Cristina Sciannamblo

Twitter, Courtney Love avrebbe dovuto chiudere il becco?

La vedova Cobain al centro di una causa legale per aver insultato la stilista Dawn Simorangkir a colpi di tweet. L'accusa Ŕ di diffamazione. La linea difensiva fa appello all'insanitÓ mentale scaturita dall'uso di Twitter

Roma - Nel 2009 è stata al centro di una causa legale grazie alla quale è stata eletta prima celebrità finita in tribunale per colpa di un tweet. Il personaggio in questione è Courtney Love, accusata di diffamazione dalla stilista Dawn Simorangkir.

Sembra, infatti, che nel marzo 2009 la vedova Cobain abbia dato voce a insulti poco rispettosi rivolti alla designer di moda conosciuta con lo pseudonimo di Boudoir Queen. In particolare, a quest'ultima venivano addebitati precedenti di aggressione e percosse, accuse che, secondo la rocker, avrebbero fatto perdere a Simorangkir la custodia del proprio figlio. Inoltre, Courtney Love la accusava di essersi arricchita sulla sua fama: "Lei ha ricevuto un'elevata somma di denaro, oltre 40mila dollari, e io non rendo le persone famose...", si legge in uno dei tweet contestati.

Queste dichiarazioni, insieme ad altre lanciate su altre piattaforme social come MySpace e Etsy.com formano la base accusatoria sottoposta alla Corte Superiore di Los Angeles e istituisce, di fatto, il primo processo nei confronti di un personaggio dello spettacolo che ha per oggetto commenti pubblicati su Twitter.
"Non c'è mai stato un caso simile prima d'ora", ha spiegato Bryan Freedman, legale di Simorangkir, il quale avrà il compito di convincere la corte interessata che le dichiarazione di Courtney Love hanno danneggiato la carriera della sua assistita, motivo per il quale sussiste il diritto di chiedere un risarcimento milionario per danni.

In una deposizione, Love ha dichiarato di aver semplicemente riferito nei suoi tweet ciò che le è stato detto dalla sua stessa accusatrice, circostanza negata da quest'ultima. Secondo i ben informati, i legali della cantante starebbero pensando di presentare davanti alla Corte il parere di specialista medico che accerterebbe l'evidenza della non dolosità delle intenzioni della donna, tale per cui non risulterebbe giustificabile una denuncia per diffamazione.
Tale impostazione, per molti assimilabile a una sorta difesa per insanità mentale maturata fra i social network, suggerisce l'idea che Twitter sia stato una specie di droga che non ha permesso a Love di rendersi conto dell'impatto che le sue dichiarazioni avrebbero generato.

Secondo The Hollywood Reporter, Dawn Simorangkir, pur di vincere la battaglia legale, avrebbe arruolato un consulente tecnico, Jessie Stricchiola, esperta di social media, la quale avrà il compito di quantificare i danni causati dai tweet sotto accusa.

Cristina Sciannamblo
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