Alfonso Maruccia

Google, un ponte blindato per Hollywood

Mountain View annuncia l'acquisizione di una azienda specializzata in distribuzione dei contenuti e protezioni DRM. Widevine potrebbe giocare il ruolo di testa di ponte per la conquista di Hollywood

Roma - Dopo aver fatto dell'openness la propria bandiera, Google è ora impegnata nel dotarsi di infrastrutture e tecnologie di blindatura per conquistare il mercato dei contenuti: Mountain View continua a investire sulle misure DRM e il digital delivery protetto acquisendo Widevine, società specializzata in tecnologie di protezione e distribuzione di flussi video.

Google annuncia l'acquisizione di Widevine sul blog ufficiale, plaudendo alla capacità che l'azienda ha mostrato nel mettere in piedi partnership preziose all'interno dell'ecosistema dei contenuti, con clienti che vanno dai servizi di digital delivery come Netflix agli studios hollywoodiani.

Widevine fornisce tecnologia software per la distribuzione protetta dei contenuti, e Google ha già reso chiara l'intenzione di virare il proprio business sempre verso il content delivery. Principale presupposto di tale business è la rassicurazione dei produttori sulla protezione e il controllo dei contenuti, ed è appunto il controllo dei flussi multimediali una delle motivazioni che hanno spinto Mountain View a mettere le mani su Widevine.
Google ha bisogno di guadagnarsi la fiducia del business dell'audiovisivo, un mercato che sin qui non ha particolarmente apprezzato né il servizio di distribuzione su YouTube né tantomeno lo scatolotto di Google TV. Widevine potrebbe idealmente rappresentare una chiave di volta capace di accrescere il potere contrattuale di Mountain View facendo approdare YouTube e Google TV su una moltitudine di dispositivi.

Ma il valore della nuova acquisizione di Google non è solo nei sistemi DRM: Widevine è in grado di fornire anche una tecnologia per lo streaming "adattivo" su Android, un sistema operativo che basa parte delle proprie capacità multimediali su Adobe Flash che non è pensato per l'ottimizzazione dell'esperienza video su smartphone e MID.

Un altro vantaggio non meno importante potrebbe infine venire dai contatti e i buoni rapporti di Widevine con Hollywood e l'industria dei contenuti: laddove Google non avesse fatto breccia nel cuore dei grandi studios, l'acquisizione Widevine servirebbe come garanzia per il rinnovato impegno di Mountain View a soddisfare le esigenze del business audiovisivo - controllo, DRM, difesa del copyright.

Alfonso Maruccia
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7 Commenti alla Notizia Google, un ponte blindato per Hollywood
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  • Un file cifrato puo' resistere alla decrittazione per un tempo "x" che puo' essere anche indefinito se nessuno tenta mai di decrittarlo. Vista l'abbondante popolazione mondiale direi di accantonare questa ipotesi.

    Un file cifrato non puo' resistere più di x anni prima che "passi in chiaro" e venga fruito "a sbafo" attraverso i canali del p2p, questo è un fatto.

    La legge di Moore dice che ogni 18 mesi il numero di transistor presenti su un processore aumenta, ovvero aumenta la potenza di calcolo a disposizione degli utenti per scardinare le chiavi crittografiche.

    Quando un film viene pubblicato, viene pubblicato con una precisa chiave e non può più essere cambiata (e' una questione fisica), senza contare che gli esseri umani possono fruire dei contenuti solo quando questi sono in chiaro.

    Tutto questo fa aumentare le probabilità che il film (il libro, il brano musicale, ecc...) venga sprotetto e pubblicato in chiaro.

    La domanda e': quanto dura "x"?

    Dieci anni fa il tempo che un singolo processore avrebbe impiegato per la decodifica era di alcuni milioni di anni, tempo che scendeva a ad alcune centinaia di migliaia se a lavorare era un supercomputer.
    Nel giro di alcuni mesi AES e' "caduto", schiacciato dalla potenza di un grid di qualche centinaio di migliaia di computer collegati in griglia.

    Oggi, se consideriamo CUDA, la potenza di calcolo a disposizione e' circa 64 volte quella a disposizione per utente, 10 anni fa.

    Ciodetto qual è il problema? A google basterebbe aumentare la dimensione delle chiavi per guadagnare tempo.
    Vero, ma aumentano anche i costi: gli algoritmi crittografici costano royalties e tempo macchina e per quanto grande sia la farm di google soddisfare la domanda di video di un pianeta non è banale: significa cifrare centinaia di milioni di files al giorno.
    Specie se il pianeta in questione può organizzarsi e disporre di più potenza di calcolo.

