Alfonso Maruccia

Internet è tutta un trend

Statistiche sulla rete, i netizen, i dispositivi di accesso e i trend di sviluppo di Internet. Con un focus tutto particolare sulla repentina crescita del settore mobile

Roma - Mary Meeker, l'analista di Morgan Stanely nota per essere stata soprannominata la "Regina della Rete" in tempi non sospetti, ha presentato la sua ultima raccolta di statistiche telematiche al Web 2.0 Summit di San Francisco. Nei numeri sciorinati da Meeker si specchiano i trend di crescita di Internet nelle varie zone del mondo, la rutilante corsa dei sistemi operativi mobile e il prossimo sorpasso degli smartphone sui PC propriamente detti.

La presentazione di Meeker, titolata "Dieci Domande che i dirigenti di Internet dovrebbero fare e a cui dovrebbero rispondere", spiega che la quasi maggioranza dei netizen mondiali (46%) risiede in soli cinque nazioni, vale a dire gli USA, la Russia, il Brasile, la Cina e l'India. La Cina è in testa in quanto a popolosità di utenti telematici (384 milioni), superando di gran lunga gli Stati Uniti (240 milioni) che restano comunque in testa in quanto a percentuale di penetrazione dell'accesso alla rete (76% contro il 29% della potenza asiatica).

Ci sono la bellezza di 670 milioni di utenti di connessioni 3G nel mondo, dice Meeker, e non a caso il mobile rappresenta uno dei fattori di maggior cambiamento della rete degli ultimi anni. La diffusione di iOS in particolare cresce a ritmi vertiginosi, avendo già raggiunto i 120 milioni di utilizzatori in soli 13 trimestri e molto più velocemente di quanto siano riusciti a fare in passato Netscape, AOL o NTT DoCoMo.
Il mobile rappresenta il futuro della rete, dice ancora Meeker, e al mobile basteranno appena cinque anni per raggiungere la stessa percentuale del mercato al dettaglio conquistata dall'e-commerce informatico nel triplo del tempo (5%). Un'importante conseguenza di questo mutamento tecnologico sarà il sorpasso dei PC (desktop e laptop) da parte degli smartphone commercializzati, sorpasso che secondo Meeker avverrà nel 2012 con 400 milioni di "telefonini intelligenti" messi in vendita contro i 200 milioni scarsi dello scorso anno.

Una stima che somiglia molto più a una velata minaccia per chi ha ancora cara la privacy online è la "sotto-monetizzazione" del cosiddetto Cost per impression (CPM) su Facebook, che al momento vale appena 0,55 dollari ma che dovrebbe "normalizzarsi" nel corso dei prossimi anni. Facebook ha a disposizione uno degli asset meno sfruttati economicamente della rete, spiega Meeker, ma le cose sono giocoforza destinate a cambiare quanto prima.

Alfonso Maruccia
3 Commenti alla Notizia Internet è tutta un trend
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  • Gentilmente qualcuno mi puo' spiegare cosa esattamente si intende con la frase

    "Una stima che somiglia molto più a una velata minaccia per chi ha ancora cara la privacy online è la "sotto-monetizzazione" del cosiddetto Cost per impression (CPM) su Facebook"

    Cosa hanno in comune il Cost per impression e la privacy?

    E perche' dovrebbe esserci una "sotto-monetizzazione" (che non per fare il pignolo ma non e' una traduzione molto riuscita) del CPM su Facebook?
    non+autenticato
  • a. http://en.wikipedia.org/wiki/Cost_per_impression come si vede dal link per valutare la qualità della tua campagna marketing devi in qualche modo capire cosa hanno fatto gli utenti..ma questo ha un legame con la privacy più che evidente!!

    b. sotto-monetizzazione : FB non è una "spa" quindi non ha un obbligo per dichiara il suo bilancio, ma la realtà è che gli ultimi anni è in perdita! Questo significa che la pubblicità su fb non rende tanto (infatti ci sono stati dei tentativi per miglioramenti, vedi Boacon-o come si chiamava- dove fb cercava di migliorare la sua comprensione degli utenti per offrire anche la migliore soluzione/pubblicità) Anche in questo caso il discorso privacy è molto legato...

    Spero di aver spiegato tutto in modo chiaro,
    Ciao!

    P
  • Sì però non facciamo confusione...

    CPM = prezzo prestabilito che Facebook chiede PRIMA di pubblicare le campagne. Quello che fanno gli utenti successivamente, si può valutare contando i clic, le vendite, l'aumento di notorietà del marchio o per esempio con indagini statistiche come quelle che si fanno sugli spot televisivi dopo ola loro messa in onda. In questo caso la privacy persa è nella norma.

    eCPM = prezzo ricavato da un calcolo DOPO che Facebook ha già venduto i suoi spazi a un costo per clic o per action. Un eCPM basso significa che cliccano in pochi e quindi Facebook dovrà utilizzare i dati degli utenti per definire meglio il target facendo così aumentare il numero dei clic. In questo caso la privacy è più a rischio.
    non+autenticato