Mauro Vecchio

OpenOffice.org 3.3, il giorno del rilascio

La conferma è giunta dall'Associazione PLIO: la suite è ora pronta per il download. Tra le nuove funzionalità: una barra comune a tutte le applicazioni e una rinnovata interfaccia di stampa

OpenOffice.org 3.3, il giorno del rilascioRoma - L'ufficialità è arrivata attraverso un comunicato stampa diramato dai vertici dell'Associazione Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org (PLIO): la suite per ufficio OpenOffice.org 3.3 è ora pronta per il download. Una versione che ha integrato una serie di nuove funzionalità, sulla base delle "esigenze attuali e future degli utenti".

"La nuova versione 3.3 rappresenta una tappa importante per l'evoluzione della suite - si può leggere nel comunicato - che oggi rappresenta lo strumento di lavoro quotidiano per oltre cento milioni di utenti che apprezzano la qualità, l'affidabilità e la flessibilità del formato aperto e standard OpenDocument Format (ODF). Dal momento dell'annuncio di OOo 3.0 i download sono stati oltre 192 milioni".

Una specifica lista con le nuove funzionalità della versione 3.3 è stata messa a disposizione degli utenti, ad annunciare in primis una rinnovata interfaccia di stampa e una barra di ricerca comune a tutte le applicazioni. L'Associazione PLIO ha quindi parlato di una migliore compatibilità con Microsoft Office, con nuove opzioni di sicurezza e di collaborazione per i vari documenti. Aggiornato poi il dizionario ortografico e dei sinonimi.
La versione 3.3 di OpenOffice.org è stata rilasciata quasi in contemporanea con la prima release del fork LibreOffice, con la versione 3.3 a raggiungere il mercato dei principali sistemi operativi per PC. Sarà probabilmente l'ultima occasione per assistere al rilascio abbracciato di due suite molto simili nel codice, dal momento che un vento d'indipendenza ha iniziato a soffiare forte tra i meandri della community di fuoriusciti da Oracle.

Mauro Vecchio
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136 Commenti alla Notizia OpenOffice.org 3.3, il giorno del rilascio
Ordina
  • Può essere che Libre Office sia una costola nata per implemetare brevetti Microzozz?

    Secondo me può essere benissimo:

    - riscriveranno codice interno di Calc per renderlo più snello (mai sentito il bisogno di avere un Calc più performante, che non ci mettano dentro qualche brevetto dell' "originale"?)

    - ridurranno il codice Java (esattamente cosa? Se un giorno Java dovesse essere rimpiazzato tanto da non renderlo più utile, si avrebbe un sistema senza più Java, che è GPL ed è un sistema NEMICO di SilverGatto, di Zozz Mobile e di tanti altri piani microzozz)

    - implementeranno parti "esterne" (sì, esterne, come no...) per far girare i formati di M$ nn Works (a che serve??? perchè implementare brevetti microzozz così, tanto per avvantaggiarli?)

    LibreOffice sarà l'ennesima occasione, per la solita megaditta, di rompere le balle sui brevetti e fare tanto FUD. COSA che adesso è PIU' PERICOLOSA per microzozz, perchè fare FUD contro Oracle sarebbe PALESEMENTE ILLEGALE ergo (e non solo) CONCORRENZA SLEALE.

    OK il free e OK il gratis, ma preferisco odiare due colossi dell'informatica piuttosto che ritorvarmene in futuro solo UNO.
    non+autenticato
  • > di SilverGatto, di Zozz Mobile e di tanti altri
    > piani
    > microzozz)

    e SOPRATTUTTO di Zozz Phone, che punta a mettere (hahahaha) LE DIRECTX sui CELLULARI! WOWWW!! Cosi' potremmo sfidarci a WoW SOLO SE abbiamo M$ nel telefoninooo... La solita innovazione ESCLUSIVA RISERVATA agli interessi di microzozz.

    Già mi immagino nel futuro la miriade di sviluppatori che potranno produrre software per questa piattaforma e guadagnarci: Ubisoft, EA, M$, forse uno che conosco ... ... e BASTA! La pia illusione per *noi* (programmatori), il nuovo motivo per *voi* (bambini) di mettere mano al portafoglio del papi per RICOMPRARE gli stessi giochi che vi sparate sulle console. Winzozz Games alla riscossa!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: mazzo
    >
    > OK il free e OK il gratis, ma preferisco odiare
    > due colossi dell'informatica piuttosto che
    > ritorvarmene in futuro solo
    > UNO.

    Scusa, ma tieniti OpenOffice allora.
    L'open source ed il free software non sono una cosa "contro Microsoft" o contro Oracle. Open source e free software sono per chi li vuole e crede in quel modello di sviluppo/distribuzione/ecc.

