Alfonso Maruccia

WoW, il bot non autorizzato non viola il copyright

Sentenza salomonica da parte di una Corte di Appello federale, che stabilisce la non legittimità del bot Glider ma esclude la violazione di copyright sostenuta da Blizzard

Roma - La nuova sentenza sul caso Glider ribalta parzialmente quella precedente, condanna l'autore del bot per World of Warcraft ma esclude la sua responsabilità in eventuali "violazioni di copyright" del gioco. Copyright che nel caso in oggetto non ha nulla a che vedere, dice la Corte di Appello del Nono Circuito.

La Corte di primo grado aveva stabilito l'illegittimità di Glider, il bot che permette di salire facilmente di livello nel MMORPG di Blizzard senza troppa fatica da parte del giocatore, in quanto il codice violava il copyright della software house statunitense permettendo un uso del software non concesso dalla "licenza" integrata nel prodotto.

Blizzard era riuscita a trasformare la licenza di un DVD in un vero e proprio lucchetto, blindato dalle misure di protezione legale del Digital Millennium Copyright Act (DMCA), trasformando l'utente possessore di un prodotto fisico in un semplice "licenziatario" di qualcosa che resta di proprietà esclusiva dell'azienda anche dopo l'acquisto.
Ma la corte di appello si è detta in disaccordo con l'interpretazione che collega infrazione di copyright e violazione di licenza, stabilendo che l'uso non autorizzato dalla licenza software non prevede implicitamente l'infrazione del diritto d'autore. L'autore di Glider è colpevole di aver violato la licenza di WoW ma non il copyright di Blizzard.

Alfonso Maruccia
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16 Commenti alla Notizia WoW, il bot non autorizzato non viola il copyright
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  • non ci vuole un avvocato per capire che violando una licenza non si viola il copyright e che, violando la licenza, al più si arriva ad una rescissione del contratto e nulla di più
    non+autenticato
  • Quindi che tipo di condanna ci si può aspettare? Multa? Galera?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giuseppe Curioso
    > Quindi che tipo di condanna ci si può aspettare?
    > Multa?
    > Galera?

    Nessuna. Blizzard può sempre fargi causa.
  • - Scritto da: Giuseppe Curioso
    > Quindi che tipo di condanna ci si può aspettare?
    > Multa?
    > Galera?

    lo bannano dal gioco, ma sono talmente avanti che prima passano da un tribunale

    invece che buttare soldi per portare in causa sto tizio, potevano pagarsi dei programmatori per correggere imperfezioni di programmazione e aggiungere query di controllo (per scovare i bot)
  • - Scritto da: ChristianTN
    > - Scritto da: Giuseppe Curioso
    > > Quindi che tipo di condanna ci si può aspettare?
    > > Multa?
    > > Galera?
    >
    > lo bannano dal gioco, ma sono talmente avanti che
    > prima passano da un
    > tribunale
    >
    > invece che buttare soldi per portare in causa sto
    > tizio, potevano pagarsi dei programmatori per
    > correggere imperfezioni di programmazione e
    > aggiungere query di controllo (per scovare i
    > bot)

    A dire il vero tutta sta roba c'è già nel client ma evidentemente non è troppo efficace se sono anni che viene aggirata con glider.
    Poi non credere che sia così facile fare delle query di controllo per verificare i comportamenti ripetitivi tipici dei bot, staimo poi sempre parlando di un mondo persistente popolato da più di 10 milioni di avatar non è uno scherzo controllare quello che stanno facendo in ogni momento.
    mura
    1717
  • E non è detto che vogliano farlo, sanno anche loro quanto è palloso grindare per tirare su il personaggio. Stiamo parlando di clienti paganti, non di gente che ha comprato il gioco in scatola e poi va avanti senza tirare fuori un soldo. Se li fai incazzare è anche probabile che disdicano l'abbonamento.
  • - Scritto da: mura
    > - Scritto da: ChristianTN
    > > - Scritto da: Giuseppe Curioso
    > > > Quindi che tipo di condanna ci si può
    > aspettare?
    > > > Multa?
    > > > Galera?
    > >
    > > lo bannano dal gioco, ma sono talmente avanti
    > che
    > > prima passano da un
    > > tribunale
    > >
    > > invece che buttare soldi per portare in causa
    > sto
    > > tizio, potevano pagarsi dei programmatori per
    > > correggere imperfezioni di programmazione e
    > > aggiungere query di controllo (per scovare i
    > > bot)
    >
    > A dire il vero tutta sta roba c'è già nel client
    > ma evidentemente non è troppo efficace se sono
    > anni che viene aggirata con
    > glider.
    > Poi non credere che sia così facile fare delle
    > query di controllo per verificare i comportamenti
    > ripetitivi tipici dei bot, staimo poi sempre
    > parlando di un mondo persistente popolato da più
    > di 10 milioni di avatar non è uno scherzo
    > controllare quello che stanno facendo in ogni
    > momento.

    sicuramente hai ragione che non si possono controllare 10milioni di utenti, ma non è neanche difficile fare una query dei giocatori con più alti incrementi vedendo i differenziali su una settimana, relativa classifica (queste cose già le fanno) e sui primi 10 effettuare dei controlli nella settima successiva...

    il punto è che se fosse stato punito per bene (bastonane uno per educarne 100) sarebbe stato un esempio per molti e si sarebbero risparmiato lavoro di controllo

    del resto quando si paga per il gioco, si paga anche per la manutenzione e maggiore affidabilità

    sta sicuro che gli è costato di più andare in tribunale che pagarsi un programmatore per i prossimi 10 anni

    hanno voluto scommettere su una nuova strada (quella dei tribunali) e hanno perso, questo è il punto centrale

    ma la questione è: "hanno fatto bene o male a tentare questa strada?" secondo me è stato inutile, anche vincendo si garantivano solo contro gli utenti americani e non contro gli utenti degli altri Paesi
  • forse non avete idea di come succede su wow.. senza dare pubblicità alla cosa.. tu ad esempio compri gold dai cinesi ed è facile che ti chiudono l'account.. e imho è giusto anche se paghi mensilmente l'account.. se vuoi piu gold mettiti a farmare come tutti
    non+autenticato
  • Sei vuoi più gold mettiti a farmare, è palloso grindare per tirare su il personaggio.

