massimo mantellini

Contrappunti/ Tutta la veritÓ sul WiFi

di M. Mantellini - Una rondine non fa primavera, e un decreto Pisanu abolito non fa da antidoto al digital divide. Per quello serve interrogarsi sulla natura del Belpaese, e guardare a cosa

Roma - Personalmente il dibattito in corso sulle grandi nuove opportunità che ci attendono ora che il WiFi è stato liberato, ed è possibile utilizzarlo senza gli impedimenti del decreto Pisanu, non lo capisco. Così come fatico a comprendere l'eccitazione per il modesto progetto di copertura WiFi del centro storico che il Comune di Milano ha ripresentato in questi giorni (forse per la terza volta nel giro degli ultimi anni).

Reti civiche e scomparsa degli obblighi di autenticazione per le reti wireless rientrano nel tema più ampio del diritto all'accesso, e come tali sono argomenti di cui è certamente utile discutere; il diritto all'accesso poi, anch'esso spesso citato a sproposito, è semplicemente la prima pietra di una costruzione ideologica secondo la quale, dalla maggior capacità dei cittadini di collegarsi fra loro e di essere informati derivano democrazie più salde e partecipate, e quindi, in definitiva, il benessere complessivo della nazione.

Ridiscendendo dai massimi sistemi verso la Terra, perché penso che ci stiamo occupando con grande drammaticità di temi marginali ed ininfluenti? Sostanzialmente per due ragioni: perché abbiamo a disposizione l'esperienza di altri paesi occidentali che hanno sperimentato nel nostro quinquennio di vacanza legata al decreto Pisanu lo sviluppo delle reti wireless libere e la nascita (e la precocissima decadenza) delle reti civiche comunali di accesso alla Rete, e perché l'eccezione italiana (chiamiamo così questa strana anomalia che mantiene questo Paese in fondo a tutte le classifiche di accesso a Internet) disegna un panorama sociale di accesso alla Rete che dovrebbe consigliarci qualche valutazione e qualche provvedimento supplementare.
Il primo dei due punti è facilmente riassumibile: non esiste a tutt'oggi un solo progetto mondiale di accesso gratuito alla Rete costruito da una municipalizzata (o meglio ancora sorto dalla libera iniziativa di gruppi di cittadini) che possa definirsi tale per dimensioni e caratteristiche tecniche. ╚ fallito il WiFi gratuito di Filadelfia, quello pagato coi soldi Google a San Francisco, sono stati via via abbandonati un po' in tutto il mondo le grandiose iniziative che avrebbero dovuto trasformare l'accesso alla Rete in una commodity direttamente fornita dalle amministrazioni. Le ragioni di questi vistosi fallimenti sono legate ai limiti intrinseci della tecnologia (scarsa penetrazione negli edifici chiusi, necessità di posizionamento di un numero molto alto di antenne), ma sono per la maggior parte correlate ad una incompatibilità di fatto con l'accesso commerciale alla Rete e ad una sostanziale invasione delle amministrazioni nel business degli ISP. Con la non marginale postilla che il Comune di Milano o quello di Venezia non sono un ISP.

Il secondo punto è quello per me maggiormente interessante. Ciò di cui abbiamo bisogno è che i cittadini italiani si innamorino di Internet. Sondare i motivi per cui tutto questo fino ad oggi è avvenuto solo in parte è sociologicamente interessante, ma ancora di più lo sarebbe se la politica e gli amministratori si domandassero quali scelte possano spostare verso l'utilizzo di Internet quella rilevante quota di italiani che a tutt'oggi non desidera sentirne parlare. Sono molti, rappresentano una grande eccezione culturale, una delle tante, di questo paese. Sono quella fetta della torta che separa le nostre statistiche di accesso da quelle degli altri paesi occidentali. Non sarà liberando le frequenze del WiFi che riusciremo a convincerli.

Se c'è un percorso da fare tutti assieme nei prossimi mesi questo non può risolversi nella rivisitazione delle norme (né tantomeno nei tentativi di modificare perfino la Costituzione). ╚ forse consolatorio pensare che il sig. Rossi Mario sia stato frenato nel suo impetuoso afflato verso il web dal legislatore ignorante, così come sarebbe infantile immaginare che il bollo statale che testimonia la genuinità della rete serva a trascinare le masse verso Internet.

Compilare una lista delle cose da fare perché gli italiani si innamorino di Internet è la vera frontiera burocratica dei prossimi mesi. Serve l'apporto di tutti, servono idee intelligenti ed anche escamotage furbetti. Nessuno dovrebbe sentirsi escluso da questa elaborazione strategica: la politica in primo luogo, ma anche i grandi mediatori culturali, senza escludere le aziende della comunicazione, per lo meno quelle in grado di avere una visione che travalichi il breve periodo. Scriviamo un grande post-it, sottoponiamolo ai miscredenti. Convinciamoli che più che al nostro interesse stiamo pensando al loro, smettiamo di guardare la Rete dal monocolo appannato del nostro piccolo interesse. Non abbiamo in fondo molte altre alternative.