    Non serve a niente togliere Microsoft per mettere un Microsoft seconda edizione, e nemmeno interessa a nessuno questo discorso.
    Se open office si discosta da un modello che gli sviluppatori open source prediligono, non vedo perché mai dovrebbero continuare a lavorarci sopra.
    non+autenticato
  • Per me invece LibreOffice, con la scusa del "più" free, rischia di far morire OpenOffice che è un progetto molto stabile "che non necessita di questo restyling".

    Se fosse rimasto un progetto "tra i tanti" non avrei obiettato (fa sempre bene la concorrenza), ma che anche Canonical abbia deciso di rimpiazzare OpenOffice perchè c'è LibreOffice che è "più" free, non mi piace e la cosa "puzza" (Ubuntu lo uso da molti anni come sistema principale).

    Quando poi LibreOffice diverrà Microzozz (perchè OOo ha brevetti Sun/Oracle mentre LibreOffice avrà SICURAMENTE brevetti M$) e le aziende subiranno l'ennesimo FUD degli agenti M$ perchè "usano tecnologie M$", poi non dite di non essere stati avvertiti.

    NON E' VERO che M$ e Oracle non c'entrano con la cultura libera, finchè esisteranno i brevetti (per lo meno in U.S.) e M$ riuscirà, grazie al free software, a fare scacco a queste aziende (rischiando che possa anche assorbirle) noi "linari" DOBBIAMO stare in guardia, perchè M$ è DA SEMPRE nemica del free software.

    Mai pensare SOLO al mondo del free software, bisogna tenere ancorati i piedi nella realtà odierna.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mazzo
    > Per me invece LibreOffice, con la scusa del "più"
    > free, rischia di far morire OpenOffice che è un
    > progetto molto stabile "che non necessita di
    > questo restyling".

    > Se fosse rimasto un progetto "tra i tanti" non
    > avrei obiettato (fa sempre bene la concorrenza),
    > ma che anche Canonical abbia deciso di
    > rimpiazzare OpenOffice perchè c'è LibreOffice che
    > è "più" free, non mi piace e la cosa "puzza"
    > (Ubuntu lo uso da molti anni come sistema
    > principale).

    E' ancora un progetto tra i tanti:
    Koffice
    openoffice
    abiword/gnumeric
    Per dirne alcuni...

    > Quando poi LibreOffice diverrà Microzozz (perchè
    > OOo ha brevetti Sun/Oracle mentre LibreOffice
    > avrà SICURAMENTE brevetti M$) e le aziende
    > subiranno l'ennesimo FUD degli agenti M$ perchè
    > "usano tecnologie M$", poi non dite di non essere
    > stati avvertiti.

    Se dici "sicuramente" allora sei sicuro, puoi indicarceli ?

    > NON E' VERO che M$ e Oracle non c'entrano con la
    > cultura libera, finchè esisteranno i brevetti
    > (per lo meno in U.S.) e M$ riuscirà, grazie al
    > free software, a fare scacco a queste aziende
    > (rischiando che possa anche assorbirle) noi
    > "linari" DOBBIAMO stare in guardia, perchè M$ è
    > DA SEMPRE nemica del free software.

    > Mai pensare SOLO al mondo del free software,
    > bisogna tenere ancorati i piedi nella realtà
    > odierna.

    Quoto.
    krane
    22544
  • > > Quando poi LibreOffice diverrà Microzozz (perchè
    > > OOo ha brevetti Sun/Oracle mentre LibreOffice
    > > avrà SICURAMENTE brevetti M$) e le aziende
    > > subiranno l'ennesimo FUD degli agenti M$ perchè
    > > "usano tecnologie M$", poi non dite di non
    > essere
    > > stati avvertiti.
    >
    > Se dici "sicuramente" allora sei sicuro, puoi
    > indicarceli
    > ?

    C'è anche "avrà" che è al futuro (si stava parlando di una riscrittura di codice che ancora non è stata fatta) e comunque un programma quasi uguale a Exces non credo che faccia fatica a ricalcare un SISTEMA (non parlo di algoritmi) protetto da M$, mentre prima lo stesso sistema poteva contare su brevetti Sun/Oracle.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mazzo
    > > > Quando poi LibreOffice diverrà Microzozz
    > > > (perchè OOo ha brevetti Sun/Oracle mentre
    > > > LibreOffice avrà SICURAMENTE brevetti M$)
    > > > e le aziende subiranno l'ennesimo FUD
    > > > degli agenti M$ perchè "usano tecnologie
    > > > M$", poi non dite di non essere stati
    > > > avvertiti.

    > > Se dici "sicuramente" allora sei sicuro, puoi
    > > indicarceli ?

