Il P2P e la legge italiana

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un intervento dell'avvocato Daniele Minotti (studiominotti.it), esperto di cose internet, sul delicato status di chi usa i sistemi di peering

Roma - Caro Paolo, faccio riferimento all'articolo P2P, partita retata di utenti italiani pubblicato su Punto Informatico del 30 maggio u.s. Il pezzo fa riferimento ad una notizia data, lo stesso giorno, da La Repubblica.it e ripresa da diverse testate, peraltro con una coda pubblicata il giorno successivo sempre su La Repubblica.it.

La notizia, in buona sostanza, sarebbe questa: lo scambio di file mediante applicazioni P2P (Winmx, Kazaa, ecc.) sarebbe penalmente sanzionabile, anche per il semplice "downloader", il semplice utente che condivide o scarica materiali esclusivamente per proprio intrattenimento personale.

Io, come sai, non faccio il politico e, a differenza del sen. Cortiana, non faccio interrogazioni parlamentari. Mi limito ad esporre una critica giuridica, inevitabilmente con qualche accenno agli aspetti informatici del caso. Penso sia l'atteggiamento più corretto.
Posso premettere che buona parte di quanto è scritto nei due articoli che ho letto su La Repubblica.it è quasi totalmente infondato, sia tecnicamente che giuridicamente.

Schematicamente:

- Winmx, Kazaa, etc. nono sono "siti", ma, contrariamente a quanto attribuito all'ufficiale superiore GdF, applicazioni sharing;

- il riferimento all'art. 171 l.d.a. è sbagliato (voglio sperare per un refuso), mentre quello corretto è, semmai, l'art. 171-ter l.d.a.;

- il decreto legislativo (non legge) 9 aprile 2003, n. 68 entrato in vigore il successivo 29 aprile, non ha spostato di una virgola il possibile trattamento penale da riservare al fenomeno del P2P;

- la disciplina penale riguardante fonogrammi e videogrammi (nel digitale, file audio e video) è contenuta nell'art. 171-ter l.d.a. introdotto nel 1994 (d.lgs. 685/1994). Da quella data il testo ha sempre contenuto il riferimento alla cessione (o concessione) a "qualsiasi titolo". La disposizione è stata riscritta nel 2000 (con la l. 248/2000) e, rispetto a quel testo, il decreto di aprile ha soltanto estratto, dalla lett. d), la parte riguardante le misure tecnologiche cui è stata dedicata un'altra lettera dell'articolo. Nulla è intervenuto sul P2P e, più in particolare, sul dolo di lucro presente nella disposizione sin dal 1994;

- nessuna seria interpretazione consente di "cancellare" la rilevanza del dolo di lucro (la realizzazione di un vantaggio economico diretto) sulla scorta dell'inciso "cede a qualsiasi titolo" laddove, come tutti sanno, per "qualsiasi titolo" si intende "qualsiasi titolo negoziale". Il dolo di lucro e l'eccezione dell'uso personale sono previsti dalla prima parte dell'art. 171-ter l.d.a. e riguardano, senza eccezioni, tutte le ipotesi ivi previste;

- sin dal 2000, la posizione del mero utilizzatore di materiali illeciti ha, a determinate condizioni un suo trattamento amministrativo e non certo penale. Contestare, oggi, la ricettazione è, quanto meno e nella stragrande maggioranza dei casi, giuridicamente errato e... anacronistico. Per non parlare delle delicate questioni riguardanti la doppia natura immateriale delle opere dell'ingegno rese in digitale.

In termini più generali, occorre dire che il P2P, almeno nelle sue espressioni più recenti e decentrate, non è illegale di per sé. Tutto dipende da cosa si condivide. Le modalità della condotta (lucrativa o meno) incidono invece sul trattamento sanzionatorio che, nella stragrande maggioranza dei casi, considerata l'ordinaria gratuità dello sharing, non ha rilevanza penale.

