Cristina Sciannamblo
venerdì 26 novembre 2010

Cellulare o ADSL aziendale, si può usare

Una sentenza della Cassazione ammette l'uso privato di telefono aziendale e connessione a Internet nella pubblica amministrazione. Purché i costi siano ragionevoli

Roma - Utilizzare il telefonino aziendale o la connessione a Internet per scopi privati non prefigura reato secondo la Corte di Cassazione. Ma solo a patto che le spese siano contenute.

La Suprema Corte ha confermato il non luogo a procedere pronunciato dal giudice dell'udienza preliminare di Verbania nei confronti di un dirigente dell'Ufficio tecnico del comune di Stresa, accusato di peculato per aver usato il cellulare di lavoro per mantenere contatti con i suoi amici e familiari. Inoltre, l'indagato si era collegato a Internet in ufficio per ragioni del tutto personali.

Secondo il giudice di merito, la reiterazione delle condotte "comportavano modesti costi" e, dunque, era rilevabile "l'assenza di atti appropriativi di valore economico sufficiente per la configurabilità del delitto di peculato". Secondo tale orientamento non è configurabile neppure il reato di abuso d'ufficio, poiché manca l'elemento costitutivo del reato, consistente nell'"ingiusto vantaggio patrimoniale rappresentato da un effettivo e concreto incremento economico del patrimonio del beneficiato quale conseguenza della condotta abusiva". Stesso discorso per l'uso della rete Web, poiché il Comune aveva un abbonamento a costo fisso per la navigazione. Tirata in causa dal procuratore generale di Torino e dal procuratore capo di Verbania, discordi con la decisione del giudice preliminare, la Corte di Cassazione, attraverso la sesta sezione penale, ha respinto i ricorsi, confermando (sentenza 41709/10) sostanzialmente l'interpretazione del giudice. Secondo Piazza Cavour, tutte le sentenze pronunciate "sono concordi nel ritenere che danni al patrimonio della pubblica amministrazione di scarsa entità finiscono per essere irrilevanti per rivelarsi le condotte inoffensive del bene giuridico tutelato". Nel caso di specie, si parla di una spesa di circa 75 euro di credito telefonico consumato entro un arco temporale di due anni, per contatti di breve durata con un numero ristretto di persone. Tali considerazioni si adeguano facilmente anche all'uso della connessione a Internet, dato che il Comune aveva stipulato con un operatore telefonico un abbonamento di tipo flat.

Dunque, secondo i massimi giudici italiani, l'uso privato dei servizi della pubblica amministrazione non cosituisce necessariamente un reato. È tutta una questione di proporzioni: laddove non viene ravvisato un concreto incremento economico da parte dell'indagato, quindi un vantaggio ingiusto, si è di fronte a un comportamento lecito.

Cristina Sciannamblo
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37 Commenti alla Notizia Cellulare o ADSL aziendale, si può usare
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  • Il problema, a mio avviso, non e' il costo di connessione o i consumi telefonici, che peraltro entrano comunque in gioco; il nocciolo e', invece, i costi nascosti che l'amministrazione pubblica deve sostenere per il fatto che un dipendente, invece di lavorare, fa i fatti suoi. E nei costi nascosti, oltre il netto di stipendio per il tempo perso vanno aggiunti tasse, contributi, addizionali quali tredicesime, quattordicesime, ferie e permessi, che vengono maturati in ragione dell'orario di lavoro imputato e non svolto; mettiamo i danni di immagine e di perdita di efficienza (quello che non fa questo signore lo deve fare un altro) fate due conti e vedrete che il danno diventa rilevante.
  • La cassazione non ha certo fatto un azione sensata.
    Se si consideramo i quasi 5 milioni di impiegati pubblici
    e ad ognuno permettiano di rubare 3 euro al mese otteniamo
    15 milioni al mese di ruberie non condannabili!
    E noi paghiamo!!!

    Minimo dovrebbe essere condannato alla restituzione + interessi + multa.
    Chi ruba somme piu' alte ovviamente anche il licenziamento.
    Per la questione dell'adsl piu' che altro si dovrebbe poter
    rilevare quanto tempo lavorativo, pagato da noi, ha passato in internet per divertirsi.
    non+autenticato
  • Quando si scrive un messaggio, si vuole comunicare un'idea. Alle volte però vi sono modi più semplici per comunicare quella stessa idea.

