Mauro Vecchio

Mulve, liberato il sospetto

La polizia britannica ha rilasciato dopo sei settimane il gestore per un giorno del dominio relativo al servizio di downloading musicale. Era stato accusato di violazione di copyright

Roma - "Non sono preparato a passare i prossimi 5 anni in prigione per un progetto che era semplicemente pensato per essere un divertimento". Così spiegava alla testata online TorrentFreak il misterioso John. Era la metà dello scorso ottobre e John veniva arrestato dalla polizia britannica con un'accusa ben precisa: aver registrato il dominio mulve.com.

Sei settimane sono ora passate dal suo arresto. Lo pseudonimo di John è stato sostituito con il nome reale di Eric, indicato dai detentori dei diritti come il principale responsabile del servizio di download musicale Mulve. Ovvero del software che, attingendo direttamente dai server remoti del social network russo Vkontakte, avrebbe potuto trasformarsi nel nuovo Napster.

Un più recente articolo di TorrentFreak ha così gettato luce su una vicenda prima intricata, circondata da un alone di profonda incertezza. La polizia britannica avrebbe fatto irruzione in casa di Eric, trascinandolo in centrale insieme al suo laptop. Interrogato dagli agenti, l'uomo aveva invocato con forza e convinzione la propria innocenza.
E infatti TorrentFreak ha scoperto che il vero founder di Mulve è il misterioso ms3arch, autore del codice sorgente del software per il download di brani in remoto. Eric sarebbe stato fin dall'inizio all'oscuro di tutto, colpevole soltanto di essere stato indicato per un unico giorno come gestore del dominio mulve.com.

Una prova che pare essere bastata alla polizia d'Albione, che aveva inizialmente accusato Eric di violazione del copyright. L'uomo è ora tornato in libertà, in attesa di vedersi restituire dalle autorità laptop e altri device elettronici di sua proprietà.

Mauro Vecchio
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