Non sono qui a difendere il P2P perché so che, normalmente, si scambiano materiali sui quali terzi vantano diritti morali e patrimoniali. Tanto meno sono a sindacare sull'opportunità o meno di perseguire il mero "scaricatore" di materiali protetti. E' un aspetto che, come avvocato, non mi compete. Dico soltanto che la legge penale vigente va interpretata in modo assolutamente rigido, senza trasformarla in strumento mediatico di deterrenza oltre il chiarissimo significato delle parole.

avv. Daniele Minotti
www.studiominotti.it
110 Commenti alla Notizia Il P2P e la legge italiana
Ordina
  • Non riconosco come reato la condivisione di cartelle musicali o video.
    Non esiste nessuno scopo di lucro e la cartella viena donata volontariamente e gratuitamente da un utente all'altro.
    Avvocati dovrebbero perdersi meno nelle parore e guardare il mondo reale come funziona perche i vostri tempi stanno per finire.
    Grazie
    Federico
    non+autenticato

  • - Scritto da: woland76
    > http://www.theregister.co.uk/content/6/31011.

    non ti sfugge proprio nulla!
    non+autenticato
  • a dire il vero si trattava di una mezza bufala, smascherata da paolo attivissimo
    non+autenticato
  • ciao, ho letto su Musica di oggi di BitTorrent un nuovo software per la condivisione dei file che non permetterebbe di risalire all'identità dei condivisori. Qualcuno ne sa qualcosa.
    Grazie
    Andrea
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ciao, ho letto su Musica di oggi di
    > BitTorrent un nuovo software per la
    > condivisione dei file che non permetterebbe
    > di risalire all'identità dei condivisori.
    > Qualcuno ne sa qualcosa.
    > Grazie
    > Andrea

    cerca con Google.com, avrai sempre la risposta!Sorride

    http://bitconjurer.org/BitTorrent/

    non e' un programma di filesharing o P2P

    se puoi posta qui quello che ha scritto Musica .. visto che la redazione e' quella di repubblica chissa' cosa hanno scritto... sob

    Zia Polly
    non+autenticato
  • Musica ha scritto:
    "cliccatissimo su Google, è un software per la condivisione di file in Rete sviluppato da Bram Cohen, 27 anni americano. C'è chi lo considera il passo successivo a Kazaa, ecc.
    Come funzione. Gratis, consente di condividere il dowload fra più utenti nello stesso tempo senza intasare i server di origine e senza che sia possibile risalire all'identità. più si condivide, più si scarica velocemente. Notevole. Guida all'uso: cen.uiuc/~halm/newbie.html"
    non+autenticato
  • > Musica

    Non mi dire che e' il supplemento di Repubblica!!!

    Non c'e' limite al peggio
    non+autenticato
  • Circa 6 anni fà la procura di torino con una mirabolante operazione (ben 5 agenti della polizia giudiziaria),mi sequestrò il mio fido AMIGA 1200 con hard disk da 1 GB,con annesso controller SCSI e masterizzatore,circa 200 dischetti usati ma vuoti !! e BEN 6 cd rom con materiale vario (prevalentemente shareware, ma anche giochi e programmi con copyright).
    Inoltre un vecchio televisore bianco e nero da 14 pollici che usavo come monitor.Ho elencato il materiale perchè possiate rendervi conto della portata di questa operazione.
    Visto che tutto ciò mi ha provocato ansia e depressione dalla quale fortunatamente mi sono ripreso (in parte)ora aspetto con una notevole ansia(quella mi è rimasta purtroppo) il rinvio a giudizio.
    Ora la domanda: ma è normale che dopo 6 anni non sia ancora stato rinviato a giudizio dalla procura di Torino ??
    A quali tempi vado incontro ? Sinceramente non me ne frega niente neanche se mi condannassero,a patto che il tutto si risolva in breve tempo,il tempo mi stà lentamente uccidendo.
    AIUTATEMI !!!
    non+autenticato
  • Sinceramente appaiono tanti, troppi.
    Mi chiedo hai nominato un difensore di fiducia (Avvocato) per seguire la situazione?
    Non so che uso facevi di quello che ti èp stato sequestrato ma considerando i tempi trascorsi è molto probabile:
    - che il PM abbia chiesto (e magari già ottenuto) l'archviviazione perchè il fatto non costitusce reato (se non c'è lo scopo di lucro), ma a te non è stato comunicato (capita spesso che se sei archiviato non te lo comunicano);
    - che l'eventuale (supposto) reato sia prescritto o sia vicino alla prescrizione e quindi nessuno intenda procedere.

