Perché pagare una Coca via WAP?

di Lamberto Assenti. Perché te lo dice NTT DoCoMo, e poco importa che il pagamento comprenda telefonino, terminale Internet sul distributore di lattine e attese di connessione. Tanto alla fine senza contanti la Coca te la scordi

Roma - Perché collegarsi ad un sito specializzato di commercio elettronico per comprare una Coca-Cola? I motivi sembrerebbero ovvi: per acquistare una certa quantità di bevande da farsi mandare a casa, o in ufficio, per non doversi recare al supermercato. Comodo. E perché un servizio sperimentale dovrebbe spingere il consumatore ad acquistare quelle coche via telefonino? Evidentemente per cercare di capire se il cliente è interessato a questo genere di servizi, se lo "stimola" poter acquistare rapidamente e a distanza il prodotto a cui è interessato.

Se tutto questo appare perfettamente comprensibile ecco che ad ottundere l'intelletto arriva l'esperimento messo in piedi dalla NTT DoCoMo in questi giorni. Grazie ad una accordo con la Coca-Cola, l'azienda chiede al consumatore di ordinare delle coche via telefonino, ma di farlo solo quando si trova fisicamente davanti ad un distributore automatico di coca.

Sì, c'è qualcosa di perverso in tutto questo, e segnala come la ricerca di un mobile-commerce che funzioni sia entrata in una nuova morbosa fase di sviluppo.
L'idea del nuovo servizio di NTT DoCoMo, infatti, è che un giapponese che voglia bere una Coca-Cola debba scegliere i (pochi) distributori automatici della bevanda americana che sono collegati ad Internet. A quel punto dovrebbe collegarsi ad un sito dedicato con il proprio telefonino, indicare la transazione che intende effettuare, aspettare un ok-ricevuta dal terminale del distributore e ritirare la propria lattina. Ma soltanto dopo aver inserito nella macchina, manualmente, il contante necessario...

Bevendo, possiamo star sicuri che il cliente si chiederà per quale ragione si sia sottoposto a tutto questo e potrebbe non capire che quella Coca è un pezzo di gruviera, che quel servizio è un labirinto, che la NTT DoCoMo è un impietoso scienziato e che lui stesso non è che un topolino posto suo malgrado in mezzo ad un dedalo di vie senza uscita.

I soloni del marketing della principale compagnia wireless del Giappone, sulla linea di esperimenti che si stanno conducendo in molti paesi, anche in Europa, sono convinti che una lattina acquistata così consentirà di capire dove sta andando l'm-commerce e cosa si potrà fare per migliorarlo. E a questo colpo di genio, manco a dirlo, ne seguiranno altri.

A noi non rimane che sperare di trovare, da qualche parte ci saranno pure, delle ali di cera con cui fuggire dal labirinto. Sperando di non avvicinarsi troppo al Sole.

Lamberto Assenti
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