Massimo Mantellini
Manteblog

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55 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Tutta la veritÓ sul WiFi
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  • Perché tutti devono stare su internet?
    Come ci sono molti italiani che non amano la televisione, ci sono molti italiani che non amano internet. E' fisiologico.
    Internet NON e' per tutti, non è obbligatorio essere connessi ad internet.
    Non ancora almeno, così come non è obbligatorio possedere un'automobile o un telefono cellulare.

    Ok, ci sono un sacco di italiani che non vanno su internet.
    Risposta: per usare correttamente la rete bisogna studiare e non poco (e il primo che dice "non è vero" o "è facile" provi a scrivere tutti i passaggi che fa per mettere in rete un dispositivo, facendo finta di spiegarlo ad uno che su internet manco sa dove sta di casa google).

    Il massimo che si può fare è offrire servizi ATTRAVERSO internet, belli e confezionati e realizzati ad hoc per evitare a queste persone di non impegnare tempo e risorse per lo studio di qualcosa che non sentono come necessario.

    Tutto qui. Internet non c'entra in questo caso.
    Non si deve far innamorare nessuno di niente, al massimo lo stato può farsi carico di una versione "dedicata per web TV o telefonino" dei suoi portali. Chi vuole si connette, gli altri continueranno ad usare raccomandate e carte bollate fino alla fine (o finché una LEGGE non obbligherà i cittadini a dotarsi di connessione E QUINDI a studiare).

    GTFS
    non+autenticato
  • - Scritto da: Guybrush Fuorisede
    > Perché tutti devono stare su internet?
    > Come ci sono molti italiani che non amano la
    > televisione, ci sono molti italiani che non amano
    > internet. E'
    > fisiologico.
    > Internet NON e' per tutti, non è obbligatorio
    > essere connessi ad
    > internet.
    > Non ancora almeno, così come non è obbligatorio
    > possedere un'automobile o un telefono
    > cellulare.
    >

    Mantellini è uno di quelli che crede nella banda larga e nel wifi come mezzo per migliorare il mondo. In realtà migliora la qualità della vita, ma fa aumentare tantissimo la disoccupazione.
    Per esempio oggi ho prenotato una visita ospedaliera con la carta regionale dei servizi, ho fatto tutto tramite Internet con il mio 14.400 (altra prova che la banda larga non è poi così necessaria quando basta il mio lentissimo modem per prenotare un servizio o fare un acquisto online).Il giorno prima allo sportello del CUP l'impiegata mi aveva detto: "Eh se facessero tutti così qui la coda si ridurrebbe tantissimo e probabilmente basterebbe una cassa sola anziché 10 come accade adesso". Non pensando che in questo caso lei diventerebbe inutile e la licenzierebbero.
    non+autenticato
  • > Il giorno prima allo sportello del CUP
    > l'impiegata mi aveva detto: "Eh se facessero
    > tutti così qui la coda si ridurrebbe tantissimo e
    > probabilmente basterebbe una cassa sola anziché
    > 10 come accade adesso". Non pensando che in
    > questo caso lei diventerebbe inutile e la
    > licenzierebbero.
    Stai parlando di posti di stipendio: sono dei win for life!A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippO
    > > Il giorno prima allo sportello del CUP
    > > l'impiegata mi aveva detto: "Eh se facessero
    > > tutti così qui la coda si ridurrebbe tantissimo
    > e
    > > probabilmente basterebbe una cassa sola anziché
    > > 10 come accade adesso". Non pensando che in
    > > questo caso lei diventerebbe inutile e la
    > > licenzierebbero.
    > Stai parlando di posti di stipendio: sono dei win
    > for life!
    >A bocca aperta

    Non è che anche così sia una bella cosa, io parlo a livello mondiale, all'estero li licenzierebbero. Comunque non ci sarebbero nuove assunzioni neanche qui.
    non+autenticato
  • beh mio zio è stato licenziato quando hanno messo le macchinette automatiche per il ticket ad esempio
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jacopo Monegato
    > beh mio zio è stato licenziato quando hanno messo
    > le macchinette automatiche per il ticket ad
    > esempio

    Il mondo si sta automatizzando. La Lego ha un'azienda che produce milioni di pezzi ed è tutta automatizzata, per farla andare bastano pochi operai.
    Aggiungiamo Internet che piano piano segherà i posti di lavoro a chi lavora in aziende che offrono servizi. La manodopera a basso costo nei paesi asiatici. Quali lavori resteranno nel futuro?
    Per me l'unica soluzione sarebbe quella di far fare figli solo a un'elite di persone che si è distinta in campo scientifico, artistico e sociale. Abbandonare l'idea del capitalismo: fai tanti figli, crei domanda, le aziende producono, creano posti di lavoro e tu facendo parte del meccanismo hai i soldi per soddisfare i tuoi bisogni.