    > C'è anche "avrà" che è al futuro (si stava
    > parlando di una riscrittura di codice che ancora
    > non è stata fatta) e comunque un programma quasi
    > uguale a Exces non credo che faccia fatica a
    > ricalcare un SISTEMA (non parlo di algoritmi)
    > protetto da M$, mentre prima lo stesso sistema
    > poteva contare su brevetti Sun/Oracle.

    Il problema e' gia' stato discusso in passato e: NO.
    Nessun brevetto viene infranto.
    krane
    22544
  • - Scritto da: mazzo
    > Quando poi LibreOffice diverrà Microzozz (perchè
    > OOo ha brevetti Sun/Oracle mentre LibreOffice
    > avrà SICURAMENTE brevetti M$) e le aziende
    > subiranno l'ennesimo FUD degli agenti M$ perchè
    > "usano tecnologie M$", poi non dite di non essere
    > stati
    > avvertiti.
    Quando LibreOffice diventerà Microsoft (cosa IMHO impossibile), nascerà un nuovo fork libero.
    Darwin
    5126
  • - Scritto da: mazzo
    > Per me invece LibreOffice, con la scusa del "più"
    > free, rischia di far morire OpenOffice che è un
    > progetto molto stabile "che non necessita di
    > questo
    > restyling".
    >
    > Se fosse rimasto un progetto "tra i tanti" non
    > avrei obiettato (fa sempre bene la concorrenza),
    > ma che anche Canonical abbia deciso di
    > rimpiazzare OpenOffice perchè c'è LibreOffice che
    > è "più" free, non mi piace e la cosa "puzza"
    > (Ubuntu lo uso da molti anni come sistema
    > principale).

    Allora avrai visto che il toolkit grafico di OpenOffice non è GTK+, né Qt, e non ha né le comodità, né la coerenza estetica di questi due toolkit grafici. Usare OpenOffice sotto KDE per esempio è una tragedia, ci sono textbox nelle finestre che diventano illeggibili...
    Sembra che su LibreOffice vogliano far qualcosa per questo problema (sarebbe bellissimo se decidessero di usare Qt, ma anche GTK+ "puro" sarebbe molto meglio della situazione attuale!).

    > Quando poi LibreOffice diverrà Microzozz (perchè
    > OOo ha brevetti Sun/Oracle mentre LibreOffice
    > avrà SICURAMENTE brevetti M$) e le aziende
    > subiranno l'ennesimo FUD degli agenti M$ perchè
    > "usano tecnologie M$", poi non dite di non essere
    > stati
    > avvertiti.

    Mh. Non è detto che violino brevetti di Microsoft. E per pararsi il culo potrebbero benissimo farlo in un componente esterno isolato che faccia da filtro per aprire i documenti di MS Office, facile da rimuovere in caso di problemi legali.

    > NON E' VERO che M$ e Oracle non c'entrano con la
    > cultura libera, finchè esisteranno i brevetti
    > (per lo meno in U.S.) e M$ riuscirà, grazie al
    > free software, a fare scacco a queste aziende
    > (rischiando che possa anche assorbirle) noi
    > "linari" DOBBIAMO stare in guardia, perchè M$ è
    > DA SEMPRE nemica del free
    > software.

    Che sia giusto stare in guarda, sono d'accordo. Che sia possibile mettere in scacco chi sviluppa software libero, ne dubito molto, soprattutto non vedo come Mircosoft possa comprare o assorbire la Debian Foundation o The Document Foundation, giusto per dirne un paio.
    Anzi, guardando quanto accaduto negli anni passati, è stata proprio l'esistenza del software libero a "mettere in scacco" Microsoft, che è stata più volte costretta a cambiare politiche o adeguare formati e interfacce in modo che fossero più standard, e negli ultimi anni anche a cambiare posizione nei confronti dell'open source, che non è più considerato "male totale".
  • ...dovrebbe essere adottata onde evitare la "linuxizzazzione" (in altre parole la frammentazione dei teams di sviluppo in fork quasi uguali).

    Ho suggerito ai ragazzi di LibreOffice, visto che ormai si sono separati, di mettere in piedi qualcosa di veramente differente: sarebbe davvero indispensabile pensare a delle librerie "platform indipendent" (e possibilmente non-Java) che consentano quindi di avere una suite office su ogni piattaforma.

    Una sorta di "backend" che fornisca tutte le funzionalità, poi ognuno ci si costruisce sopra l'interfaccia che vuole.

