Editoriale 1/4/2001

I colossi delle telecomunicazioni lanciano l'allarme UMTS e accusano gli stati europei di aver preteso prezzi delle licenze troppo cari. Si può provare compassione?

Desta sempre un po? di preoccupazione quando il ricco mondo industriale, quello che dovrebbe guidare il progresso tecnico di un paese operando sul libero mercato, al minimo venticello di crisi metta il broncio e si dichiari vittima di governi strozzini ed insensibili. E? il caso degli operatori telefonici che, in periodo di ?concorrenza?, lanciano l??allarme? UMTS: a loro dire, infatti, questa tecnologia rischia di rimanere sulla carta. La colpa andrebbe alle aste miliardarie volute dagli stati europei per la vendita delle licenze, aste che avrebbero prosciugato le casse di molti operatori, che ora si troverebbero a non poter più investire nella ricerca per lo sviluppo della nuova generazione di telefonini. Commuovente? Ma prima di mettere mano al fazzoletto, aspettate di sentire quanto ha dichiarato Peter Cochrane, ex capo del settore tecnico della British Telecom: ?L?Europa si è tirata la zappa sui piedi. Gli operatori hanno accumulato enormi debiti per ottenere le concessioni senza poter investire nei nuovi telefonini. In molti hanno puntato su questa nuova tecnologia, ma se non verrà trovata presto una soluzione, senza dubbio diverse società crolleranno, poche si consolideranno e di conseguenza ci sarà un calo di concorrenza sul mercato?. A parte il fatto che un calo di concorrenza non farebbe certo così dispiacere a ex monopolisti come British Telecom o Telecom Italia, ma le cose stanno poi davvero in questi termini? Certo i prezzi delle licenze non erano alla portata di tutti, ma in ballo c?erano fette di mercato mobile che, fino a pochi mesi fa, si pensava valessero ben più di quello a cui sono state vendute. E gli stati quanto ci hanno guadagnato? Somme spesso di gran lunga inferiori a quelle preventivate: l?Italia ne è un caso emblematico. Di quali ?soluzioni? parla Cochrane? Dovremmo forse pagare noi cittadini per l?ingordigia di colossi che si sono gettati alla cieca su più mercati inseguendo un business che si è poi rivelato un miraggio? Dovremmo proteggere quegli stessi nomi che fino a poco tempo spacciavano i telefonini WAP come dispositivi in grado di lanciare la nuova era dell?Internet mobile? E chi darà invece un premio alla francese Bouygues Telecom per aver avuto il coraggio di dire no a UMTS e investire tutto sulle più prudenti, ma già attuabili, tecnologie GPRS e Edge? Forse lo stesso mercato.
Alessandro Del Rosso
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