Ad annunciarlo tra lo sbigottimento generale è stato il sito PPCGeeks, che ha pubblicato online un documento relativo ai nuovi device offerti dal carrier statunitense Verizon Wireless. Una nutrita schiera di smartphone, alcuni già presenti sul mercato, altri in arrivo per le prossime festività natalizie.

La sorpresa è arrivata in fondo all'ultima pagina: adolescenti e giovani adulti a stelle e strisce potranno nuovamente contare sulle prestazioni social di Kin One e Kin Two. Ovvero i due piccoli e tondeggianti dispositivi all'improvviso terminati da Microsoft, tagliati fuori dal mercato nella scorsa estate dopo un tonfo clamoroso. Anche chiamati Turtle e Pure, i due socialfonini di casa Redmond avevano venduto in terra statunitense tra le mille e le 10mila unità.

Una distribuzione mai decollata, principalmente a causa di un piano tariffario troppo costoso. Verizon Wireless aveva infatti obbligato gli utenti statunitensi a pagare un minimo di 30 dollari per poter navigare ogni mese. Nemmeno con la capacità di inviare un numero illimitato di messaggi di testo. Secondo le indiscrezioni, il carrier a stelle e strisce ha deciso di tornare a vendere i due Kin (ora soprannominati Kin Onem e Kin Twom) senza obblighi di sottoscrizione.
Una mossa apparentemente senza senso alcuno. Microsoft aveva infatti spinto sul mercato le sue due piccole creaturine mobile a partire da una serie di feature social offerte agli utenti più giovani. Come ad esempio quella relativa al costante aggiornamento sul display dell'infinito flusso di Facebook. La feature pare essere stata eliminata da Verizon Wireless, dal momento che sarebbe del tutto inutile in mancanza di connettività.

La sensazione comune sembra assegnare a BigM un ruolo del tutto superificiale in questa inattesa resurrezione. Pare che l'azienda di Redmond abbia concesso a Verizon Wireless la facoltà di aggiornare i due socialfonini, per poi metterli nuovamente sul mercato in maniera del tutto indipendente. Alcuni hanno invece sottolineato come il carrier statunitense voglia solo disfarsi di - a questo punto cospicue - riserve di magazzino.

Adolescenti e giovani adulti potranno comunque decidere di sottoscrivere abbonamenti più economici - si parla di 15 dollari - per la navigazione in mobilità. Una mossa che pare a questo punto obbligata, almeno se si vuole usufruire dei principali servizi offerti da qualsiasi altro smartphone. Altrimenti si potrebbe sempre affermare di possedere un telefonino che viene direttamente dall'inferno (commerciale).

Mauro Vecchio
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