Licenze e brevetti, è guerra in Virginia

UCITA è una legge che la Virginia potrebbe adottare per primo tra gli stati federali americani. Una norma che "mette a rischio" i rapporti tra fornitore di software e azienda cliente

Web (internet) - Sono moltissimi coloro che non hanno mandato giù i contenuti dello Uniform Computer Information Transactions Act (UCITA). Una proposta regolamentare che presto sarà legge in Virginia, una proposta che secondo molte piccole aziende concede troppo potere ai grandi produttori di software.

A schierarsi contro la "proposta tecnica" -che i singoli stati possono decidere di trasformare in legge- sono in questi giorni una serie di personaggi del settore, come John Rudin, CIO della Reynolds Metals di Richmond, in Virginia appunto, che guida un drappello di realtà locali nel contrastare la UCITA. E un primo successo lo ha ottenuto facendo sì che, se anche la legge venisse firmata dal Governatore dello stato nei prossimi giorni, comunque non diverrebbe efficace fino al luglio del 2001; un periodo nel quale un comitato di studio, composto da aziende e softwarehouse, potrà studiare il testo.

Ci sono cose nella UCITA, spiega Rudin ai reporter, che danno ai fornitori di software un potere "tremendo". Per esempio, l'UCITA consentirebbe a chi affida software in licenza di "distruggere a distanza" mediante una "time bomb" i sistemi del licenziatario in caso di controversie. Un sistema che crea incertezza e che costringerebbe il licenziatario a portare in tribunale la softwarehouse fornitrice con tutti i costi che ne derivano. Al punto che chi chiede la licenza potrebbe "trovarsi ad essere succube delle richieste di chi dà licenza di un certo software. Spianando così la strada ad un rapporto di potere".
Secondo Rudin una misura del genere equivale alla libertà per certi fornitori di "prendere in ostaggio" le aziende licenziatarie. Lo stesso Rudin ripone molte speranze nel comitato di studio che in Virginia potrebbe portare ad emendamenti sostanziali ad UCITA.