Claudio Tamburrino

Groupon e Google: conferma di smentita

L'ipotizzato acquisto di Mountain View sembrerebbe per il momento tramontato. Dopo Yahoo! un altro gigante respinto al mittente

Roma - Nelle settimane scorse le indiscrezioni davano ormai per concluso il passaggio di Groupon, il sito di offerte giornaliere localizzate, alle scuderie di Mountain View e neanche le smentite ufficiali sembravano convincere troppo gli osservatori che continuavano a scommettere su una conclusione positiva dell'affare.

Ora anche le voci e le fonti ritenute a conoscenza dei fatti confermano che l'operazione è stata interrotta nonostante, si dice, le parti si siano impegnate in prolungate trattative e l'offerta di Google sia arrivata a proporre 6 miliardi di dollari.

Ora per Groupon nell'aria ci sarebbe l'ipotesi di offerta pubblica iniziale: il primo passo per l'esordio in borsa. Altri, invece, dicono che il CEO Andrew Mason abbia attinto personalmente alle proprie risorse finanziarie (racimolando un totale di 135 milioni di dollari) per impedire la scalata e non rendere più necessario un ricorso ai contanti sonanti di Mountain View.
A far resistere Mason all'offerta da 6 miliardi di dollari di Google, facendolo entrare di diritto in una specialissima classifica di aziende che hanno rifiutato offerte che non si potevano rifiutare (in compagnia di Mark Zuckerberg), forse, la preoccupazione che il gruppo che al momento costituisce il suo sito una volta fuso con BigG potesse rovinarsi, così come l'affetto dei clienti business.

Ma a pesare sulla sua scelta deve essere stato soprattutto l'ottimismo circa il futuro della sua già grande azienda<(strong> (ad oggi registra un fatturato annuo da 2 miliardi e profitti di oltre 500 milioni di dollari): la possibilità cioè che continui a crescere, magari con i ritmi record di questi suoi primi due anni di vita, e si affermi come gigante del Web nel campo degli acquisti accanto a eBay e Google.

A suo favore, anche il fatto che la localizzazione e la geolocalizzazione sono i settori considerati strategici per il prossimo futuro delle aziende ICT: a dimostrare tale tendenza di mercato, per esempio, anche il recente acquisto di Milo da parte di eBay.

Nessuno ha ancora sviluppato un sistema per integrare efficacemente i negozi dislocati a livello locale nei sistemi di ecommerce. E Groupon in questo sembra offrire una delle offerte più interessanti.

Claudio Tamburrino
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1 Commenti alla Notizia Groupon e Google: conferma di smentita
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  • Ma se effettivamente Groupon ottiene profitti annui di mezzo miliardo di dollari (in crescita nonostante ancora ci sia la crisi), 6 miliardi sono pochini (relativamente).
    Senza far nulla darebbe già una resa di circa 8%, ma poi Google potrebbe facilmente farlo crescere e fare sinergia con i suoi altri prodotti riducendo i costi di gestione o ottimizzandoli.
    Senza presumere una vendita solo parziale o accordi di altro genere
    connessi...quella cifra è stata giustamente respinta.
    Dando comunque per buone le voci di corridoio
    non+autenticato