    Un po' come le OpenLibraries per gli editor video: http://openlibraries.org/
    non+autenticato
  • Me piase l'idea del backend Con la lingua fuori
    Ti hanno risposto qualcosa in proposito?
  • - Scritto da: Marco Ravich
    > ...dovrebbe essere adottata onde evitare la
    > "linuxizzazzione" (in altre parole la
    > frammentazione dei teams di sviluppo in fork
    > quasi
    > uguali).
    Quali sarebbero i fork quasi uguali, causati dalla linuxizzazione?
    Darwin
    5126
  • Clamorosamente, per non dire altro, sia LibreOffice che OpenOffice non funzionano in ambiente aziendale dove sono usati i roaming profiles.
    Provato personalmente. Il baco è stato segnalato a fine novembre ma nessuno pare lo sistemi. Addiruttura "UNCONFIRMED". Bah! Torno alla 3.2.

    http://en.libreofficeforum.org/node/180
    http://qa.openoffice.org/issues/show_bug.cgi?id=11...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giurato
    > Clamorosamente, per non dire altro, sia
    > LibreOffice che OpenOffice non funzionano in
    > ambiente aziendale dove sono usati i roaming
    > profiles.
    > Provato personalmente. Il baco è stato segnalato
    > a fine novembre ma nessuno pare lo sistemi.
    > Addiruttura "UNCONFIRMED". Bah! Torno alla
    > 3.2.
    >
    > http://en.libreofficeforum.org/node/180
    > http://qa.openoffice.org/issues/show_bug.cgi?id=11

    noi in azienda sicuramente aspettiamo la 3.3.1. e poi valuteremo
    intanto la 3.2.1 fa il suo lavoro dignitoso
  • - Scritto da: ChristianTN
    > noi in azienda sicuramente aspettiamo la 3.3.1. e
    > poi
    > valuteremo
    > intanto la 3.2.1 fa il suo lavoro dignitoso

    Ovviamente, ho fatto lo stesso (circa 150 utenti in ambiente Terminal, aggiungo). Ma questo non toglie che la "svista" è parecchio fastidiosa.
    Possibile che nessuno se ne sia accorto?
    non+autenticato
  • compra qualcosa che funzioni
  • Il software non si compra.
    non+autenticato
  • No. Si condivide, si scarica, e si scrive.

    comprare e rubare sono concetti che valgono solo per i beni materiali.
    non+autenticato
  • - Scritto da: lellykelly
    > compra qualcosa che funzioni
    Eccone un altro. Cioè un software come OpenOffice (e LibreOffice) con alle spalle direttamente o indirettamente delle multinazionali sono scusate se fanno software bacato solo perché lo distribuiscono gratis? E dove sta scritto, nella licenza GPL? Il software open può essere fatto alla cazzo solo perché non si paga? Posa il joystick e accendi i neuroni ogni tanto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giurato
    > - Scritto da: lellykelly
    > > compra qualcosa che funzioni
    > Eccone un altro. Cioè un software come OpenOffice
    > (e LibreOffice) con alle spalle direttamente o
    > indirettamente delle multinazionali sono scusate
    > se fanno software bacato solo perché lo
    > distribuiscono gratis?

    si. Se paghi hai tutti i diritti di pretendere che funzioni quello per cui hai pagato. Se non paghi certamente devi avere meno pretese.

    > E dove sta scritto, nella
    > licenza GPL? Il software open può essere fatto
    > alla cazzo solo perché non si paga?

    ti dico una cosa sconvolgente: esiste anche software del cavolo a pagamento, anche se generalmente rimane in vendita molto, molto poco.
  • eh certo, l`unica garanzia e` comprare.
    ma vi ricordate i bei tempi quando tutto il software era a pagamento o shareware?
    Ovvero quando uno comprava un mac 7300 e diceva massi` c`e` l`offerta di ms office in bundle, pigliamolo, arrivava a casa, installava office su un sistema nuovo e avvia... system error con la classica bomba. Quanta nostalgia...

    Se non vedete schermi blu, ringraziate la concorrenza del sw libero. Se riuscite a lavorare con formati vecchiotti idem.
    non+autenticato
  • con ClarisWorks lo faceva?
  • Non dico altro.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > Non dico altro.

    Sarebbe una rivoluzione...
    Shiba
    4018
  • Aggiungo:

    Apple, che non possono scegliere o, quando possono, non lo fanno perchè non ne sono capaci.
    non+autenticato
  • - Scritto da: zuzzurro
    > Aggiungo:
    >
    > Apple, che non possono scegliere o, quando
    > possono, non lo fanno perchè non ne sono
    > capaci.

    Scegliere cosa?
    MS-Office, OpenOffic, NeoOffice, LaTeX, tutta roba che c'è anche per Mac, per non parlare di iWork o di numerosi altri software (soprattutto per la videoscrittura)

    bah...
  • ci Mi sa che si riferiva a ipad...
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > ci Mi sa che si riferiva a ipad...

    e cosa c'azzeccherebbe l'iPad nei commenti di OpenOffice?
  • Il quando possono non lo hai visto eh?
    Troppa fretta di scrivere razzate?