    Mi sa che mi sono perso qualcosa Newbie, inesperto
  • L'omicidio dell'italiano.
    E' stato uno spettacolo raccapricciante.
  • - Scritto da: Valeren
    > L'omicidio dell'italiano.
    > E' stato uno spettacolo raccapricciante.

    slang degli mmo
    non+autenticato
  • - Scritto da: TuttoaSaldo
    > Sei vuoi più gold mettiti a farmare, è palloso
    > grindare per tirare su il
    > personaggio.
    >
    > Mi sa che mi sono perso qualcosa Newbie, inesperto

    Grindare = To Grind = sgobbare
    Farmare = To Farm = coltivare/raccogliere i frutti del proprio lavoro

    Aggiungerei anche
    Bannare = To Ban = Bandire nel senso di escludere da qualcosa (mettere al bando).

    E' slang tipico dei Massive Multi Player Role Play Games (MMORPG), ma gia' ai tempi di Lumes et Umbra (McLink) c'era qualcosa.

    E non e' la raccapricciante morte dell'italiano, ma la sua sopravvivenza.
    Raccapricciante sarebbe stato il trovare i termini in inglese corretti all'interno di una frase in italiano.

    GTFS
    non+autenticato
  • non capisco una virgola di quanto la corte dice Blizzard abbia cercato di dimostrare in merito al bot.
    Violazione di Copyright, e hacking del client al fine dell'invio di dati incoerenti al server al fine del level-up, sono due concetti completamente diversi... perchè si parla di copyright? L'imputato non ha cercato di rivendere licenze di WoW, nè tantomeno ha cercato di installarsi uno shard a pagamento rubando del codice sorgente, o facendo reverse-engineering del client.

    Quando ci sono ben 3 contratti di End User Licence Agreement che Blizzard fa sottoscrivere agli utenti dopo ogni patch e che ben descrivono cosa si può e non può fare con il client di gioco, addons inclusi... mi spiegate che c'entra il copyright?
    non+autenticato
  • il copyright ci puo' entrare, perche' tra le infrazioni di copyright mi risulta esserci la diluizione del copyright perche' collegato unilateralmente a un prodotto che non ha niente a che fare con blizzard facendo intendere che invece ci sia un collegamento biunivoco.
    non+autenticato
  • mi spiegate che c'entra
    > il
    > copyright?
    probabilmente niente. un tentativo degli avvocati dell'accusa di Blizzard, andato a male, pare. Visto che appunto il giudice di 2'grado ha ritenuto che ci sia stata una violazione dell'EULA ma non del copyright
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alex
    > non capisco una virgola di quanto la corte dice
    > Blizzard abbia cercato di dimostrare in merito al
    > bot.
    > Violazione di Copyright, e hacking del client al
    > fine dell'invio di dati incoerenti al server al
    > fine del level-up, sono due concetti
    > completamente diversi... perchè si parla di
    > copyright? L'imputato non ha cercato di rivendere
    > licenze di WoW, nè tantomeno ha cercato di
    > installarsi uno shard a pagamento rubando del
    > codice sorgente, o facendo reverse-engineering
    > del
    > client.
    >
    > Quando ci sono ben 3 contratti di End User
    > Licence Agreement che Blizzard fa sottoscrivere
    > agli utenti dopo ogni patch e che ben descrivono
    > cosa si può e non può fare con il client di
    > gioco, addons inclusi... mi spiegate che c'entra
    > il
    > copyright?

    L'EULA è un contratto privato: ha forza di legge tra le parti che lo sottoscrivono e la sua sfera d'azione rimane limitata agli elementi presenti nel contrato.

    Il DMCA è una legge dello stato e violarla estende, tra gli altri effetti, le sanzioni da quelle previste nel contratto a quelle previste dalla legge.

    Inoltre, a causa del sistema di Common Law dei paesi anglosassoni, la sentenza avrebbe "fatto giurisprudenza" e cambiato/esteso l'applicazione dela legge (sto semplificando).

    La sentenza di appello invece ribadisce il concetto che l'eula NON è il copyright e che gli utenti che la violano sono soggetti esclusivamente alle sanzioni previste dalla licenza, se questa rispetta la legge.

    Quindi: l'utente E' un mero licenziatario, il codice presente sul supporto NON gli appartiene, ma scrivere del software aggiuntivo che altera il funzionamento del software per scopi diversi NON E' violazione di copyright.

    Una sentenza del genere avrebbe stroncato tutti i mod.

    Se blizzard vuole, puo' sempre fare causa al tizio che ha creato il bot, ma non può pretendere che sia lo stato a sostenere tutte le spese per la tutela di un accordo privato che non è stato neanche registrato.

    Un saluto
    GT