    Ad esempio, il tuo messaggio poteva essere condensato in:
    "Non conosco la differenza tra un processo penale e civile, ma sono un uomo (dal punto di vista di Nietzsche) piccolo e non sono contento quando sto bene ma se stanno male anche gli altri."
    L'idea che viene comunicata leggendolo è la stessa.

    La restituzione, e gli eventuali interessi, sono ovviamente da discutere in un processo civile, non penale. Per quanto riguarda il resto del messaggio, immagino tu non sia un manager e tu non abbia un'azienda, perché il benessere a lavoro è qualcosa che cerca sia lo stato, sia l'impiegato, sia l'azienda.
    non+autenticato
  • Post stupendo.
    non+autenticato
  • Uno dei problemi di questo Paese è che il numero di persone che non sono contente quando stanno bene, ma SOLO quando stanno male gli altri, è assolutamente enorme. Spropositato. Sono svariati miliardi.

    Per qualche ragione poi il dipendente pubblico sembra scatenare, in quei miliardi di malcontenti malvissuti, una vera e propria sindrome orgasmico-ossessiva del godere a fare stare male gli altri. In teoria sono tutti virtuosamente preoccupati dell'efficienza del settore pubblico. In realtà l'unica cosa che conta per loro è che qualcuno bastoni i dipendenti pubblici per il puro godimento di sapere che stanno male.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Civil Servant
    > Uno dei problemi di questo Paese è che il numero
    > di persone che non sono contente quando stanno
    > bene, ma SOLO quando stanno male gli altri, è
    > assolutamente enorme. Spropositato. Sono svariati
    > miliardi.
    >
    > Per qualche ragione poi il dipendente pubblico
    > sembra scatenare, in quei miliardi di malcontenti
    > malvissuti, una vera e propria sindrome
    > orgasmico-ossessiva del godere a fare stare male
    > gli altri. In teoria sono tutti virtuosamente
    > preoccupati dell'efficienza del settore pubblico.
    > In realtà l'unica cosa che conta per loro è che
    > qualcuno bastoni i dipendenti pubblici per il
    > puro godimento di sapere che stanno
    > male.

    No, ti sbagli.
    Per quanto mi riguarda, ma siamo in tanti, non mi interessa far star male gli altri. Mi interessa piuttosto che quando vieni pagato con i MIEI soldi per fare qualcosa per ME cittadino, vorrei, anzi pretendo, che quello che tu sei li a fare per ME cittadino con i MIEI soldi venga fatto presto, bene e con, minino, la diligenza che useresti per fare le cose che interessano a te. Ho visto troppi dipendenti pubblici che vanno su Youporn, Youtube, ecc. ecc. nel tempo in cui dovrebbero lavorare. E quando butti là un proxy che gli blocca SOLO questi siti, non è che controllano se google va: no, ti dicono subito "ma oggi internette non va?!?"
    non+autenticato
  • Il problema è manageriale.

    Un conto è sostenere che un dipendente pubblico non debba avere agevolazioni maggiori di un dipendente privato, questo è sacrosanto. Vi sono stati in passato ovvie eccezioni a questa regola che nessuno condivide.

    Molto diverso però è sostenere che avere accesso a Facebook durante l'orario di lavoro sia qualcosa che:
    - diminuisce la quantità di lavoro prodotta (danneggia l'impresa/stato)
    - non sia un diritto di un lavoratore (privato o pubblico)

    Rimanendo sul primo punto (entrare sul secondo richiederebbe di aggiungere assiomi politici alla discussione), personalmente lavoro in uno dei centri pubblici con più alta produttività (lavoro effettuato per impiegato) in Italia, anche in confronto con equivalenti privati. Non solo internet è aperta a tutto (tranno il P2P per motivi di sicurezza), ma abbiamo tavoli da Ping Pong, PS3, WII, Palestra interna, Megaschermi, tutti i computer hanno numerosi videogiochi da Lan installati (richiesto esplicitamente dal supervisore).

    L'effetto è che l'orario medio in ufficio per i lavoratori single è sulle 13 ore. Se dopo cena (mensa interna) c'è il torneo di Ping Pong, rimango fino a sera in ufficio e nel frattempo lavoro. Se dopo pranzo c'è il torneo di FIFA, mangio in ufficio e nel frattempo lavoro. Se non mi costringi a andare a casa per controllare il mio spazio FB, controllo lo status e poi torno a lavorare, altrimenti torno a casa lo controllo e poi mi butto davanti alla TV.

