Mauro Vecchio

P2P, il bastone e la carota irlandese

Il provider Eircom ha lanciato una piattaforma musicale legale che dovrebbe sottrarre gli utenti al file sharing illecito. Ma i prezzi scontati celerebbero la prossima implementazione delle disconnessioni

Roma - C'è chi ha letto tra le righe un approccio tra i più classici, quello del bastone e della nutriente carota. Un annuncio diramato attraverso un comunicato stampa del provider Eircom, tra i più importanti in terra irlandese. MusicHub sarà la nuova piattaforma per la distribuzione online di circa 4 milioni di brani.

Un servizio totalmente legale, frutto dell'accordo tra l'ISP irlandese e le quattro grandi sorelle del disco. Gli utenti locali - per ora il servizio sarà attivo solo in Irlanda - potranno in sostanza ascoltare musica in streaming così come scaricare i propri brani preferiti. Il tutto senza tecnologie di protezione DRM e senza pubblicità.

MusicHub sarà dunque una piattaforma unica in Irlanda, almeno secondo i vertici del provider Eircom. Gli utenti avranno a disposizione alcuni pacchetti d'abbonamento: per circa 6 euro al mese si potrà effettuare il download di 15 canzoni; 40 se si pagherà la somma di circa 13 euro. In altre parole, un singolo brano costerà 32 centesimi di euro.
MusicHub sarebbe allora la nutriente carota. Eircom - così come le major - cercherà infatti di attirare la massa dei netizen irlandesi, sottraendoli al file sharing illecito e a ISP rivali come UPC. Questo secondo ISP era stato di recente scagionato dall'Alta Corte di Dublino, non obbligato a cedere alle pressioni delle sorelle del disco.

Ma il giudice di Dublino aveva sottolineato anche come la stessa legge nazionale non prevedesse alcun meccanismo come quello implementato in Francia dalla Dottrina Sarkozy. Mentre il provider Eircom aveva ceduto - tramite un accordo extragiudiziale - alle richieste dei rappresentanti della Irish Recorded Music Association (IRMA).

E infatti Eircom starebbe per implementare un meccanismo che può essere soprannominato four strikes. In seguito all'invio all'utente di tre avvisi di avvenuta violazione del copyright, quest'ultimo verrebbe tagliato fuori dalla Rete per una settimana. In caso di quarto avviso - e dunque ennesima infrazione - la pena sarebbe l'esclusione per 12 mesi.

Mauro Vecchio
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