Claudio Tamburrino

Intellectual Ventures, tre per nove quindici

Offensiva dell'azienda nata in orbita Microsoft. Dalla sicurezza ai chip, nove le aziende coinvolte. E' nato un patent troll?

Roma - Intellectual Ventures, patent house fondata dall'ex CTO Microsoft Nathan Myhrvold, ha depositato presso la corte federale del Delaware tre cause per violazione di quindici suoi brevetti contro nove aziende ITC.
A essere scosso dalle conseguenze delle concatenazioni tecnologico-brevettuali non è, stavolta, il settore smartphone, ma quello della sicurezza, dei chip e dei produttori di memoria.

Nella prima causa, sei brevetti coinvolti, le aziende sul banco degli imputati sono Check Point Software Technologies, McAfee, Symantec e l'azienda che offre servizi di backup e protezione dati Trend Micro; nella seconda sono cinque i brevetti e due le aziende, i produttori DRAM e memorie Flash Elpida Memory e Hynix Semiconductor; nella terza, coinvolti i chipmaker Altera, Lattice Semiconductor e Microsemi Corp e quattro brevetti.

Intellectual Ventures è nata con l'idea di investire nel campo dell'innovazione e per scongiurare l'etichetta di troll ha evitato per qualche tempo di mostrarsi offensiva.
Con il tempo ha continuato a raccogliere e sviluppare brevetti e alla fine ha costruito un portafoglio di centinaia di migliaia di titoli: il business starebbe nel darli in licenza (e fra i suoi clienti ci sarebbero Microsoft, Intel, Cisco e Google). Ma ora ha rotto gli indugi, iniziando ad assumere un atteggiamento aggressivo.
Anche con le aziende chiamate ora in causa avrebbe prima provato ad offrirgli in licenza le tecnologie incriminate. E la richiesta, una volta incassato lo stop alle trattative, è di danni imprecisati.

"Controversie legali sono il pane quotidiano del mondo hi-tech - ha detto Melissa Finocchio, nuovo vertice dell'ufficio legale di Intellectual Ventures che si è arricchito anche di altri avvocati esperti in cause brevettuali - non possiamo controllare il modo in cui le persone interpretano le nostre azioni, ma quello della causa legale è una delle vie per monetizzare i brevetti, anche se non la più efficiente". E d'altronde, sottolinea, le aziende coinvolte "hanno deciso di ignorare le richieste effettuate in buona fede".

Claudio Tamburrino
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