    Vedremo, per ora non mi pare una gran notizia e sembra più mirata ad ingraziarsi le major che altro.

    GT
  • Qui e solo qui sta il futuro! Il resto non conta. Pensavo che almeno Google avesse capito che non è più possibile far pagare i contenuti, quelli ce li prendiamo e creiamo (vedi YouTube) da soli quando e quanto vogliamo! Basta col copyright, è uno strozzinaggio e un buiseness esagerato!! Create i servizi e, se utili, forse ne usufruiremo anche a pagamento.
    non+autenticato
  • ma non si stara' comprando un po' troppe cose sta google...se continua cosi' tra 20 anni non ci saranno concorrenti in nessun campo...e la concorrenza e' sviluppo...lupo famelico. ridateci il mondo di prima...era migliore.
    non+autenticato
  • Gli altri si stanno tutti sbarazzando del DRM, e google pensa di metterlo?
    non+autenticato
  • l'interesse è ben oltre il DRM, google sta guardando alla distribuzione dei contenuti, terreno sul quale presto ci confronteremo, l'italia con MOD (Movie On Demand) si giocherà le sue carte, confidando anche in un po' di sano nazionalismo da parte degli utentiSorride

    Le aziende che fanno parte del progetto ci credono ma gli sforzi economici e non solo sono veramente enormi, noi abbiamo accettato la sfida nella speranza che l'utente preferisca un servizio italiano a quello di altre nazioni.
    non+autenticato
  • > l'interesse è ben oltre il DRM, google sta
    > guardando alla distribuzione dei contenuti,

    Google, al momento, li distribuisce gratis, e fa soldi con la pubblicità. E dovrà tornare su quel modello, gli altri non hanno senso.

    > terreno sul quale presto ci confronteremo,
    > l'italia con MOD (Movie On Demand) si giocherà le
    > sue carte, confidando anche in un po' di sano
    > nazionalismo da parte degli utenti
    >Sorride

    Cosa è, una barzelletta? Dovrei andare a pagare per vedere i film sul vostro ridicolo alfabat, invece che guardarli su megavideo gratis, per "sano nazionalismo"?
    La cosa triste è che ci credi...

    >
    > Le aziende che fanno parte del progetto ci
    > credono ma gli sforzi economici e non solo sono
    > veramente enormi, noi abbiamo accettato la sfida
    > nella speranza che l'utente preferisca un
    > servizio italiano a quello di altre
    > nazioni.

    Certo, sono dispostissimo a scegliere un servizio italiano, ma non se lo offri a condizioni peggiori degli altri.

    Se mettete un servizio italiano di streaming gratuito, equivalente a megavideo, inizierò a usarlo. Ma non mi interessa un servizio con paywall.
    non+autenticato
  • <<l'interesse è ben oltre il DRM, google sta guardando alla distribuzione dei contenuti, terreno sul quale presto ci confronteremo, l'italia con MOD (Movie On Demand) si giocherà le sue carte, confidando anche in un po' di sano nazionalismo da parte degli utentiSorride>>

    Si movie on demand la ridicola piattaforma di alfabat, ci manca pure che ci serviamo di questo sistema a 3 euro a film, speriamo piuttosto che google pratichi i prezzi di netflix (1 dollaro a film) o meglio decida di creare un palinsesto tip sky o mediaset premium ed allora potrei iniziare a pensare seriamente a mollare l'australiano e ad andare da big G.

    <<Le aziende che fanno parte del progetto ci
    > credono ma gli sforzi economici e non solo sono
    > veramente enormi, noi abbiamo accettato la sfida
    > nella speranza che l'utente preferisca un
    > servizio italiano a quello di altre
    > nazioni.>>

    Si aziende di 1/2 persone che faticano già a comprare i film per le proprie attività, bella garanzia di servizio che date..... fateci un favore, lasciate le cose ai grandi e piantatela di competere in settori come quesi, prima capite che la vostra era è finita e prima smetterete di rompervi le ossa...
    Per quanto riguarda il servizio italiano grazie a Dio da quando esiste il web i confini non esistono più, frega poco di un servizio italiano se posso sceglierne atri stranieri a prezzo inferiore, spero che in futuro esistano licenze mondiali in modo che netflix sbarchi in europa agli stessi prezzi degli USA.
    non+autenticato