Cristina Sciannamblo

MPAA, lettera ai college

I produttori cinematografici si rivolgono alle università per richiamare l'attenzione sul diritto d'autore. Si leggono ammonimenti e qualche suggerimento. E l'annuncio di una collaborazione con BigG

Roma - Ci risiamo. L'industria dei contenuti statunitense è di nuovo sul piede di guerra nei confronti dei college colpevoli di non rispettare la legge sul copyright. Questa volta la Motion Picture Association of America (MPAA) ha deciso di seguire il comportamento dell'industria discografica e mettere sotto pressione le università statunitensi affinché pongano freno ai comportamenti illeciti praticati da molti studenti.

L'organizzazione dei produttori cinematografici invierà una lettera, a firma del consulente generale dell'associazione, Daniel M. Mandil, a tutti i dirigenti delle università a stelle e strisce per richiamare l'attenzione sulle disposizioni della legge anti-pirateria Higher Education Opportunity Act(HEOA) del 2008. Nella missiva è spiegato il motivo principale del ricorso al provvedimento legislativo. Si spiega: "La legge è stata approvata dopo la constatazione del fatto che più di 2,4 milioni di lavoratori in tutti gli Stati Uniti operano nell'industria dello spettacolo. Per questi lavoratori e per le loro famiglie, i furti online significano la negazione degli stipendi, perdita del lavoro, la riduzione delle agevolazioni sul pensionamento e sull'assicurazione sanitaria, e una minore capacità di offrire ai loro figli un'educazione elevata in università come le vostre".

Le sanzioni dall'HEOA prevedono il rischio della perdita dei fondi federali per quelle scuole che non si impegneranno abbastanza nell'arginare il file sharing illegale condotto all'interno dei campus. "Inoltre - si continua nella lettera - il furto virtuale uccide le opportunità professionali e riduce le possibilità di lavoro per i laureati delle vostre università che intendano crearsi una carriera nei settori della creatività".
Oltre agli ammonimenti, nella lettera vengono anche offerte soluzioni e condotte da assumere: bloccare gli studenti e gli impiegati che accedono a siti web considerati proibiti, censurare BitTorrent, indici e motori di ricerca come The Pirate Bay, Demonoid e isoHunt. Si dispensano consigli per conformarsi alla legge, tra i quali i link dei siti che offrono liste di fonti legali dalle quali attingere film e show televisivi.

Secondo Steven L. Worona, direttore delle politiche e dei programmi sui network di Educause, la nota di MPAA è una sintesi accurata e un buon promemoria sulle nuove norme in materia di pirateria digitale.

Per l'esperto di copyright e professore di cinema Peter DeCherney, la lettera rappresenta una svolta di MPAA nell'approccio rispetto all'atteggiamento duro e alle minacce passate. Un tentativo di convincere i college a conformarsi all'interpretazione dell'HEOA fornita nelle righe indirizzate ai rettori.

L'organizzazione degli studios ha anche annunciato la prossima collaborazione con Google allo scopo di combattere le "mele marce che infrangono il copyright". BigG, da parte sua, ha recentemente dichiarato che eviterà di assumere comportamenti e relazioni "strettamente associate alla pirateria".

Cristina Sciannamblo
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5 Commenti alla Notizia MPAA, lettera ai college
Ordina
  • "Inoltre - si continua nella lettera - il furto virtuale uccide le opportunità professionali e riduce le possibilità di lavoro per i laureati delle vostre università che intendano crearsi una carriera nei settori della creatività".

    Ottimo! I produttori non devono avere lavoro: piattole come loro, che vogliono chiedere soldi senza fare nulla, devono restare disoccupate!
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > "Inoltre - si continua nella lettera - il
    > furto virtuale uccide le opportunità
    > professionali e riduce le possibilità di lavoro
    > per i laureati delle vostre università che
    > intendano crearsi una carriera nei settori della
    > creatività".

    >
    > Ottimo! I produttori non devono avere lavoro:
    > piattole come loro, che vogliono chiedere soldi
    > senza fare nulla, devono restare
    > disoccupate!

    A chi sta per rispondere che "in questo modo non si fanno più film" ricordo che il film deve essere ricompensato, se valido, dai cinema.
    Se un film fa flop al botteghino "ha da morì", non esiste che il rischio di impresa venga scaricato comunque sul pubblico.

    GTFS
    non+autenticato
  • Il rischio d'impresa ormai (tranne per le piccole realtà) è più raro dei quadrifogli... ormai sono tutti paraculati tra incentivi statali, bailout, investimenti dei soldi degli altri e chi più ne ha più ne metta...

    Mi devono ancora spiegare i signori dell'MPAA com'è che sono tanti ma tanti anni che piangono e sbraitano di crisi ecc. e continuano a fare film con budget spaventosi e a incassare come pazzi... i casi sono 2: o negli anni precedenti hanno incassato fuori maniera prendendoci per i fondelli con prezzi allucinanti e ora investono i risparmi o ci stanno prendendo per i fondelli ora...

    Se c'è crisi chiudi e vai a casa e i cinema ti mostrano il cinegiornale come negli anni 40... com'è che invece esce sempre qualcosa?
    non+autenticato
  • Proprio una bella svolta nell'atteggiamento di questi parassiti.

    Sono passati dalle minacce dirette, alle minacce di stampo mafioso.
  • - Scritto da: panda rossa
    > Proprio una bella svolta nell'atteggiamento di
    > questi
    > parassiti.
    >
    > Sono passati dalle minacce dirette, alle minacce
    > di stampo
    > mafioso.
    l'ipocrisia regna incontrastata.
    Usano metodi 'gentili' riferendosi al rispetto della legge (in astratto principio giusto) citando la Higher Education Opportunity Act ... che ovviamente NON si occupa granche di 'education opportunity' ..non nel senso comune delle parole (manipolazione) ma di ben altro. Legge ovviamente spinta dai MEDESIMI lobbysti, che poi 'gentilmente' ti chiedono di rispettarla.
    Ovviamente in questo comportamento 'amorevole' NESSUNO ha deciso di toccare i sacri punti che trasformano un 'comportamento normale' in 'comportamento criminale'... cioe' idiozie come la detenzione del diritto d'autore per 70 anni e oltre... la demolizione del fair use e altri dettagli irrilevanti per i markettari dell MPAA
    non+autenticato