Cristina Sciannamblo

Russia, gli ecologisti non sono pirati

Grazie all'intervento di Microsoft, le autorità sovietiche procedono al dissequestro dei computer della Baikal Environmental Wave. Cadute le accuse di pirateria del software

Roma - La Baikal Environmental Wave è un'organizzazione ambientalista non governativa russa la cui battaglia principale è centrata sulla difesa del lago Bajkal. Nel gennaio scorso la polizia siberiana della città di Irkutsk aveva compiuto un raid nella sede dell'associazione e proceduto al sequestro di dodici computer, paralizzando tutte le attività. Motivo della confisca: il presunto utilizzo di software Microsoft pirata. Ora, secondo quanto riportato dal New York Times, Redmond avrebbe chiesto alle autorità russe di archiviare il caso.

La decisione arriva dopo le numerose accuse che imputavano all'azienda di appoggiare le incursioni della polizia nelle sedi di gruppi di opposizione, condotte con la scusa di stanare i pirati del software. Secondo molti osservatori, si tratterebbe dell'ultima tecnica messa a punto dal Cremlino per far tacere il dissenso. Nonostante nei comunicati ufficiali BigM fosse tratteggiata sempre come vittima, gli attivisti russi hanno ripetutamente accusato gli avvocati di spalleggiare le azioni della polizia.

Dopo aver formulato pubbliche scuse per il coinvolgimento indiretto in tali fatti, e riconosciuto il possibile danno di immagine, Redmond ha annunciato la creazione di una licenza software ad hoc per le Organizzazioni Non Governative (ONG) e media che assicuri la gratuità di tutte le copie dei software in uso.
Nonostante Baikal Environmental Wave abbia dichiarato di utilizzare software originali, le autorità hanno ugualmente eseguito il sequestro dei PC. Tuttavia, secondo Marina Levina, portavoce di Microsoft a Mosca, Redmond si sarebbe subito messa in contatto con la polizia di Irkutsk per chiedere la cancellazione del caso. Galina Kulebyakina, co-direttrice dell'organizzazione ambientalista, afferma che il dietrofront di BigM ha seriamente danneggiato la credibilità delle autorità russe, alle quali non è restato altro da fare che archiviare il caso.

Il dissequestro pare essere avvenuto, nonostante i responsabili non abbiano dato comunicazione ufficiale preoccupati per il probabile impatto negativo che una notizia del genere avrebbe provocato sulla scena politica nazionale e internazionale. Baikal Wave è un'associazione che ha sempre criticato la decisione del premier Vladimir Putin di riaprire un'azienda produttrice di carta che per anni, secondo gli attivisti, ha avvelenato il territorio intorno al lago Bajkal.

Cristina Sciannamblo
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