Privacy, DoubleClick ci ripensa. Quasi

E si ripropone di non unire le proprie rilevazioni web ai dati della controllata Abacus. Ma in realtà rimanda il tutto. L'azienda rischia di finire sotto l'assedio delle denunce

Web (internet) - I suoi titoli in Borsa in pochi giorni hanno perso numerosi punti fino a spingere il management dell'azienda ad un cambio di rotta, forse non così brusco come alcuni avevano sperato. I dirigenti di DoubleClick hanno infatti ammesso che unire i dati personali raccolti dalla rete ai dati della controllata Abacus Direct è stato un errore, perché la profilazione degli utenti che ne derivava poteva configurarsi come violazione della privacy.

"Ora è chiaro, ha spiegato il CEO dell'azienda Kevin O'Connor, che ho fatto un errore pianificando l'integrazione di nomi con l'attività di utenti anonimi sui siti web, in assenza di una regolamentazione ufficiale a livello di governo o di settore industriale". O'Connor ha anche ammesso che la decisione di tornare sui propri passi è stata indotta dalle centinaia di segnalazioni arrivate da parte di utenti contrari alla profilazione.

In una intervista, comunque, il CEO dell'azienda ha avvertito che il progetto è stato soltanto rimandato, in attesa del varo di una autoregolamentazione ad hoc da parte dell'intero settore, con o senza il contributo normativo del governo: "l'assenza di standard ha portato alla confusione e all'incertezza. Abbiamo bisogno di chiarezza per liberarci dell'incertezza",
Non tutti coloro che hanno protestato in queste settimane sono però felici della decisione di DoubleClick. Sul tavolo, infatti, ci sono soltanto le assicurazioni del CEO che vanno comunque in contrasto con la politica industriale che portò l'anno scorso all'acquisizione di Abacus Direct, azienda che valeva, prima di tutto, per il suo database di dati personali...

Secondo Ari Schwartz, portavoce del Center for Democracy and Technology, "O'Connor ha detto che è in attesa di un accordo tra industria e governo. Noi pensiamo che su questi temi tutti dovrebbero dare il loro contributo. Sulla campagna di denuncia contro DoubleClick abbiamo registrato una partecipazione senza precedenti".