Cristina Sciannamblo

CES 2011/ L'impronta verde di Greenpeace

Divulgati i dati dell'indagine dell'organizzazione ambientalista sui prodotti più ecocompatibili. Un monitor Asus guadagna il primato assoluto. Ma tutti progrediscono

Roma - Qualche mese fa aveva divulgato la consueta classifica dell'elettronica verde. Ora Greenpeace interviene al CES di Las Vagas eleggendo i prodotti tecnologici di consumo più rispettosi dell'ambiente. Sul podio salgono Asus, Acer, HP e Samsung, mentre Wipro e Dell guadagnano le ultime fila. Apple, pur rifiutando di partecipare al ranking, ha conquistato un consenso non ufficiale grazie al Macbook Pro costruito in assenza di elementi chimici pericolosi.

Sono ventuno le aziende invitate dall'organizzazione ambientalista a partecipare all'indagine sull'elettronica verde, che quest'anno spegne la terza candelina. Diciotto di queste hanno aderito, appoggiando lo spirito dell'iniziativa di incoraggiare i produttori dell'elettronica di consumo a realizzare manufatti che siano privi di componenti chimici dannosi quali il polivinile (PVC) e i composti in brominato (BFR). Lo studio, inoltre, considera anche tutti i comportamenti adottati in favore della salvaguardia ambientale: risparmio energetico, riciclo dei materiali, e-waste. "Molte aziende sono più impegnate nel parlare che nel produrre fatti", ha dichiarato Casey Harell di Greenpeace durante la conferenza stampa.

Entrando nel dettaglio dei dati, si scopre che il prodotto più verde in assoluto è risultato essere il monitor per computer Asus VW-247H-HF, che ha totalizzato 7,5 punto su 10. La classifica è costruita su sette categorie di prodotti: notebook, desktop, netbook, smartphone, cellulari, monitor e TV. Per quanto riguarda i telefoni cellulari, la medaglia d'oro è andata al Samsung GT-S75550 e al Sony Ericcson Aspen per gli smartphone. Ancora: HP compaq 6005 Pro Ultra-Slim al primo posto nella categoria desktop, Asus UL30A per i notebook, Acer nei netbook e Sharp LC-52SE1 è stata eletta TV più verde.
Secondo Renee Blanchard, esponente della campagna internazionale di Greenpeace contro i prodotti tossici, l'indagine in questione dimostra che molte aziende hanno compiuto progressi evidenti nella produzione di oggetti privi dei componenti chimici più inquinanti, più efficienti dal punto di vista energetico e più facili da riconvertire e riciclare. "Molte aziende considerate nella ricerca - prosegue Blanchard - hanno superato i nostri standard in termini di riduzione dei materiali tossici. Ogni anno i punteggi diventano più alti, per questo motivo registriamo molti passi avanti. Miglioramenti sono necessari in molte aree, soprattutto per quel che concerne la responsabilità del produttore".

In occasione del CES, Greenpeace si è anche appellata ai legislatori federali e statali affinché questi convincano le aziende ad avere maggior senso di responsabilità: "Questa non è una questione che può essere risolta esclusivamente da un'azienda, per quanto importanti possano essere le sue iniziative in materia di protezione ambientale", ha concluso Blanchard.

Tuttavia, c'è chi sostiene che il buon esempio dovrebbe arrivare dallo stessa fiera di Las Vegas: se l'evento fosse realizzato esclusivamente in digitale si potrebbe ottenere un risparmio di 179mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica. I circa 125mila partecipanti alla manifestazione risparmierebbero circa 219 milioni di chilometri spesi in voli continentali e intercontinentali, e i documenti in formato digitale preserverebbero due milioni di fogli di carta.

Cristina Sciannamblo
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