Mauro Vecchio

UK, giustizia socializzabile

I giornalisti professionisti sono stati autorizzati a sfruttare i social media per la cronaca in tempo reale dalle aule di tribunale. Previa autorizzazione e con una serie di limitazioni

Roma - A confermarlo è stata una serie di disposizioni diramate dal Lord Chief Justice, una delle massime autorità giudiziarie in terra britannica. I giornalisti professionisti del Regno Unito potranno sfruttare la posta elettronica o i social media per cavalcare in tempo reale la cronaca nelle aule di tribunale.

L'approccio generale sarà però improntato ad un'analisi caso per caso, con i vari corrispondenti d'Albione obbligati a richiedere una specifica autorizzazione da parte del giudice. Il permesso potrebbe infatti essere negato nel momento in cui gli aggiornamenti dal vivo rappresentino una minaccia per la corretta amministrazione della giustizia.

La serie di disposizioni - che avrà valore esclusivamente nelle corti d'Inghilterra e Galles - comprenderà la possibilità per i giornalisti di tenere acceso un laptop o un dispositivo mobile solo ed esclusivamente per seguire la cronaca in aula attraverso gli attuali tool social. Rimarrà valido l'obbligo generale di spegnere qualsiasi tipologia di cellulare che non sia dedicato alla cronaca.
L'annuncio ha subito strappato i primi applausi, in particolare da parte del broadcaster Sky News che ha sottolineato come si tratti di una mossa positiva per la graduale apertura dei tribunali al grande pubblico. Proprio grazie ad alcuni cinguettii su Twitter una giornalista del Guardian aveva annunciato al mondo l'imminente rilascio del founder di Wikileaks Julian Assange.

Il Lord Chief Justice britannico ha però sottolineato come l'uso di social media non debba mettere a rischio la deposizione dei vari testimoni, così come non debba assolutamente interferire con le attrezzature tecnologiche interne all'aula. Pare che i giornalisti non professionisti incontreranno maggiori problemi per l'autorizzazione a socializzare.

Mauro Vecchio
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