Mauro Vecchio

Intel, se alla porta c'Ŕ Barack Obama

Paul Otellini sarÓ presidente del neonato consiglio sul lavoro e la competitivitÓ. Il Presidente statunitense applaude i nuovi investimenti del chipmaker californiano e invita a cena i grandi CEO dell'IT

Roma - A guidare gli Stati Uniti verso una rinnovata competitività sul mercato globale saranno innanzitutto gli annunciati investimenti nei settori della ricerca, dell'innovazione e delle infrastrutture. ╚ la visione illustrata dal Presidente Barack Obama, recentemente intervenuto nel corso di una visita alla sede in Oregon di Intel.

Un'occasione per congratularsi con gli impegni assunti dai vertici di Intel nel campo della formazione. L'azienda californiana ha infatti destinato circa 50 milioni di dollari alla specializzazione degli studenti dello stato dell'Oregon. Una strategia volta al futuro reclutamento di nuovi impiegati, indicata da Obama come possibile strada per altre società a stelle e strisce.

Lo stesso Obama ha dunque sottolineato come i settori della tecnologia e della ricerca siano fondamentali affinché la "prossima Intel" nasca negli Stati Uniti e non in paesi come la Cina o la Germania. La visita presidenziale in Oregon ha fatto seguito alla recente investitura di Paul Otellini: il CEO di Intel diventerà presidente del neonato Consiglio sul Lavoro e la Competitività.
Una nomina quantomeno curiosa, dati i giudizi non esattamente positivi già espressi da Otellini sul cosiddetto stimulus plan. Ovvero l'imponente manovra da 787 miliardi di dollari voluta dalla Casa Bianca per uscire dalla grande recessione economica. Il CEO di Intel, insieme alla fazione repubblicana, aveva giudicato inefficaci le strategie volute da Obama.

Il presidente statunitense ha intanto pasteggiato insieme ai principali CEO dell'attuale panorama IT. Tra questi Mark Zuckerberg, Eric Schmidt e Steve Jobs, in barba alle clamorose indiscrezioni sul suo precario stato di salute. Obama ha ancora parlato di innovazione, dei possibili metodi per invogliare le grandi aziende ad assoldare forza lavoro qualificata.

E di nuova forza lavoro avrà bisogno la stessa Intel, che in un recente comunicato stampa ha annunciato la prossima apertura di una nuova sede a Chandler, in Arizona. L'investimento complessivo si aggira sui 5 miliardi di dollari, per l'apertura nel 2013 di una fabbrica specifica: in Arizona si realizzeranno wafer di 300mm sfruttando tecnologie di produzione a 14nm.

Mauro Vecchio
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5 Commenti alla Notizia Intel, se alla porta c'Ŕ Barack Obama
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  • Strano che Obama non abbia citato l'Italia come un temibile concorrente.

    Ah già, forse perché si parlava di tecnologia e non di bunga bunga.
    non+autenticato
  • Non servono a niente. Solo a far mangiare chi riesce ad accaparrarseli.

    Gli USA hanno fatto 2 miracoli nel passato che hanno portato immensi progressi all'umanità in una arco di tempo incredibilmente breve: il progetto Manhattan, e la missione Apollo.

    In entrambi è stato uno sforzo finanziario immenso, anche se dubito superiore all'attuale stimulus di Obama, dove ci hanno lavorato le migliori menti statunitensi ma anche straniere.
    E sono stati incredibili successi. Ora, fare la bomba atomica non è una cosa bellissima da fare e si era in tempo di guerra e per per arrivare ad essa in pratica hanno inventato tutte le tecnologie per sfruttare l'atomo anche in ambito civile che ancora oggi sfruttiamo.

    Ma la cosa fondamentale di quelle 2 imprese era:
    1) il focus ben definito sull'obiettivo da raggiungere
    2) Un tempo limitato per raggiungerlo

    Lo stimulus non è nè l'uno nè l'altro.
    Agli USA servirebbe un altro progetto Mahanttan/Apollo.
    Qualcosa di utile, ovvio. Come risolvere il problema energetico una volta per tutte.
    Obama non mi sembra un presidente capace. Ha solo una bella voce.
    non+autenticato
  • Risulta che Obama stia finanziando (poi non so se la cosa sia andata in porto) ricerche sull'immagazzinamento di energia in grosse quantità, e con ingombri e costi ridotti.
    Ma se per te ha solo una bella voce ed è abbronzato non perdo altro tempo.
    non+autenticato
  • Fatto sta che, anche dalle foto ufficiali, è terribilmente magro.
    Non so se il fatto che ha fatto un brindisi voglia dire che stia in effetti bene... e allo stesso tempo non mi spiego come alcuni medici possano da questo stato di magrezza dire che sta veramente male.
    non+autenticato
  • Trarre l'aspettativa di vita di una persona da delle foto pubblicate su un giornale non e' medicina e' magia.

    Sul fatto che poi non stia bene e' fuori ogni dubbio, non si sarebbe preso una pausa da Apple e non andrebbe a fare delle cure in un centro oncologico ma da qui al dire che ha sei settimane di vita ce ne passa.
    non+autenticato