Blair, chiudete le freenet

Il premier britannico ha benedetto la mossa di AltaVista a cui è seguita nelle scorse ore quella del colosso NTL, ovvero l'accesso gratuito alla rete all'americana. Brividi per le freenet

Blair, chiudete le freenetLondra - La Gran Bretagna si muove da sempre più velocemente del "continente" per quanto riguarda la rete e Tony Blair, il premier britannico, ha deciso che l'accelerazione deve continuare. Ieri ha affermato: "oggi voglio annunciare un nuovo obiettivo. Voglio che il paese miri all'accesso universale ad internet entro il 2005". Essenziale per questo obiettivo è l'abbassamento dei costi di accesso o, meglio, la fornitura di accesso gratuito e senza limiti.

La sfida, secondo Blair, è tra le più difficili, ed è quella di colmare il divario digitale tra chi oggi ha accesso alla rete e chi non lo ha: "il nostro obiettivo deve essere quello di avere costi di accesso competitivi con quelli del resto del mondo, Stati Uniti compresi". E riferendosi all'annuncio di internet gratis di NTL, arrivato due giorni dopo quello analogo di AltaVista, Blair ha detto: "un'altra grande azienda, la NTL, sta annunciando una nuova offerta, la possibilità per i loro clienti di utilizzare internet gratuitamente. Sono certo che altri, anche British Telecom, sono pronti a lanciare nuove sfide".

Due giorni fa, AltaVista ha annunciato che entro due o tre mesi offrirà agli utenti britannici un canone di accesso mensile da 80 euro circa in cambio di accesso flat-rate "all'americana". Non si tratta di una freenet, dunque, ma di un provider che azzera i costi telefonici, grazie ad un'intesa proprio con BT, in cambio di un canone mensile. E secondo gli analisti la "mossa" di AltaVista costringerà non solo i vari provider ma proprio le freenet britanniche a rivedere le proprie politiche.
Una situazione in cui crede fermamente anche il colosso NTL che con la benedizione di Blair è intenzionato a lanciare dal 17 aprile un servizio "networld" da 30 euro al mese in cambio di flat-rate. E già in Borsa la maggiore freenet del paese, che fa pagare non il canone ma le telefonate, Freeserve, ha visto scendere le proprie azioni del 13 per cento.
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