Mauro Vecchio

Copyright, rimozione coatta da Usenet

Una corte di Haarlem ha obbligato il popolare servizio di indexing FTD a rimuovere ogni traccia della localizzazione di contenuti illeciti. Vittoria di BREIN, che potrebbe ottenere 15mila euro per ogni giorno d'inadempienza

Roma - Il martello della legge ha riecheggiato tra le mura di una corte di Haarlem. Il popolare servizio di indexing su Usenet FTD dovrà ora affrontare le conseguenze della recente decisione del giudice olandese, a decretare l'esito di uno dei più cruenti scontri con i rappresentanti locali dell'antipirateria. FTD sarebbe reo di aver facilitato, addirittura incentivato il caricamento illecito dei contenuti su Usenet.

Film, musica, show televisivi. Una delle community più popolari in terra olandese - circa 500mila gli utenti di FTD - altro non rappresenterebbe che un luogo di promozione del caricamento illecito, una piattaforma dove scoprire con facilità l'esatta localizzazione dei contenuti presenti tra i vasti meandri di Usenet. Proprio questa reperibilità dei file in violazione del copyright rappresenterebbe la principale colpa di FTD.

La community olandese era stata trascinata in aula dal noto gruppo antipirateria BREIN, che aveva puntato il dito proprio contro le attività di localizzazione permesse agli utenti. Un articolo pubblicato dalla testata online TorrentFreak aveva tuttavia sottolineato come almeno 15 uomini di BREIN si fossero infiltrati su Usenet per poi procedere con il caricamento camuffato di contenuti illeciti.
Il giudice di Haarlem ha parlato di 13 utenti di FTD - su 500mila - identificabili come uploader. La corte olandese l'ha infatti specificato: la community Usenet non viola di per sé le leggi locali sul diritto d'autore. Il servizio di indexing verrebbe perciò sfruttato anche per scopi totalmente leciti. Una visione diversa da quella illustrata al tempo da BREIN, che aveva dipinto FTD come un covo di criminali.

La difesa in aula di FTD aveva infatti cercato di ottenere una smentita scritta da parte di BREIN. Il gruppo antipirateria non dovrà però preoccuparsi: il giudice ha obbligato il servizio di indexing a rimuovere qualsiasi traccia dei contenuti illeciti, pena il pagamento di una salata multa. La community Usenet rischia ora di pagare circa 15mila euro per ogni giorno trascorso in violazione della legge olandese sul copyright.

Mauro Vecchio
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10 Commenti alla Notizia Copyright, rimozione coatta da Usenet
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  • mi sono sempre chiesto quanto innocenti vadano considerati quei servizi che offrono tutte le informazioni per ottenere contenuti protetti in maniera illecita. come questo ci sarebbero i siti che ospitano file torrent o info su reti/canali/bot per il download via irc/xdcc, o non so che altro.

    ma un sito che raccoglie informazioni sulle ubicazioni di (ammettiamo) gioiellerie, comprese come raggiungerle, i sistemi di allarme in dotazione, il valore medio della merce al loro interno, il raggio di azione di telecamere, eccetera... va tollerato allo stesso modo?

    non è una domanda retorica, anzi risposte serie e ragionate sono ben accette. che differenza c'è tra i due casi?

    grazie a tutti,
    luca
    non+autenticato
  • Partiamo dal più semplice:
    1 - Scaricare COPIE pirata significa copiare il lavoro altrui senza pagarlo, che non equivale a rubare, dato che non sottraggo un oggetto, ma commetto comunque reato perché solo il proprietario intellettuale dell'oggetto dovrebbe essere abilitato a crearne delle copie e a metterle in commercio
    2 - Il sito non mi fornisce le coordinate per una qualche locazione specifica, ma mi fornisce l'accesso agli oggetti di cui sopra, permettendomi di fare la copia. Questo significa che, finché le persone che caricano i file sul sito sono i legittimi proprietari di quei file, il reato si applica solo quando un utente ne crea una copia per scaricarlo. Nel momento stesso in cui cancello quella copia, ho cancellato anche il reato.
    3 - Bisogna vedere come si prefigura il reato di copia pirata; se si viene a parlare di mancato guadagno, si casca nel solito errore: chi ha mai detto che chi scarica, non avendo la possibilità di scaricare, avrebbe comprato? Nessuno, ma di solito chi denuncia per questi reati lo da per scontato, grave errore.

    Spero di aver risposto esaurientemente ^_^
    non+autenticato
  • ciao, grazie molte per la risposta e scusa il ritardo.Sorride

    saluti
    non+autenticato
  • c'è da fare prima di tutto la distinzione fra chi ospita i file con contenuti pirata e chi linca quei contenuti, i primi, coloro che li ospitano commettono il reato di condivisione di materiale protetto da diritto d'autore, i secondi che lincano, istigano la violazione del diritto d'autore.

    Entrambi commettono comunque un illecito, i primi più grave i secondi meno, entrambi percepiscono un guadagno dalla condivisione, vuoi per banner pubblicitari e poi c'è da considerare il mancato guadagno dalla vendita dell'opera, chi scarica l'opera vuole entrarne in possesso, ed avendola illecitamente non l'acquista, questo comporta oltre alla violazione del diritto d'autore anche evasione fiscale, ottieni un qualcosa che ha un prezzo a costo zero, e qui si configura anche l'incauto acquisto.

    di materia ce ne sarebbe tanta, ma nella condizione attuale, dove manca addirittura la percezione del reato, occorre in primo luogo colpire i condivisori, tutti quei siti che offrono o permettono di raggiungere materiale illecito, solo in seconda battuta potranno essere coinvolti gli utenti, ovvero solo quando sarà chiaro l'illecito.
  • > entrambi percepiscono
    > un guadagno dalla condivisione

    Se lo meritano, a differenza dei noleggiatori, perchè loro offrono un servizio che il pubblico apprezza.
    non+autenticato
  • Non c'è percezione dell'illecito (nessun reato, non giochiamo con le parole), perché l'illecito è veramente minimo.
    Funz
    12979
  • riguardo le gioiellerie, un sito del genere non può esistere, per pubblicare dati come il tipo di allarme, il valore merce ecc. devi avere il consenso del gioielliere, se lo fai senza il suo consenso sei denunciabile.
  • - Scritto da: spacevideo
    > riguardo le gioiellerie, un sito del genere non
    > può esistere, per pubblicare dati come il tipo di
    > allarme, il valore merce ecc. devi avere il
    > consenso del gioielliere, se lo fai senza il suo
    > consenso sei
    > denunciabile.

    La gioielleria è un esercizio pubblico.
    Le informazioni relative la gioielleria (pianta, sistemi d'allarme, pucchiacche) sono tutte accessibili a chiunque.
    Vuoi denunciare il catasto? Fai pure.
    Vuoi denunciare chi ti installa l'antifurto che mette bene in vista, di solito sulla facciata anteriore, la sirena dell'antifurto con marca e modello dell'antifurto installato? Liberissimo.
    Siamo in un paese libero, dopotutto.

    Altro discorso è se ti metti a diffondere informazioni sensibili sul personale che lavora nella gioielleria.

    Quello è un reato.

    GT
  • se tu mettessi pianta del mio negozio senza autorizzazione, sistema di allarme e quant'altro, certo che chiederei la rimozionie di quei dati e nessuno ti avrebbe autorizzato a farlo, così come la pianta di casa mia.