    Bisognerà avere poche città in tutto il mondo. In quel caso sarei favorevole a Internet, al wifi e alla banda larga. Dare mezzi pubblici comodi per tutti, non preoccuparsi dei beni energetici perché ce ne sarebbero per tutti. Meno inquinamento. Poche persone, ma che vivono bene e che lavorano poche ore a settimana.
    non+autenticato
  • > Aggiungiamo Internet che piano piano segherà i
    > posti di lavoro a chi lavora in aziende che
    > offrono servizi. La manodopera a basso costo nei
    > paesi asiatici. Quali lavori resteranno nel
    > futuro?

    Guarda che liberarsi dalla necessità di lavorare è sempre stato il sogno dell'umanità. Se ne restano pochi, vorrà dire che lavoreremo solo una o due ore al giorno, non di più.

    >
    > Per me l'unica soluzione sarebbe quella di far
    > fare figli solo a un'elite di persone che si è
    > distinta in campo scientifico, artistico e
    > sociale.

    Allora, cosa aspetti a castrarti?
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > vorrà dire che lavoreremo solo una
    > o due ore al giorno, non di
    > più.

    Una o due ore al giorno, inizia col dire, una bella differenza rispetto ad adesso.

    >
    > >
    > > Per me l'unica soluzione sarebbe quella di far
    > > fare figli solo a un'elite di persone che si è
    > > distinta in campo scientifico, artistico e
    > > sociale.
    >
    > Allora, cosa aspetti a castrarti?

    Non c'è bisogno di castrarsi per non fare figli. Volendo si può fare una vasectomia(anche se pare aumenti le probabilità di contrarre il cancro) o stare semplicemente attenti.
    non+autenticato
  • E chi decide chi deve riprodursi?
    Tu?
    Io?
    Il Consiglio Jedi?
  • - Scritto da: Zowie
    > E chi decide chi deve riprodursi?
    > Tu?
    > Io?
    > Il Consiglio Jedi?

    L'Apple Store
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > Comunque non ci sarebbero nuove
    > assunzioni neanche
    > qui.
    Magari quello che il cittadino risparmia come costi li spenderà in altre attività dove avranno bisogno di assumere personale.
    Sicuramente il cittadino avrà più tempo per fare attività piacevoli invece di stare in una stupida fila e magari queste attività porteranno a nuove assunzioni.

    Ciao.
    non+autenticato
  • Il decreto Pisanu ha comunque fatto danno.
    Prima di tutto ha reso illegale condividersi un accesso condominiale o tra un paio di vicini di casa che volevano risparmiare qualcosa costringendo costoro nella clandestinità, o collegare capannoni ed uffici di una stessa azienda a breve distanza tra loro, tanto che chi lo ha fatto è dovuto rimanere in clandestinità o ha dovuto spendere uno sproposito per soluzioni alternative.

    Gli hotspot pubblici e gratuiti oggi come oggi sono in pochissime aree private eppure sarebbero utilissimi tanti luoghi in cui avere un minimo di accesso anche con larghezza di banda non eccelsa.

    Perché oggi si stanno diffondendo device molto utili e sempre più portabili, gli smartphone, i tablet, netbook sempre pi raffinati. E se mentre ti prendi un caffè, trovi una rete aperta messa a disposizione dalla caffetteria, potercisi sincronizzare email, contatti, RSS, ecc. ╚ utilissimo.

    Nessuna copertura capillare è inteso, che non va ad intaccare il business del 3G e delle reti mobili, ma che nel suo piccolo è utile anche a fargli un poco di concorrenza e farne ridurre il costo.

    E poi penso che anche il progetto Fon e delle reti con le Foneere era qualcosa di interessante che avrebbe potuto avere una discreta utilità se non fosse stato castrato dalla legislazione italiana.
    non+autenticato
  • - Scritto da: iRoby
    > Il decreto Pisanu ha comunque fatto danno.
    > Prima di tutto ha reso illegale condividersi un
    > accesso condominiale o tra un paio di vicini di
    > casa che volevano risparmiare qualcosa

    Il decreto Pisanu in questo caso c'entra poco. Gli stessi contratti che sigli con i provider te lo vietano.
    non+autenticato
  • E, quand'anche non ci fossero clausole del genere, la condivisione di accesso internet WI-FI con fornitura di servizio fuori dai confini della proprietà privata sarebbe vietato dal codice delle comunicazioni elettroniche del 2003 (art. 99 e seguenti), senza autorizzazione.

    Il Decreto Pisanu era solo uno dei molti ostacoli normativi che ci sono tuttora a Sultanopoli.
    non+autenticato
  • - Scritto da: iRoby
    > Il decreto Pisanu ha comunque fatto danno.

    Ora una domanda che dovremmo porci e dare una risposta è:

    CHI PAGA IL DANNO?

    Io presenterei il conto a Pisanu e a chi ha firmato tale insulsa Legge (insulsa perché applicata nel paese dove NON si sono svolti i fatti che l'hanno determinata).
    ruppolo
    33147
  • Oggettivamente, quoto perché è sacrosanto.
    Ma sono impunibili quindi inutile persino farsi marcire il sangue.