    La cosa migliore è che nomini un Avvocato tuo difensore che vada a verificare, in alternativa potresti andare tu personalemnte alla Procura della Repubblica di Torino ed interessarti.
    Se ti sembra difficile vai alla Procura e fatti rilasciare il certificato "dei carichi pendenti" da lì dovresti vedere se hai ancora o meno un procedimento penale attivo.
    Leguleius
    non+autenticato
  • Ti ringrazio per i preziosi consigli.
    Effettivamente il mio avvocato mi aveva comunicato negli anni passati (prima dopo un anno e poi dopo 3) che il procedimento era ancora in corso.
    Gli chiederò ora (dopo ben 6 anni) di fare ulteriori verifiche.
    Grazie ancora.
    non+autenticato
  • ah.... ti serviva la risposta su un forum per considerare la possibilità di controllare la situazione dopo 3 anni????
    non+autenticato
  • macche risposta e risposta...

    ma vi pare che uno possa essere condannato perche' ha un A1200 e tre giochi in croce?

    eppoi secondo me coloro che vanno condannati sono quelli che hanno scopi lucrativi sullo scambio dei files

    e anche se il discorso non e' cosi' semplice e' una vergogna che esistano ancora oggi amenita' del genere (ovvero condanne per reati inesistenti)

    aveva ragione un mio amico

    e' tornata l'onda littoria

    saluti
    non+autenticato
  • Ho scritto a repubblica,chiedendo a chi si dovesse credere,alle notizie del nazional giornale o a quelle PI ,riguardo l'indagine sul p2p,e mi hanno risposto con il testo di cronaca riguardante ,appunto, il fatto. Io,testardo ho risposto cosi;

    Io essendo un vostro lettore,anche a livello cartaceo,non mi e' sfuggita la notizia riportata nella sua e-mail.Ma quello che mi fa dubitare ,e che nel sito dell guardia di finanza, viene smentito tutto quello che, da tre giorni a questa parte, viene scritto sul giornale. Riporto tale e quale. il testo prelevato nel sito di gdf, notare come viene specificato che le indagini non riguardino il peer to peer

    Distinti saluti

    Alessandro

    COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

    UFFICIO STAMPA

    COMUNICATO STAMPA

    GUARDIA DI FINANZA. SEQUESTRATI DUE SITI INTERNET

    UTILIZZATI PER LA COMMERCIALIZZAZIONE DI SOFTWARE E

    PRODOTTI AUDIOVISIVI PIRATA. DENUNCIATI 181 RESPONSABILI

    OPERANTI IN VARIE PROVINCE DELLA PENISOLA. VOLUME

    D?AFFARI ANNUO STIMATO PARI A 100.000.000,00 EURO.

    I finanzieri del Comando Provinciale Milano hanno concluso un servizio

    finalizzato allo smantellamento di una "rete di vendita" in grado di utilizzare al

    meglio le nuove tecnologie per la commercializzazione di prodotti pirata.

    Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano hanno

    portato alla denuncia di 181 soggetti per violazione della Legge sul Diritto

    d?Autore.

    Il sistema creato dai pirati informatici ruotava intorno allo sfruttamento di

    INTERNET come bacino di potenziali clienti e come mezzo di scambio e

    distribuzione dei materiali.

    Quasi tutti gli indagati utilizzavano indirizzi e-mail anonimi ed in alcuni casi

    spedivano messaggi criptati con password.

    L?operazione, denominata "MOUSE", ha permesso ai finanzieri della Compagnia

    Pronto Impiego di Milano di smantellare una rete di vendita di opere dell?ingegno

    piratate estesa su tutto il territorio nazionale e costituita, per lo più, da soggetti

    insospettabili con un giro d?affari che, per alcuni di loro, superava i 25.000,00 Euro

    mensili.

    L?investigazione ha richiesto l?utilizzo delle più recenti tecniche di indagine

    informatica quali il tracciamento di indirizzi IP dinamici, l?analisi del file di log e la

    decriptazione di messaggi cifrati.

    I controlli, che non hanno riguardato gli utilizzatori di sistemi file sharing tipo

    "peer to peer", ma esclusivamente i soggetti dediti alla produzione e vendita

    di prodotti tutelati dal copyright, si sono sviluppati attraverso il monitoraggio

    di 12 siti web e l'intercettazione di 28 account e-mail utilizzati dagli indagati

    per porre in essere l?illecita attività.

    Posti sotto sequestro 2 siti INTERNET mediante i quali avveniva l?illecita

    commercializzazione.

