Claudio Tamburrino

Alibaba, dimissioni al vertice

L'aumento dei casi di frode perpetrati tramite il sito è costato il posto a CEO e COO. Per il colosso cinese dell'e-commerce la reputazione prima del profitto

Roma - Il gruppo e-commerce cinese Alibaba.com è stato decapitato dei vertici: si sono dimessi il CEO David Wei e il COO Elvis Lee.

A causare la caduta dei vertici dell'azienda cinese (di cui Yahoo! controlla il 40 percento del capitale) un'indagine interna che ha portato alla luce una serie di vendite "intenzionalmente o negligentemente" consentite dallo staff, un totale di 2.300 frodi.

Nel ruolo di CEO sederà Jonathan Lu, già CEO di Taobao, controllata di Alibaba Group.
Secondo un comunicato aziendale Wei e Lee non erano coinvolti nei "comportamenti illeciti" rilevati. Tuttavia alla dirigenza sono occorsi nove mesi per prendere iniziativa in seguito all'incremento dei casi di frode individuati sulla piattaforma di cui erano responsabili. "Il consiglio ha deciso che la natura sistematica del problema avesse bisogno di un riorganizzazione e un rinnovato impegno ai valori fondamentali della nostra azienda".

Fra i protagonisti delle frodi anche 2.300 dei 140mila Gold Supplier, i venditori verificati: aveva messo in piedi un "attacco organizzato e sistemico all'integrità della piattaforma per scopi illegali". Fra i corresponsabili delle truffe 100 dei 5mila addetti alle vendite e alcuni supervisori e manager: intenzionalmente o per negligenza avrebbero favorito le frodi aggirando le misure di verifica e autenticazione dell'azienda. Questi ultimi sono stati licenziati.

Per alcuni la grandezza degli episodi non era tale da implicare un cambio ai piani alti, ma "per Alibaba - dice un osservatore finanziario - la reputazione del sito e del servizio offerto è la cosa più importante". E questa concatenazione di piccoli episodi stava deteriorando inevitabilmente l'affidabilità del sito agli occhi degli utenti. E anche in borsa il titolo ha perso 933 milioni di dollari.

Linda Kozlowsky, portavoce di Alibaba.com, ha detto che l'azienda ha già rimborsato un totale di 1,7 milioni di vittime.

Claudio Tamburrino
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