    Ora rileggi attentamente.
    non+autenticato
  • PS: svegliaaaaa!
    non+autenticato
  • - Scritto da: zuzzurro
    > Il quando possono non lo hai visto eh?
    > Troppa fretta di scrivere razzate?
    >
    > Ora rileggi attentamente.

    la razzata l'hai scritta tu, e ora torna a cuccia
  • Tutto NERO SU BIANCO.
    Ai posteri l'ardua sentenza...
    non+autenticato
  • Quelli del Plio quindi non lavorano a libre ma a openoffice Oracle?
    non+autenticato
  • credo che si dividano tra i due al momento
  • - Scritto da: Nenny
    > Quelli del Plio quindi non lavorano a libre ma a
    > openoffice Oracle?

    Mi pare siano agnostici
    FDG
    10933
  • - Scritto da: Nenny
    > Quelli del Plio quindi non lavorano a libre ma a
    > openoffice
    > Oracle?

    ora ti spiego cos'è LibreOffice.

    C'era una volta un progetto libero chiamato OpenOffice.org, nato dalla diffusione del codice di StarOffice, una mediocre suite office tedesca acquistata nel 1999 da Sun Microsystem che nell'anno successivo decise, appunto, di rilasciarne il codice sorgente con licenza open, pur mantenendo parallelamente lo sviluppo della suite office commerciale acquistata.

    Nonostante la natura open di OpenOffice.org le briglie poste da Sun Microsystem al progetto si fanno sentire. Prima di tutto c'è il suo rifiuto di cedere il progetto ad una fondazione ad hoc scorporando il valore economico crescente della suite office nel frattempo sempre più diffusa e popolare come alternativa allo strapotere di Microsoft Office. Nonostante buona parte degli sviluppatori della suite office libera e gratuita fossero dipendenti della Sun, la stessa impose ai contributori esterni ed indipendenti un accordo (il Sun M. contributor agreement) con il quale riceveva a man bassa le porzioni di codice sviluppate dal contributore per annoverarlo legalmente nel codice di OpenOffice.org e poterlo portare così in bilancio. Quindi entrambe erano una questione di vil denaro per un'azienda in grosse difficoltà economiche e qutata in borsa.

    Nel frattempo la comnità di contributori si divise: alcuni sviluppatori, capeggiati da Michael Meeks (Novell) contestarono l'asfissia a cui veniva sottoposto il progetto open della suite office e decisero di forkare il progetto creando la suite office go-oo. Altri soggetti, come il PLIO, furono molto più cauti nell'affrontare la questione. Alcuni esponenti di questa associazione, la cui finalità inizialmente era di sviluppare un dizionario ortografico in italiano per OpenOffice.org ma poi lentamente diventato un soggetto politico capace di realizzare anche importanti campagne di marketing e di public relations a favore di questo prodotto, tacciarono l'azione di Meeks come pazzesca, controproducente. Molti di loro avevano accettato l'accordo di contribuzione con Sun e consideravano benevolmente questo soggetto. Insomma Meeks era un pazzo da lasciar perdere.

    Poi arriva una temepesta che stravolge tutto. Sun si vende ad Oracle, il management cambia, all'inizio il PLIO dichiara che tutto continua imperturbabilmente, nonostante Oracle sia vista dai molti come cattiva. Però quelle briglie poste da Sun ora appaiono più strette e opprimenti di quanto sembrassero prima, quando a gestirle erano i capi ella Sun. Inizia una rivoluzione paradossale. Meeks da pazzo diventa un profeta. Si pensa ad un'azione di forza per spingere Oracle a cedere il codice di OpenOffice.org ad una fondazione, ma nel contempo gli si chiede anche di rimanere il principale sostenitore economico e di programmazione del progetto. Oracle ride a queste proposte. Go-oo decide di chiudere e di confluire in un nuovo progetto spalleggiato da una noeonata The Document Foundation, dove partecipano molti soggetti del PLIO che nel frattempo però cercano di mantenere vivo il legame imprescindibile con Oracle, perché il progetto subirebbe una pesante battuta di arresto senza la forza economica e tecnica diquesta importante azienda. Fondamentalmente, allo stato attuale LibreOffice altro non è che un'astuta azione di marketing e un velato ricatto indirizzato ad Oracle. Tu Oracle hai OpenOffice.org, ma noi possiamo spingere gli utenti ad adottare quest'altra suite office che agli effetti ha pochissimo da offrire in più rispetto alla tua. Ma l'azione di marketing (la libertà, il tiranno Oracle) sembrano funzionare nei cuori di utenti ormai facilmente addomesticati e sensibili a tematiche demagogiche come la libertà, le costrizioni, la tirannia (in fondo lo si è sempre fatto con Microsoft e il mondo closed source in generale). Oracle apparentemente se la ride di tutto ciò.

