Roberto Pulito

Chi è il robot più open-source?

DARwin-OP contro Nao. I companion artificiali si sfidano a colpi di offerte promozionali e personalizzazione estrema

Roma - Camminare, parlare o afferrare un oggetto, non basta più. L'evoluzione dei robot "da compagnia" deve passare attraverso una programmazione totale, che includa l'espansione del software dedicato all'intelligenza artificiale e anche le modifica delle sue parti meccaniche. È l'alba di una nuova specie di robot che si prepara a vivere senza coda e senza cordone ombelicale.

Proprio per questo, il DARwin (Dynamic Anthropomorphic Robot With Intelligence) presentato nel 2004 sta per cambiare pelle. La nuova versione, sempre sviluppata da RoMeLa e Virginia Tech, in collaborazione con una serie di università USA, si presenta come una vera e propria piattaforma modificabile. Può essere nutrito con diversi tipi di software (C++, Python, LabVIEW, MATLAB ecc) caricabili sulla memoria flash da 4GB, ed è assemblato con un design modulare open source.

Anche se i ricambi del DARwin-OP possono essere acquistati dallo shop ufficiale, un utente munito di stampante 3D potrà riparare il robot con le sue stesse mani e plasmare nuovi pezzi via CAD. Il manuale per la fabbricazione e l'assemblaggio sarà disponibile online, gratuitamente.
Con i suoi 8mila dollari di prezzo di listino, il DARwin-OP costa sensibilmente meno del suo principale concorrente, il NAO da 12mila dollari prodotto dalla Aldebaran Robotics. Ma il cugino francese ha appena rilanciato con una ghiotta offerta, riservata agli sviluppatori. Gli appassionati di robotica che vorranno iscriversi al nuovo programma di sviluppo NAO potranno portarsi a casa dev-kit e robot per circa 5.000 dollari. La promozione è però limitata a 200 partecipanti.

Roberto Pulito
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3 Commenti alla Notizia Chi è il robot più open-source?
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  • Sia questo, che NAO o, per certi versi, pure ICub possono già fare diverse cose sorprendenti (per non parlare di Asimo) ma alla fine non fanno nulla di decisamente utile tale da essere comprato da chi potrebbe anche permetterseli a quei prezzi (parlo dei primi due, dato che sono gli unici commerciati, credo). Per cui fatica a emergere un'economia di scala data da una vendita che superi la massa critica e si abbassino i prezzi, la ricerca diventi diffusa, si apportino continue migliorie giustificate da rapidi rientri in vendite di un certo ritmo. Un po' quello che avviene in diversi settori di tecnologia che porta alla fine a prodotti di massa con dotazioni tali che ogni miglioramento e solo d'immagine o poco più oppure è una trasformazione del prodotto iniziale tale da diventare tutta un'altra cosa.
    Quindi più che altro dovrebbero cercare idee che pure in base alle limitate capacità d'intelligenza artificiale che per ora hanno li rendessero utili.
    Un'opzione possibile che potrebbe renderli interessanti per molti genitori con il soldo d'avanzo potrebbe essere farli diventare degli insegnanti di lingua straniera per i bambini a partire da quando sono neonati o quasi. Una sorta di "amico" che se opportuno inizia a parlare la lingua da imparare molto più efficacemente di sapientino e computerini vari. I figli diventerebbero di "madre lingua" naturalmente e sarebbe un ottimo investimento.
    Contemporaneamente potrebbe diventare robe già note tipo adatto a chiamare chi serve in caso di incidente, pericolo o ladri e nel caso opportuno intervenire. Via internet potrebbero scaricare il necessario di volta in volta. Chiaramente per fare questo non servirebbe un robot antropomorfo, però unire le due cose non è vietato lo stesso.
    non+autenticato
  • Le piattaforme dell'articolo sono sicuramente molto avanzate... e si vede anche dal prezzo!A bocca aperta

    Consiglio per chi si volesse avvicinare a questo mondo anche cose più economiche come per esempio Qwerk http://www.charmedlabs.com/index.php?option=com_co... oppure, per andare a costi veramente irrisori ma che possono essere più che sufficienti per molte applicazioni, l'italianissimo Arduino http://www.arduino.cc/ che, tra l'altro, permette di fungere da solo "backend" sul quale applicare le logiche decise da altre piattaforme.

    Per smanettamenti vari, oltre al "solito" OpenCV http://opencv.willowgarage.com/wiki/ consiglio vivamente Aforge, sviluppato in C# per l'ambiente .NET (non so se hanno già fatto il porting per Mono, ma era in programma) del geniale (geniale è dire poco) Andrew Kirillov (che tanta pazienza ha portato con meA bocca aperta )http://www.aforgenet.com/ . Guardatevi / leggetevi anche i tutorials che sono a dir poco "ispiratori".

    Saluti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: zuzzurro

    Una Alix piu' un Arduino, e si ha gia' un bel sistema Linux low-cost facile da interfacciare.Sorride

    suggeritamente,
    Cthulhu
    non+autenticato