La Cina dichiara guerra al file-sharing

Tasse mostruose su ogni singolo pezzo scambiato o scaricato oppure un forfait del dieci per cento sulle entrate. Ecco come il governo cinese si appresta a far cessare il download di musica a sbafo

Pechino - "I servizi gratuiti devono cessare ogni attività. Chiederemo alle aziende Internet qualche cambiamento". Così il sottosegretario al Copyright cinese, Qu Jingming, ha sintetizzato per il China Daily la crociata che il governo di Pechino ha avviato contro i servizi che consentono agli utenti cinesi di scambiarsi file senza pagare royalty ai produttori.

A finire nel mirino delle autorità sono siti come Netease che mettono a disposizione del pubblico ampi cataloghi di file musicali e software che, sul modello di un "Napster cinese", possono essere scambiati dagli utenti.

L'iniziativa, che si inquadra nel tentativo della Cina di dimostrare alle industrie straniere che al copyright ci tiene, non tocca però il floridissimo commercio di cd-rom, cassette audio e video pirata che da anni circolano nelle strade di tutte le maggiori città cinesi.
Internet è però la nuova frontiera e consente scambi che, sebbene limitati nel numero a causa della diffusione non ancora eccezionale dell'accesso in Cina, non possono essere controllati dalle autorità.

L'idea di Qu Jingming sembra essere quella di imporre una "tassa" del 10 per cento sulle entrate delle aziende che consentono agli utenti di accedere a musica protetta da copyright oppure di costringere al pagamento dell'equivalente di circa 4mila lire per ogni singolo pezzo scambiato...

Netease è uno dei primi servizi a finire nel mirino anche per la sua partnership con un sito taiwanese: insieme mettono a disposizione circa 10mila titoli di musica locale.
TAG: censura
6 Commenti alla Notizia La Cina dichiara guerra al file-sharing
Ordina
  • Se puo' essere utile questo e' il mio punto di vista, abito a Shanghai da un anno e mi sento abbastanza dentro la cosa.
    Effettivamente uno dei piu' grossi problemi per il governo cinese e' il mancato rispetto del copyright che avviene a tutti i livelli, dalla vendita pubblica, palese, alla luce del giorno di CD di musica occidentale e locale copiati e di VCD con film appena usciti fino al file sharing. Questo e' molto "imbarazzante" in vista di un entrata nel WTO e quindi il governo e' chiamato a prendere una posizione ufficiale di non tolleranza. Di fatto l'accesso a Internet e' molto piu' diffuso di quello che si pensi, sopratutto tra i giovani. Io mi collego a internet pagando solo la telefonata urbana (molto economica) e senza essermi dovuto registrare fornendo i miei dati ad alcuno. tutti gli utenti usano la stessa password e stessa userid, quindi il controlla di cosa facciano i singoli utenti diventa molto blando. Tutti i siti sono accessibili e con napster o winmx e' possibile scaricare tutta la musica che si vuole (il governo cinese non puo' esercitare nessun controllo su server che si trovano al di fuori del suo territorio). Il caso dei siti con cataloghi sterminati di MP3 e' diverso. Netease e' uno dei maggiori portal e ISP cinese, cosa succederebbe in Italia se Tiscali mettesse sul proprio portale un database di 10000 titoli di musica italiana direttamente scaricabile?! O se questo lo facesse Virgilio? Non si tratta di guerra ai siti underground, questi ci saranno sempre in Italia, in Cina e in tutto il mondo! Il governo cinese ha solo deciso ufficialmente di non tollerare piu' che questo scambio di file avvenga cosi' alla Luce del Sole su dei portali a livello nazionale. Tra l'altro Questo non e' file sharing (chi lo potra' mai fermare?) ma qualcosa di illegale che veniva commesso troppo apertamente. E adesso torno a scaricare musica con Winmx.
    Buona giornata a tutti!
    non+autenticato
  • Salve gente.

    Se io apro un sito in USA, sono Statunitense, nato in USA; prendo 3 collaboratori che sanno il Cinese / Giapponese / Coreano / Taiwanese (cazzo che gente che conosco io eh!) che mi seguano per i contenuti, la lingua ecc.
    E poi metto in piedi una cosa che non sta bene alla Cina...