    Ora non c'è che da attendere gli sviluppi futuri.
    non+autenticato
  • una fotografia ben fatta
    non+autenticato
  • > Foundation, dove partecipano molti soggetti del
    > PLIO che nel frattempo però cercano di mantenere
    > vivo il legame imprescindibile con Oracle, perché
    > il progetto subirebbe una pesante battuta di
    > arresto senza la forza economica e tecnica
    > diquesta importante azienda. Fondamentalmente,
    > allo stato attuale LibreOffice altro non è che
    > un'astuta azione di marketing e un velato ricatto
    > indirizzato ad Oracle.
    > Tu Oracle hai
    > OpenOffice.org, ma noi possiamo spingere gli
    > utenti ad adottare quest'altra suite office che
    > agli effetti ha pochissimo da offrire in più
    > rispetto alla tua. Ma l'azione di marketing (la
    > libertà, il tiranno Oracle) sembrano funzionare
    > nei cuori di utenti ormai facilmente
    > addomesticati e sensibili a tematiche demagogiche
    > come la libertà, le costrizioni, la tirannia (in
    > fondo lo si è sempre fatto con Microsoft e il
    > mondo closed source in generale). Oracle
    > apparentemente se la ride di tutto
    > ciò.
    >
    Personalmente non penso che il ricatto a Oracle possa funzionare. Per funzionare serve che il fork causi perdite o di immagine e/o economiche a Oracle. Ma il core businnes di Oracle non sono di certo gli appassionati di informatica o i fan boy del FLOSS.
    Purtroppo per portare avanti lo sviluppo di OO.org servono molti investimenti, quindi o si cercano seriamente altri finanziatori interessati allo sviluppo della suite o altrimenti il progetto semplicemente avrà uno sviluppo talmente lento da passare lentamente da alternativa a M$ Office a semplice prodotto per hobbisti o alternativa a costo zero ad Office ma buona solo per scrivere due letterine e usare un foglietto di calcolo, con M$ Office che verrà considerata invece l'applicazione "seria" valida per lavorare con il PC.

    Vediamo come va a finire, ma temo che a breve si arriverà anche a chiusure di fatto anche del kernel di linux.
  • - Scritto da: shevathas

    > Personalmente non penso che il ricatto a Oracle
    > possa funzionare. Per funzionare serve che il
    > fork causi perdite o di immagine e/o economiche a
    > Oracle. Ma il core businnes di Oracle non sono di
    > certo gli appassionati di informatica o i fan boy
    > del FLOSS.

    Secondo alcuni, il semplice fatto di far migrare il parco utenti da OpenOffice.org al suo gemello, io lo definisco buono seguendo in falsariga la propaganda dei suoi sostenitori, LibreOffice, si crea un danno economico a Oracle. Di fatto Sun includeva tra i suoi asset il codice di OpenOffice.org (di qui la sua decisione di non cederlo ad una fondazione e di vincolare gli sviluppatori esterni a cedere a suo favore la proprietà del codice apportato). Ma quanto vale un codice open source? Visto che difficilmente un programma con codice aperto si riesca a vendere (tranne rare eccezioni), il tutto dipende dai servizi accessori e quindi anche da quanti utenti lo utilizzano. Se sono molti, il valore del codice sarà elevato e con esso anche il suo valore patrimoniale (con tutti i benefici che comporta); se invece sono pochi o si riducono, analogamente si sgonfia il valore del codice. Il ricatto sta tutto in questa leva economica.

    Hai ragione, comunque a dubitare che dietro a questo progetto ci sia qualcosa di concreto. Ufficialmente ci sono Google, IBM e Red Hat, NOvell ma quelli mettono il loro brand su tutto quello che è open. Di fatto quanto interesse hanno a sviluppare il codice? E più d tutto quanto know how hanno? Google, guardando bene, ha un suo progetto concorrente, Google Docs, e non so quanto nei fatti voglia spingere LibreOffice a, scusate il gioco di parole, librarsi. Red Hat non ha grossa esperienza nel campo suite office, Novell è della partita col suo codice go-oo forkato da OOo. IBM avrebbe interesse a sviluppare il codice, visto che il suo Lotus Symphony deriva da OOo, ma replica non tutti i moduli della suite office. E' stata brava a realizzare una nuova interfaccia, non altrettanto quando si è trattato di mettere mani nel codice per implementarne le funzionalità. Ad esempio, quando ha dovuto implementare nella sua suite office il formato ODF, ha dovuto chiedere in prestito qualche bravo programmatore alla Sun. Quel che è più realistico pensare è che i soggetti coinvolti nel progetto siano capaci di uscire tanto grano da spingere gli attuali dipendenti Sun-Oracle al lavoro su OOo a migrare verso LibreOffice. Così il progetto può avere un futuro.
    non+autenticato
  • > Hai ragione, comunque a dubitare che dietro a
    > questo progetto ci sia qualcosa di concreto.
    > Ufficialmente ci sono Google, IBM e Red Hat,
    > NOvell ma quelli mettono il loro brand su tutto
    > quello che è open. Di fatto quanto interesse
    > hanno a sviluppare il codice?

