Alfonso Maruccia

Intel e NVIDIA, amici più di prima

I due colossi formalizzano l'accordo di cui si parlava da tempo. Santa Clara avrà accesso all'intero pacchetto dei brevetti NVIDIA. Quest'ultima potrà sviluppare chip compatibili le tecnologie Core

Intel e NVIDIA, amici più di primaRoma - Intel e NVIDIA avevano da tempo chiarito la comune volontà di chiudere i contenziosi legali apertisi tra le due realtà aziendali, e alla fine quell'accordo è arrivato: il chipmaker di Santa Clara e la produttrice (tra le altre cose) delle potenti GPU GeForce evitano la via dei tribunali sottoscrivendo termini soddisfacenti per entrambe, mentre Intel avrà un'arma in più nella sua lotta tecnologica contro il progetto Fusion/APU di AMD-ATI.

L'accordo extragiudiziario prevede il cross-licensing delle tecnologie proprietarie detenute da NVIDIA e Intel, anche se in proporzioni diverse: il chipmaker avrà accesso all'intero pacchetto di di NVIDIA, mentre quest'ultima potrà mettere mano ai microprocessori e ai chipset ma non alle istruzioni x86 proprietarie o alla memoria flash. In compenso NVIDIA ci guadagnerà una vera e propria cascata di soldi, per la precisione 1,5 miliardi di dollari da corrispondere in cinque rate annuali.

Con l'accordo siglato appena fuori dalle porte del CES 2011 di Las Vegas, Intel e NVIDIA mettono fine a una contesa tecnico-legale che andava avanti da 2 anni: a iniziare i giochi di guerra era stata Intel, sostenendo che NVIDIA non avesse alcun diritto di sviluppare chipset per la microarchitettura Nehalem (CPU Core i3/i5/i7 di prima generazione), e gli accordi già in vigore fossero validi solo per le tecnologie delle precedenti generazioni.
A Intel, che nei fatti il componente più importante del chipset (il Northbridge, per la gestione dei bus di comunicazione ad alto data rate) lo aveva integrato nella CPU proprio a partire da Nehalem, NVIDIA aveva risposto sostenendo a sua volta l'infrazione dei suoi brevetti proprietari da parte del chipmaker. Il miliardo e mezzo di dollari che ora Intel accetta di buon grado di versare all'ex-concorrente è la migliore indicazione del fatto che, probabilmente, entrambe le aziende avevano ragione sulla violazione di copyright l'una nei confronti dell'altra.

A NVIDIA quei soldi faranno parecchio comodo per "rafforzare il bilancio" e continuare con scioltezza l'espansione nei nuovi mercati adocchiati dalla corporation, in particolare quel chip "SoC" basato su ARM che il CEO Jen-Hsun Huang ha recentemente presentato al CES con il nome in codice di Progetto Denver.

Per quanto riguarda Intel, invece, l'accordo extragiudiziario con NVIDIA risolve eventuali problemi di brevetti sulla tecnologia grafica implementata in Sandy Bridge - e non a caso Huang cita espressamente la nuova microarchitettura come "coperta" dall'intesa. Per quanto riguarda il prossimo futuro, infine, se NVIDIA ha già chiaramente espresso la volontà di smarcarsi dal mercato dei chipset per processori x86, Intel potrebbe integrare la tecnologia delle GeForce all'interno delle future CPU per meglio competere con l'accoppiata AMD+ATI Radeon delle APU del progetto Fusion.

Alfonso Maruccia
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