    Un manager sa che il metodo per ottenere X ore di lavoro non è costringere le persone a stare X ore davanti ad un monitor senza alternative. Per ottenere X ore di lavoro servono strumenti per verificare l'output prodotto da un impiegato, incentivarlo sia monetariamente premiando i migliori, sia a livello di regolamento punendo i peggiori, sia a livello sociale premiando i gruppi di lavoro più efficienti (creando quindi una peer pressure se passi tutto il giorno su FB).

    Questi proclami "Vietato FB negli uffici" invece servono solo per far passare l'immagine di essere passati al pugno duro, un'immagine di efficienza a uso e consumo dei "piccoli" elettori, non per aumentare la produttività. Sembra che prima di internet i lavoratori pubblici stessero tutto il giorno a lavorare. Se chiudi tutto ma non controlli che io stia effettivamente lavorando, mi dovrò portare le carte da casa ma il solitario me lo posso fare comunque.
    non+autenticato
  • Ma non è possibile, non puoi lavorare in un centro pubblico in italia dove vengono adottate queste politiche gestionali, si tratta di un controsenso bello e buonoSorride
    Se così non è, hai il dovere morale di dirci qual è questo ente pubblico illuminato...
  • No, non rivelo nullaSorride
    La scelta di scrivere dietro nick è ragionata, nel dire l'istituzione perderei parte di questo.

    Comunque è una struttura di ricerca pubblica (non universitaria), e non è la sola. Tra le aziende pubbliche che hanno uno statuto autonomo vi sono varie eccellenze, caratterizzate anche dalla libertà data al lavoratore, dall'assenza di controlli stretti sulla quantità di lavoro ma solo sull'output prodotto. Ovviamente vi sono anche strutture che si approfittano dell'autonomia per curare interessi privati.
    non+autenticato
  • Complimenti alla tua struttura ed al tuo capo (ed anche a te) pero', sarai d'accordo con me, il tuo e', sottolineo purtroppo, un caso isolato. E comunque potrei essere d'accordo su FB et similia (anche se ci sarebbe da analizzare e discutere) ma youporn non mi pare sia essenziale.
  • Ovviamente no, ma per motivi diversi dal tempo perso: vedere un collega che si masturba come un levriero cosacco in ufficio mi può dare fastidio. Ma non penso onestamente vi siano molte proteste in tal senso da parte dei lavoratori, credo che nessuno vorrebbe Youporn libero in ufficio (trovarsi la tastiera appiccicosa da molto fastidio).

    Ma, insisto, non è una questione di tempo perso per il lavoro. Se non fosse per l'ovvio pudore non ci sarebbe niente di male. Il punto è sempre lo stesso: non cercare di fare stare i dipendenti peggio possibile in ufficio, lo scopo è farli stare meglio possibile laddove non vi sono costi per l'azienda (o dove i costi sono contenuti).

    Questa è tutta la tradizione manageriale del nuovo secolo, tutte le grandi Aziende moderne cercano di avere uffici più comodi e piacevoli possibili (Googleplex?), cercano di avere impiegati motivati che amano il lavoro. I cubicoli vanno via via sparendo, i cartellini con gli orari di entrata e uscita spariscono più lentamente. Dico Googleplex, ma i casi si moltiplicano, e non solo software houses.

    In questo, naturalmente, il settore pubblico deve essere un apripista e non andare contro il flusso storico per permettere al ministro di turno di gridare al pugno duro contro gli sprechi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Civil Servant
    > Uno dei problemi di questo Paese è che il numero
    > di persone che non sono contente quando stanno
    > bene, ma SOLO quando stanno male gli altri, è
    > assolutamente enorme. Spropositato. Sono svariati
    > miliardi.

    Non solo in questo Paese, non generalizziamo inutilmente. Pensa che in tedesco esiste la parola "Schadenfreude" che identifica proprio la gioia per il male altrui.

    La trovi persino su Wikipedia, tanto è diffusa: "Schadenfreude is pleasure derived from the misfortunes of others"
    pippuz
    1251
  • Ottimo che abbiano stabilito una soglia!
    Quindi ora so che posso rubare fino quasi a 40 euro l'anno di beni pubblici in quanto non costituisce "guadagno"... A bocca storta
    non+autenticato
  • No. Non è una soglia.

    Se rubi 40 euro da una cassa, è peculato: lo scopo era chiaramente il denaro. Se ti porti una risma di fogli a casa (valore 6€), è peculato: lo scopo è non comprarla.

