Mauro Vecchio

CD promo, regali da rivendere

Una corte d'appello statunitense boccia le richieste di Universal Music: i dischi inviati in omaggio a scopo promozionale possono essere rivenduti o prestati. Il bollino non rappresenta alcun vincolo di licenza

Roma - Agosto 2007. Troy Augusto è un cittadino californiano, gestore su eBay di un negozio totalmente dedicato al collezionismo musicale. Per la precisione, lo store di Augusto propone in vendita tutti quei CD promozionali che le case discografiche disseminano presso emittenti radiofoniche, giornalisti specializzati o disc jockey.

Ma c'è un piccolo dettaglio che non piace affatto alla grande etichetta statunitense Universal Music Group (UMG): su ciascuno dei dischi promozionali c'è uno specifico bollino. Un bollino "che fa fede" e spiega come il CD sia di proprietà della casa discografica e soprattutto come il destinatario possa farne esclusivamente un uso personale.

In sostanza, vietata la vendita. Un grosso problema per Augusto, che viene trascinato in tribunale dai legali di Universal. A favore del gestore c'è però la dottrina nota come first sale, il primo atto di vendita: un consumatore può disporre a proprio piacimento di un bene - che sia disco, libro o DVD - legalmente acquistato.
Giugno 2008. Un giudice statunitense stabilisce che i CD promozionali sono da considerarsi un regalo secondo le leggi federali vigenti. Il bollino invocato dai legali di Universal non rappresenterebbe affatto una forma di licenza, non andando così ad ostacolare attività post-acquisto come il prestito o la vendita all'asta su eBay.

Gennaio 2010. Una corte d'appello californiana ha sostanzialmente confermato la decisione precedente, facendo sfumare ogni tentativo di rivalsa legale da parte della major del disco. Universal non avrebbe dunque alcun diritto su CD promozionali inviati a titolo gratuito, ancora una volta da considerare come degli omaggi.

"Questa corte ha riconosciuto un principio fondamentale - ha commentato l'avvocato di Augusto - i diritti dei consumatori non possono essere eliminati semplicemente invocando una licenza. Una volta che un'opera viene donata, i detentori dei diritti non ne hanno più il controllo. Non possono obbligare un consumatore a non rivenderla o prestarla ad un amico".

Mauro Vecchio
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