Cristina Sciannamblo

World of StarCraft, Blizzard dice ný

La software house videoludica ha chiesto la rimozione da YouTube della demo di World of StarCraft, mod di Starcraft II. Il motivo della decisione starebbe nel titolo

Roma - Sulle mod di World of StarCraft Blizzard è stata chiara: tutti gli UGC sono gestiti attivamente dalla software house la quale si riserva il diritto di blindare i contenuti prodotti e messi online dagli utenti. La nuova policy di Blizzard per la gestione degli User Generated Content ha colpito anche Ryan Winzen, la cui demo mashup, che assembla le modifiche apportate su StarCraft II, è stata capace di guadagnarsi una piazza su YouTube ma anche una nota cease and desist da parte del produttore di videogiochi.

Nonostante in circolazione ci siano numerose mod del blockbuster videoludico, molte delle quali direttamente correlate al videogame originale, il video incriminato inciampa in ben due diritti, incluso quello relativo a un prodotto che potrebbe o no essere in produzione. Anche se, infatti, Blizzard avesse intenzione di creare un gioco World of StarCraft, sembra che ritenga importante mantenere il nome del gioco aperto e libero da relazioni con le rivisitazioni fandom.

Sembra che Winzen abbia chiesto alla casa madre l'autorizzazione per continuare a sviluppare il gioco intitolato World of StarCraft, implorando la fiducia di Blizzard: "Se avete problemi con ciò che sto facendo o volete parlarne io sono disponibile. Ma per favore, non speditemi una lettera di minacce legali".
Tuttavia, la volontà del produttore di StarCraft II di bandire dal Tubo la mod di Winzen non promette nulla di buono per la fantasia degli utenti desiderosi di creare una versione fan del loro gioco favorito. Questi ultimi sembrano essere particolarmente irritati dall'atteggiamento del publisher, il quale si rifiuta di accettare una mod che, secondo i suoi sviluppatori, sarebbe costruita attraverso i tool ufficiali del videogioco. Per provare tale affermazione, Ryan Winzen avrebbe postato sul forum l'avviso di rimozione del video inoltrato da YouTube e il link alla policy di Blizzard relativamente al copyright.

Il modder sostiene di non aver violato nessuna delle condizioni espresse, ma, come segnalano gli osservatori, la questione rilevante per la software house non sarebbe tanto la mod in sé, quanto il suo nome. Se il problema è il titolo, Winzen si dichiara disposto a cambiarlo.

E la risposta di Blizzard non si è fatta attendere. La rimozione del promo dal Tubo sarebbe un'operazione di routine secondo l'azienda. Che rassicura i fan di StarCraft II ribadendo di non avere alcuna intenzione di intralciare lo sviluppo di World of StarCraft: "non è mai stata nostra intenzione bloccare l'evoluzione della mod o scoraggiare la comunità dall'esprimere la propria creatività attraverso Starcraft II", si legge in una dichiarazione.

Blizzard, inoltre, sarebbe impaziente di vedere la mod completata e avrebbe invitato Winzen presso la propria sede per promuovere un incontro con il team di sviluppatori del gioco originale.

Cristina Sciannamblo
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