    Se la stessa risma di fogli la sprechi a lavoro in tre anni, facendo fotocopie non propriamente lavorative, non è peculato. L'azione realisticamente non è stata fatta per risparmiare i 2€ l'anno, ma per evitare di uscire dall'ufficio per fare le fotocopie, per comodità. Il luogo di lavoro deve essere efficiente, determinate attività non direttamente collegate al lavoro ma al benessere dell'impiegato usano necessariamente risorse della società, ma bisogna avere chiaro se lo scopo può essere realisticamente il risparmio e non semplicemente l'efficienza.
    non+autenticato
  • Nessuno si è mai chiesto perchè fra i milioni di dipendenti pubblici abbiano fatto causa proprio a questo?
    Secondo Voi era l'unico ad avere un comportamento scorretto?
    Alzi la mano chi dal proprio ufficio non ha mai fatto una telefonata personale o ancora non abbia navigato un pò su internet a scopi privati... merita un simile comportamento una denuncia penale e magari il licenziamento? O siamo magari davanti ad un caso di mobbing?
    Vuoi addebbitarmi il costo delle chiamate ? Sacrosanto! Ma c'è bisogno di scomodare il penale per farsi rimborsare 75 euro? Hanno provato a mostrare i tabulati al dipendente e a chiedergli di fare un bel bonifico?
  • Per 75 euro in 2 anni... 3 euro al mese.. sicuramente è stata una cosa strumentale nei confronti del tecnico comunale..
    non+autenticato
  • la cifra non è importante, non si deve rubare, punto.
    o per te rubare una 500 è un crimine meno grave che rubare una ferrari?
    non+autenticato
  • Non c'entra niente, in entrambi i casi che citi lo scopo è ovvio, ottenere un bene che altrimenti mi costerebbe denaro. In altri casi invece lo scopo non è quello, è semplimente una questione di utilità.

    Se prendo la carta igenica nel bagno dell'ufficio per riporvi un frutto da portare a casa, sto usando un bene della società per uso personale ma non è ovviamente peculato. Lo scopo non è risparmiare sul costo della carta igenica, ma evitare di uscire, andare al tabaccaio, cercare dei fazzoletti.

    Se uso la connessione dell'ufficio (durante una pausa) per uso personale, invece di tornare a casa e usare la connessione privata, lo scopo non è risparmiare banda, ma semplicemente non dover andare a casa.

    Vi sono casi in cui il denaro non è il motivo del gesto, ma l'efficienza, casi in cui il danno è trascurabile e una soluzione alternativa avrebbe invece avuto un costo enorme (in tempo o fatica) per la persona.
    Se la società rivuole i 75€ fa una causa civile (se la persona non li ridà di sua spontanea volontà).

    Accusare invece di peculato vuol dire che non è il danno il problema, ma si vuole utilizzare la questione per cacciare l'impiegato.
    Il costo per il comune è ovviamente molto più alto dei 75€, si sprecano soldi pubblici, si intasano le corti, per una causa che chiaramente non ha speranze di essere vinta: è un uso intimidatorio della giustizia, si spera che la persona messa di fronte ad un accusa per cui può andare in prigione si presti a contrattare una giusta causa per il licenziamento.
    non+autenticato
  • Sono molto d'accordo con te e per nulla con chi parla di furto.
    La mia azienda, ad esempio, che ha un ottimo costo di telefonia cellulare (intento molto basso) consente l'uso personale entro limiti di qualche decina di euro a bimestre. L'importante è che si porti a termine bene il lavoro assegnato. Se poi mentre elaboro un file di excel chiamo la mamma per sentire come sta non frega niente a nessuno. Giustamente secondo me.
    A quel che ne so nella mia area si è verificato un solo caso di abuso qualche anno fa.
    non+autenticato
  • sicuramente e' stata una azione strumentale.
    Con quel che rubano tutti si son attaccati a sti 75 euro.

    Certo che la cassazione non ha fatto un azione sensata.
    Se si consideramo i quasi 5 milioni di impiegati pubblici
    e ad ognuno permettiano di rubare 3 euro al mese otteniamo
    15 milioni al mese di ruberie nn candannabili.
    E noi paghiamo!
    non+autenticato
  • Paga uno per tutti?
    Colpirne uno per educarne 100?

    Guarda che la responsabilità penale è personale.
    non+autenticato
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