Claudio Tamburrino

Stardust, appuntamento per San Valentino

Stanotte incontrerÓ la cometa Tempel 1. Un volo lungo quattro anni per una missione iniziata nel 1999. Un sequel, anche per Deep Impact

Roma - Mentre milioni di innamorati guarderanno le stelle con la scusa della notte di San Valentino, a milioni di chilometri di distanza di consuma un incontro atteso da quattro anni: la navicella spaziale Stardust raggiungerà (arrivando entro i 200 chilometri da essa) la cometa ghiacciata Tempel 1 prima della mezzanotte (fuso orario di Huston) di stanotte.

Se la cometa mostrerà il lato giusto, permetterà alla navicella di fotografare il cratere formato dalla missione NASA del 2005 Deep Impact. In ogni caso mostrerà sulla sua superficie gli effetti del passaggio vicino al Sole, a cui si è accostata con la sua orbita di sei anni.

La missione Deep Impact si era deliberatamente schiantata sulla superficie della cometa per cercarne di studiare la composizione: l'onda di detriti causata dall'impatto, tuttavia, non aveva permesso di ottenere immagini chiare.
Oltre alle foto (72 il totale previsto) Stardust misurerà anche la dimensione e la composizione della cometa.

All'appuntamento con Tempel 1 Stardust arriverà con un bagaglio di esperienza di oltre 5 miliardi di chilometri dal lancio. Partita il 7 febbraio 1999 da Cape Canaveral, Stardust ha già avuto due incontri che hanno dato alla scienza nuovi dati da studiare per approfondire la conoscenza umana dello spazio: nel 2002 con l'asteroide Anne Frank, e nel 2004 quando è passata attraverso la coda della cometa Wild 2 e raccolto una manciata particelle di polvere.

La nuova missione (chiamata Stardust-NeExT) alla rincorsa di Tempel 1 gli è stata affidata nel 2007, con un nuovo finanziamento da 29 milioni di dollari. Portando al limite la dotazione tecnica e la scorta di energia della sonda.

Claudio Tamburrino
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