    imho la suite da ufficio è essenziale se si vuole spingere la propria distribuzione nei client degli uffici e delle aziende, piaccia o no è di là che è di casa la grana più che sul computer della signora pina o del proprietario della macelleria scannagatti. La RH ha come core businnes soprattutto i server, a bigG interessa vendere i propri servizi on line. Bisognerebbe sperare in novell e IBM. Ma anche in questa scelta ci sono rischi: Oracle potrebbe piazzare rogne e avanzare diritti sul marchio, oppure giocare sporco sviluppando in maniera riservata le nuove versioni e rilasciando il sorgente, magari non commentato, all'atto della pubblicazione dei binari. Rispettando formalmente ma tradendo di fatto l'apertura del codice. Navigare fra migliaia di righe di codice non commentato non è una delle cose più piacevoli del mondo.

    > per implementarne le funzionalità. Ad esempio,
    > quando ha dovuto implementare nella sua suite
    > office il formato ODF, ha dovuto chiedere in
    > prestito qualche bravo programmatore alla Sun.

    Che che ne dicano molti fan boy mettere mano partendo da zero ad un progetto di quelle dimensioni non è una operazione immediata e/o a basso costo. E per le aziende la domanda è sempre: ma quando rientriamo da questo investimento ?

    > Quel che è più realistico pensare è che i
    > soggetti coinvolti nel progetto siano capaci di
    > uscire tanto grano da spingere gli attuali
    > dipendenti Sun-Oracle al lavoro su OOo a migrare
    > verso LibreOffice. Così il progetto può avere un
    > futuro.

    cinicamente posso dirti che la grana arriva se le aziende fiutano un affare, fosse anche, come capitato nel caso di sun, la possibilità di rompere le scatole ad un potenziale concorrente. E con la grana arrivano anche le richieste. Sarebbe stupido voler rompere le catene di oracle per finire legati alla ibm. E una suite di ufficio non è un CMS in cui, bene o male, ogni cliente ha bisogno di personalizzazioni.
  • - Scritto da: shevathas
    > > Hai ragione, comunque a dubitare che dietro a
    > > questo progetto ci sia qualcosa di concreto.
    > > Ufficialmente ci sono Google, IBM e Red Hat,
    > > NOvell ma quelli mettono il loro brand su tutto
    > > quello che è open. Di fatto quanto interesse
    > > hanno a sviluppare il codice?
    >
    > imho la suite da ufficio è essenziale se si vuole
    > spingere la propria distribuzione nei client
    > degli uffici e delle aziende, piaccia o no è di
    > là che è di casa la grana più che sul computer
    > della signora pina o del proprietario della
    > macelleria scannagatti. La RH ha come core
    > businnes soprattutto i server, a bigG interessa
    > vendere i propri servizi on line.

    Ma a Google interessa che più gente possibile utilizzi ODF piuttosto che i formati proprietari di MS Office (è più facile sviluppare per ODF, che è pubblico e standard), quindi è strategico per loro favorire OpenOffice.

    Red Hat inoltre, come Canonical e tutti i distributori, ha tutto l'interesse di ampliare la propria base di utenti, e quindi ha tutto l'interesse di migliorare LibreOffice.

    Bisognerebbe
    > sperare in novell e IBM. Ma anche in questa
    > scelta ci sono rischi: Oracle potrebbe piazzare
    > rogne e avanzare diritti sul marchio,

    Questo lo hanno già fatto, ma dai tempi di Sun... La scelta di fare LibreOffice è motivata proprio da questo: così non ci sono più rogne legali di proprietà e di marchi, e la comunità lo può sviluppare senza preoccuparsi di questi problemi.

    oppure
    > giocare sporco sviluppando in maniera riservata
    > le nuove versioni e rilasciando il sorgente,
    > magari non commentato, all'atto della
    > pubblicazione dei binari. Rispettando formalmente
    > ma tradendo di fatto l'apertura del codice.
    > Navigare fra migliaia di righe di codice non
    > commentato non è una delle cose più piacevoli del
    > mondo.

    Anche questo è un problema che c'è già. Chiunque abbia messo mano al codice di OpenOffice dichiara che è molto disordinato e commentato male, e questo rende difficile metterci mano.
    Per questo, tra i primi obiettivi la Document Foundation ha messo una generale pulizia del codice, per renderlo più manutenibile.
    Chiaramente ci vorrà del tempo, ma servirà a rendere più facile l'arrivo di contributi esterni.