    Nel corso delle perquisizioni, operate in ben 30 province italiane, i finanzieri

    milanesi hanno rinvenuto masterizzatori per CD e DVD dell?ultimissima

    generazione, programmatori per SMART CARD per TV satellitare, migliaia di

    supporti ottici contenenti opere illecitament e riprodotte e DVD contenenti le

    ultime uscite cinematografiche. Da una prima analisi si ritiene che il volume

    d?affari annui relativo al commercio illecito posto in essere, possa superare i

    100.000.000,00 Euro.

    Milano, 4 giugno 2003

    E loro,il giornalista autore dell'articolo,presumo, mi ha risposto cosi;

    con l'umiltà del profano, mi limito a farle presente quanto segue:
    chiaramente c'è una linea diversa tra guardia di finanza e pm. siccome la
    gdf è braccio operativo del pm, e non viceversa, io credo che conti di più
    il pensiero del pm. in ogni caso, se un magistrato dice che vuole andare
    all'attacco del p2p è una notizia. o no?
    al suo posto starei attento a farmi depistare da quelli che hanno preso il
    <buco>, come si dice in gergo giornalistico, e adesso giocano a smosciare la
    faccenda.
    quanto agli svarioni tecnici, li ammetto tutti visto che non ci capisco
    niente ma invoco clemenza per un cronista
    giudiziario che deve occuparsi di computer, ciclismo, arte astratta,
    normative edilizie, tutto quello che arriva prima o poi sotto la scure dei
    magistrati. sarebbe bello scrivere di tutto con perfetta competenza, ma un
    po' sovrumano. quello che io posso garantire al lettore non è la precisione
    tecnica ma una cosa che ritengo più importante: non mi invento le notizie.
    la raccolta di repubblica è a disposzione per verificare questa mia
    vanteria.
    grazie per l'attenzione
    fazzo



  • > con l'umiltà del profano, mi limito a farle
    > presente quanto segue:
    > chiaramente c'è una linea diversa tra
    > guardia di finanza e pm. siccome la
    > gdf è braccio operativo del pm, e non
    > viceversa, io credo che conti di più
    > il pensiero del pm. in ogni caso, se un
    > magistrato dice che vuole andare
    > all'attacco del p2p è una notizia. o no?

    guardate qui:
    Fonte ADNKRONOS dell'11/FEB/03 - 19:29
    "GIUSTIZIA: PROCURATORE BRESCIA INDAGHERA' SU PM BRAGHO'
    CARTE SU MAGISTRATO MILANESE TRASMESSE DA MILANO IN NOVEMBRE
    Milano, 11 feb. (Adnkronos) - E' il procuratore capo di Brescia, Giancarlo Tarquini, ad indagare, quantomeno per il momento, sul magistrato milanese Gianluca Bragho' le cui telefonate sono finite agli atti di un'inchiesta, condotta sempre a Milano, sul presunto controllo da parte di organizzazioni mafiose calabresi all'Ortomercato del capoluogo lombardo."


    e questo è il magistrato che si occupa dei "CRIMINI" del p2p
    magari sarà incattivito delle sue vicissitudini giudiziare e si accanisce contro i ragazzini del p2pTriste
    nn so + che pensare Triste
    non+autenticato

  • > guardate qui:
    > Fonte ADNKRONOS dell'11/FEB/03 - 19:29
    > "GIUSTIZIA: PROCURATORE BRESCIA INDAGHERA'
    > SU PM BRAGHO'
    > CARTE SU MAGISTRATO MILANESE TRASMESSE DA
    > MILANO IN NOVEMBRE
    > Milano, 11 feb. (Adnkronos) - E' il
    > procuratore capo di Brescia, Giancarlo
    > Tarquini, ad indagare, quantomeno per il
    > momento, sul magistrato milanese Gianluca
    > Bragho' le cui telefonate sono finite agli
    > atti di un'inchiesta, condotta sempre a
    > Milano, sul presunto controllo da parte di
    > organizzazioni mafiose calabresi
    > all'Ortomercato del capoluogo lombardo."
    >
    >
    > e questo è il magistrato che si occupa dei
    > "CRIMINI" del p2p
    > magari sarà incattivito delle sue
    > vicissitudini giudiziare e si accanisce
    > contro i ragazzini del p2pTriste
    > nn so + che pensare Triste
    O che vorresti intendere che bsa riia siae & co intendono i bit come frutta da controllare a un ortomercato? Effettivamente a volte ho proprio questa impressione.
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | Successiva
(pagina 1/5 - 23 discussioni)