Claudio Tamburrino

NASA e JAXA, fallimenti stellari

Venduti computer del progetto Shuttle senza cancellare i dati sensibili a bordo. Intanto il Giappone non coglie l'attimo, e manca l'orbita di Venere: prossimo tentativo tra sei anni

Roma - L'agenzia spaziale degli Stati Uniti d'America ha messo in vendita computer e hard disk nell'ambito del processo di smantellamento del programma Space Shuttle, il cui ultimo volo è previsto per giungno 2011. Unico problema: qualcuno ha dimenticato di cancellare i dati sensibili contenuti al loro interno.

Secondo l'ispettore generale della NASA, Paul Martin, vi sono state "serie violazioni nelle pratiche di sicurezza informatica che potrebbero portare al rilascio di informazioni sensibili relative allo Space Shuttle e altri programmi della NASA". Fra questi, anche informazioni utilizzabili per accedere abusivamente alla rete della NASA. Quattordici i computer del Kennedy Space Center su cui la procedura di pulizia non sarebbe stata compiuta a dovere. Dieci di questi sarebbero già arrivati al pubblico. Coinvolti, inoltre, hard disk apparentemente spariti dal Kennedy e dal Langley Research Center.

A permettere l'inusuale fuga di notizie una mancata notifica ai dirigenti dei centri coinvolti circa il pericolo causato dai computer da smantellare.
Se Atene piange, Sparta non ride: problemi anche per l'Agenzia spaziale giapponese che prima ha perso momentaneamente il contatto con Akatsuki, la sonda inviata verso Venere per condurre ricerche in congiunzione con la missione di esplorazione Venus Express dell'ESA, poi ha rilevato che questa aveva fallito l'obiettivo di entrare in orbita al pianeta.

La JAXA, l'epigono giapponese della NASA, ha avviato un'indagine per comprendere le cause del fallimento. Tanto il tempo a sua disposizione: sei anni prima che ci sia una seconda possibilità.

Claudio Tamburrino
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