    Inoltre una maggiore apertura nello sviluppo potrà giovarsi della collaborazione anche di altri progetti, come KOffice/Calligra Suite, che hanno obiettivi comuni.

    > > Quel che è più realistico pensare è che i
    > > soggetti coinvolti nel progetto siano capaci di
    > > uscire tanto grano da spingere gli attuali
    > > dipendenti Sun-Oracle al lavoro su OOo a migrare
    > > verso LibreOffice. Così il progetto può avere un
    > > futuro.

    Ma veramente, tra i fondatori di The Document Foundation ci sono proprio dei dipendenti di Sun/Oracle che lavorano su OpenOffice!

    > Sarebbe stupido voler rompere le catene di oracle
    > per finire legati alla ibm. E una suite di
    > ufficio non è un CMS in cui, bene o male, ogni
    > cliente ha bisogno di
    > personalizzazioni.

    Però per una suite da ufficio hai bisogno di assistenza, documentazione e formazione, no?
    Una azienda come Oracle, IBM o Red Hat può guadagnare ad esempio vendendo manuali e formando il personale all'uso di OpenOffice, per cui una maggiore diffusione di OpenOffice comporterebbe comunque una maggiore richiesta di documentazione e formazione, e quindi maggiori guadagni...
  • > > spingere la propria distribuzione nei client
    > > degli uffici e delle aziende, piaccia o no è di
    > > là che è di casa la grana più che sul computer
    > > della signora pina o del proprietario della
    > > macelleria scannagatti. La RH ha come core
    > > businnes soprattutto i server, a bigG interessa
    > > vendere i propri servizi on line.
    >
    > Ma a Google interessa che più gente possibile
    > utilizzi ODF piuttosto che i formati proprietari
    > di MS Office (è più facile sviluppare per ODF,
    > che è pubblico e standard), quindi è strategico
    > per loro favorire OpenOffice.
    >
    a bigG interessa che la gente usi i loro servizi on line, per bigG è strategico portare avanti la propria suite di lavoro on line. E a lei interessa solo avere specifiche di formato stabili.

    >
    > Red Hat inoltre, come Canonical e tutti i
    > distributori, ha tutto l'interesse di ampliare la
    > propria base di utenti, e quindi ha tutto
    > l'interesse di migliorare
    > LibreOffice.
    >
    dipende da quanto costa l'investimento in OO.org o libre office, RH è principalmente server oriented, e la suite da lavoro non è di certo un software server side.


    > Per questo, tra i primi obiettivi la Document
    > Foundation ha messo una generale pulizia del
    > codice, per renderlo più manutenibile.
    >
    > Chiaramente ci vorrà del tempo, ma servirà a
    > rendere più facile l'arrivo di contributi
    > esterni.
    >
    > Inoltre una maggiore apertura nello sviluppo
    > potrà giovarsi della collaborazione anche di
    > altri progetti, come KOffice/Calligra Suite, che
    > hanno obiettivi
    > comuni.
    >
    >
    > Però per una suite da ufficio hai bisogno di
    > assistenza, documentazione e formazione, no?
    >
    ovviamente si

    > Una azienda come Oracle, IBM o Red Hat può
    > guadagnare ad esempio vendendo manuali e formando
    > il personale all'uso di OpenOffice,

    in teoria si, in pratica vista la misera base di utilizzatori della piattaforma l'investimento potrebbe essere troppo oneroso per loro e non garantire un ritorno tale da giustificarlo.

    > per cui una
    > maggiore diffusione di OpenOffice comporterebbe
    > comunque una maggiore richiesta di documentazione
    > e formazione, e quindi maggiori
    > guadagni...

    il problema è che il punto di pareggio non è abbastanza vicino da giustificare pesanti investimenti nel campo. A differenza del CMS dove puoi campare anche e soprattutto vendendo modifiche su una suite da ufficio i soldi li tiri fuori principalmente con le licenze, poi dalla formazione avanzata, dal fatto che la tua suite sia usata appoggio da software di terze parti.
    Purtroppo dal punto di vista della programmazione di macro OO.org è pesantemente indietro rispetto a M$ Office soprattutto per scarsità della libreria associata alle applicazioni. Secondariamente gli utenti avanzati li trovi soprattutto in ambiente enterprise e in grosse aziende, e anche in quell'ambito OO.org è anni luce indietro rispetto ad Office.
  • - Scritto da: shevathas
    > Vediamo come va a finire, ma temo che a breve si
    > arriverà anche a chiusure di fatto anche del
    > kernel di
    > linux.
    Come fai a chiudere il kernel Linux?

    E poi, perchè lo si dovrebbe fare? Perchè chiuderlo? Linux cresce ed è competitivo proprio per la sua struttura...
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    Modificato dall' autore il 04 febbraio 2011 00.40
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    Darwin
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