    La cina che mi può fare?
    Io faccio.
    Poi i Cinesi vari si servono del mio sito.
    A parte attacchi di hacking (da quali comunque mi posso difendere con la mia perizia... facciamo finta) ... che possono fare?

    non+autenticato


  • - Scritto da: Rage Against The Machine
    > Salve gente.
    >
    > Se io apro un sito in USA, sono
    > Statunitense, nato in USA; prendo 3
    > collaboratori che sanno il Cinese /
    > Giapponese / Coreano / Taiwanese (cazzo che
    > gente che conosco io eh!) che mi seguano per
    > i contenuti, la lingua ecc.
    > E poi metto in piedi una cosa che non sta
    > bene alla Cina...

    Cioè un sito porno....

    >
    > La cina che mi può fare?
    > Io faccio.
    > Poi i Cinesi vari si servono del mio sito.
    > A parte attacchi di hacking (da quali
    > comunque mi posso difendere con la mia
    > perizia... facciamo finta) ... che possono
    > fare?

    Semplice, a te nulla, tanto sono già un fracasso i siti che contengono materiale illegale in cina.
    Semplicemente, sai che hanno dei collegamenti monitorati, per i quali possono escludere il tuo server dalla vista di internet all'interno della cina.
    Se poi i contenuti sono offensivi o contro il governo cinese... allora facile che chiedano alle autorità americane di intervenire, e queste, per evitare di aumentare la tensione con la cina, e visto che sei uno qualunque, ti faranno chiudere il sito.
    A meno di un accentuarsi della tensione, in qual caso per ripicca con il governo cinese oltre che non farti chiudere ti darebbero anche finanziamenti nascosti..... inipendentemente da quello che c'è scritto nel sito.
    Qui siamo in Politica. e la mia è un'opinione. Nessuno sa che cosa bolle nelle fertili menti dei politici, capaci di creare casino dal nulla.
    non+autenticato
  • A quando l'iscrizione della Rosen al partito Maoista?
    non+autenticato

  • a parte questo della Rosen... che non mi sembra c'entri... "- Scritto da: FD
    > A quando l'iscrizione della Rosen al partito
    > Maoista?"

    ma il titolo mi ha attizzato:
    è abbastanza chiaro che il file sharing "condivisione" ... altro non è se non comunismo: mettere in comune, condividere fra tutti.

    Ebbene... la Cina, dove dovrebbe vigere il comunismo più assoluto... mette avanti reloge che sarabbero da imputare alle peggiori dittature fasciste, di destra, dove di solito sta il ricco, il padrone... il capitalista.

    Questo me la dice lunga su fascismo e comunismo: sono identici, per la popolazione: il risultato di un estremo è sempre la limitaziione della libertà della massa dei comuni individui, in favore dei pochi oligarchi.

    Sono sempre stato per la proprietà.
    Ma dal difendere la mia casa a difendere miliardi di guadagni fatti sulla testa di chi lavora per te... forse mi sa che adesso divento ROSSO ROSSO ROSSO.

    ... pensavo... MA SE IN CINA SONO DIVENTATI COSI' ... ????

    ANARCHY!
    non+autenticato


  • - Scritto da: (A)
    >
    >
    > Questo me la dice lunga su fascismo e
    > comunismo: sono identici, per la
    > popolazione: il risultato di un estremo è
    > sempre la limitaziione della libertà della
    > massa dei comuni individui, in favore dei
    > pochi oligarchi.
    >
    > Sono sempre stato per la proprietà.
    > Ma dal difendere la mia casa a difendere
    > miliardi di guadagni fatti sulla testa di
    > chi lavora per te... forse mi sa che adesso
    > divento ROSSO ROSSO ROSSO.
    >
    > ... pensavo... MA SE IN CINA SONO DIVENTATI
    > COSI' ... ????
    >
    > ANARCHY!


    Fra una dittatura fascista e una comunista ci passa in mezzo un mare, quello della democrazia. Che funziona, ti assicuro, a patto che i politici non siano (troppo) corrotti.

    Perchè andare a cercare sempre soluzioni estreme?
    non+autenticato