Claudio Tamburrino

WiMAX, una scelta avanzata. Anche in Italia

Il protocollo dalle belle speranze vive una piccola nuova stagione. Sarà un'estate di San Martino. Nel frattempo ITU fa chiarezza su quanto si può definire 4G

Roma - Il WiMAX italiano in cerca di rilancio: Linkem, la società di telecomunicazioni fra i pionieri nello sviluppo di questo tipo di reti mobile, starebbe pensando a un "pc portatile capace di collegarsi senza fili a internet tramite la rete WiMAX, che consente di spargere per chilometri via radio la connessione a banda larga da rete fissa, come avviene oggi con il WiFi".

Eppure il protocollo di comunicazione WiMAX aveva subito, rispetto alle speranze del passato, duri colpi negli ultimi anni, tanto che sembrava già destinata ad abdicare a favore di LTE: da un lato il superamento dalla trasmissione dati su rete mobile, dall'altro i ritardi di copertura che, nonostante l'assegnazione delle frequenze avvenuta due anni fa, ha visto "solo una parte degli operatori in grado di soddisfare gli obblighi di copertura previsti dal bando di gara". Proprio per questi ritardi, mentre i termini stanno per scadere (per l'esattezza il 30 novembre), non sembra neanche improbabile il ritiro delle licenze a chi non è in regola con lo sviluppo della infrastruttura.

La nuova spinta di Linkem non è quindi casuale: si tratta di un PC con scheda WiMAX incorporata che dovrebbe arrivare già tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011. Sviluppato in collaborazione con Intel e con un finanziamento di 24 milioni di euro ottenuto da una cordata di banche capeggiata da Unicredit. A far compagnia all'Italia che scommette sul WiMAX, insieme alla statunitense Clearwire, c'è l'Irlanda dove, nel fragore della crisi finanziaria, l'azienda Image ha trasformato la capitale Dublino in un hotspot Internet: è riuscita ad estendere la rete WiMAX anche ai quartieri più periferici prima ignorati.
La telco sta riuscendo ad attirare più di 5mila abitazioni al mese, grazie (in questo periodo di grande crisi) a prezzi di connessione di banda larga e di servizi telefonici inferiori di circa il 50 per cento rispetto ai concorrenti, per un risparmio in media di oltre 400 euro all'anno (Eircom, la più grande telco nazionale, secondo alcune fonti industriali rischia di perdere circa 50mila clienti nel 2011).

Ciò è possibile, appunto, grazie ad un hotspot WiMAX che copre tutta la capitale, ed altre estensioni nei paesi limitrofi a Dublino come Longford, Letterkenny, Cavan and Athlone: a tutti gli utenti così raggiunti la compagnia offre un abbonamento telefonico da 20 euro al mese e una flat Internet da 35 euro.

Intanto, sul piano tecnico l'International Telecommunication Union (ITU) ha riconosciuto nella categoria 4G le due tecnologie wireless WiMAX 2 e LTE-Advanced.

Secondo gli standard ITU, infatti, 4G sono le connessioni che riescono a garantire almeno una velocità di 1Gbps da rete fissa e fino a 100 Mbps mobile: un abisso rispetto alle velocità WiMAX comprese al massimo tra 3 e 9 Mbps. Prima di questa decisione, invece, date le performance superiori rispetto agli epigoni 3G, gli operatori avevano tranquillamente definito come connettività di quarta generazione sia WiMAX che LTE prima generazione. E sia gli osservatori irlandesi (e Image), che le statunitense Sprint e T-Mobile definiscono ancora, rispettivamente, il proprio WiMAX e la propria rete LTE (o meglio HSPA+) come 4G.

Sono state invece le evoluzioni di questi due protocolli di comunicazione a guadagnarsi il rango superiore. Il gruppo che supporta queste nuove tecnologie per quanto riguarda LTE, 4G Americas, ha applaudito alla decisione dell'Organizzazione internazionale: "Davanti a LTE c'è un futuro brillante, più di 250 aziende hanno espresso pubblicamente interesse nello sviluppo di reti LTE, tra questi operatori CDMA, WiMAX e GSM. Insomma, sembra destinata ad essere la scelta leader per la prossima generazione di carrier mobile". E così la sfida WiMAX contro LTE può proseguire.

Claudio Tamburrino
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