Alfonso Maruccia

Cervello al volante, pericolo costante?

In Germania si sperimenta un sistema di guida basato su comandi impartiti col solo pensiero. Merito di un caschetto ideato per il gaming e un software intelligente capace di interpretare gli schemi delle onde cerebrali

Roma - Qualora le auto capaci di guidarsi da sole non fossero già abbastanza, i ricercatori tedeschi della Freie Universität di Berlino inseguono nuove strade di interfacciamento tra uomo e macchina sperimentando con la guida col solo pensiero. L'auto-prototipo è in grado di decidere autonomamente quando frenare o accelerare, e il guidatore sceglie la strada da seguire agli incroci - senza mani sul volante.

L'interfaccia mente-auto ideata dal professor Raul Rojas (campo di specializzazione: intelligenza artificiale) e dal suo team prevede l'impiego di un "neurocaschetto" Emotiv, un dispositivo realizzato da una società statunitense e pensato per applicazioni prettamente videoludiche.

I sensori di Emotiv si applicano direttamente alla testa dell'utente-guidatore e sono in grado di registrare un vero e proprio elettroencefalogramma (EEG) delle onde cerebrali. In seguito entra in gioco il software ideato dal team di ricerca, in grado di convertire ogni "pattern" mentale in un comando specifico e ben distinto tra "frena", "accelera", "gira a destra" o "gira a sinistra".


Dopo opportuno training necessario ad allenare il cervello a muovere un oggetto virtuale attraverso l'EEG in tempo quasi-reale di Emotiv, l'utente è pronto a mettersi a bordo di una speciale versione di una Volkswagen Passat Variant 3c per procedere alla guida con la sola forza del pensiero. Letteralmente.

L'obiettivo del progetto "BrainDriver" non è naturalmente quello di sviluppare una soluzione commerciale alla portata di tutti. Almeno non per il momento: BrainDriver è un prototipo realizzato per puro scopo dimostrativo, avvertono i suoi creatori, nella speranza che simili ricerche contribuiscano a migliorare la guida - a bordo di veicoli autonomi e non - e a fornire nuove prospettive di mobilità ai disabili e a chi è affetto da paralisi.

Alfonso Maruccia
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